AA.VV: The First Four Years

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AA.VV: The First Four Years

Siamo alla prima edizione di questa notevole iniziativa promossa dalla Outloud!Records, piccola ma immensa etichetta discografica californiana, che non fa mancare l’occasione di proporre in un’unica raccolta un nugolo di realtà che negli anni hanno dimostrato di sapersi ritagliare uno spazio qualitativamente alto, nel mondo del punk rock internazionale.

“The First Four Years” è “LA” raccolta che va a festeggiare i primi 4 anni della Outloud!Records, presenta un buon numero di band che svariano nei diversi sottogeneri di cui il punk rock si alimenta e si pone come la migliore panoramica possibile sullo stato di salute della musica underground. Degni di nota band come Hex Ray Gun, apripista della compilation con “Long Lost Cechov Patrol”, arrivando fino agli ottimi Spazzoids che con la loro “Sector 4” mantengono i ritmi i serrati, non deludendo le attese. The Community ci portano su strade più hardcore, mentre a seguire il trittico Silver Foxes, The MOANS e Jesus Christ, Mister, ci deliziano con tre brani veloci che ascoltati a tutta randa ti creano quel sobbalso immediato da prima linea live. Ancora punk rock a go go per i Hung Ups con la poppante “Red Eyed”, a cui segue “Sound Check” dei Dumb Fox, cazzo ma non Blitzkrieg Bop dei Ramones? L’intro è inequivocabile, è fottutamente lei…fortunatamente poi ci hanno messo del loro ma l’influenza ramoniana la fa da padrona. L’autentica sorpresa di questa raccolta arriva direttamente dal bel paese con i toscanacci LATTE+ e la loro “It’s ok for us”, che entrati prepotentemente nel panorama punk rock americano con l’ultimo album “No More Than Three Chords”, li ha portati in seguito a firmare con la stessa Outloud!Records. Chapeau!!
Chiudono infine il The Labor Pains con “Go Fuck Yourself”…ottima outro!!

La compilation è interamente scaricabile sulla pagina bandcamp della Outloud!Records , quindi non avete scuse: se vi professate amanti del punkrock, “The First Four Years” è un ascolto obbligato per tastare il polso ad una scena indipendente ricca di talenti come in questi anni, garantendo inoltre ottima musica al di fuori della ristretta cerchia dei soliti nomi.


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