ABEL IS DYING

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E dopo la recensione ecco l’intervista a una delle band più hot della scena metal tricolore, gli Abel Is Dying.
A parlarci di disco, concerti, esperienze e consigli per gli acquisti sono Gigio e Vittorio, rispettivamente chitarrista e batterista del combo lombardo!

 

 

Partiamo col fare un breve resoconto su quanto fatto dagli Abel Is Dying dall’esordio a oggi!

Ciao qui Gigio e Vittorio rispettivamente chitarrista e batterista. Ci siamo formati alla fine del 2004 e come tanti altri gruppi abbiamo iniziato a provare cercando un suono che ci rappresentasse. Dopo aver composto i primi pezzi e aver registrato un promo di 3 brani nel 2005, abbiamo dato il via a un’intensa attività live che ci ha portato a suonare in giro per l’Italia e all’estero. Nel marzo 2006 siamo rientrati in studio insieme a Gianluca Amendolara (The Miracle, No More Fear, Steam) nei suoi Cellar Door Studios per incidere le sette canzoni che sono presenti nel nostro debutto “Gazing From The Abyss” su Still life Records. 


Discorso live: pensate che la teoria del DIY sia ancora valida coi  tempi che corrono in Italia o è tutto in mano alle agenzie?

Crediamo che il DIY sia alla base del giro nel quale ci muoviamo, in quanto molti concerti in cui abbiamo avuto la possibilità di esibirci - o anche solo a cui abbiamo assistito - sono stati organizzati da persone fuori dal giro delle agenzie. Per come lo viviamo noi il DIY è ancora molto presente in Italia, anche se si potrebbe fare di più. Le agenzie sono sicuramente molto utili e meglio strutturate e quando ci è capitato di lavorare con loro ci siamo sempre trovati molto bene, ma non sono l’unico modo che permette a un gruppo di suonare dal vivo e di farsi conoscere. E’ per questo che crediamo che l’attività live non sia solo in mano ad esse.

Sempre rimanendo in tema concerti, so che state chiudendo le date del tour inglese, mentre in passato vi siete già spinti oltre i confini nazionali. Quali sono le differenze sostanziali che avete notato e che notate tra paesi esteri e Italia a livello di promozione e organizzazione eventi?

Si in questo periodo stiamo lavorando per chiudere tutte le date del nostro tour in UK da headliner ad aprile! Non vediamo l’ora di partire, sicuramente sarà un’esperienza fantastica e avremo modo di suonare anche con alcuni gruppi locali davvero interessanti!Per quello che ti possiamo dire in base alle nostre esperienze all’estero devo dire che in Germania, Svizzera, Austria e Spagna lavorano a volte molto meglio di noi. Si sbattono molto per fare show professionali e ad alto livello! Ma anche in Italia abbiamo suonato in posti favolosi, a volte piccolissimi ma dove ci siamo divertiti moltissimo e abbiamo fatto magari i nostri migliori concerti. Io credo che tutto si basi sulla voglia e la passione che ci mette l’organizzatore nel fare la data! Se alla base c’è la voglia di fare e di divertirsi stai sicuro che allora il concerto prende una piega positiva!   

Parliamo del nuovo lavoro. innanzitutto cosa vi ha spinto alla scelta di un titolo come “Gazing from the abyss” e raccontatemi da cosa ha avuto inizio visto che  queste canzoni sono state scritte tempo fa se non sbaglio...

Allora il titolo del CD è preso da un noto film horror ed è stato cambiato poco prima che andasse in stampa ma è comunque sempre connesso al concetto che avevamo in mente. E’ legato alla nostra visione della vita, della musica nel nostro modo di intendera ovvero rimanendo saldi e onesti con le proprie convinzioni. I pezzi del CD sono stati scritti tra gennaio e l’inizio di marzo,  periodo in cui avevamo deciso di prenderci una piccola pausa per comporre. Ci eravamo prefissati di entrare in studio per quel periodo e cosi è stato. A metà marzo abbiamo iniziato a registrare insieme a Gianluca Amendolara nei suoi Cellar Door Studios, fermandoci solamente ad aprile per dare il via al tour europeo. Al nostro ritorno abbiamo completato i pezzi e fatto un mix provvisorio per mandare i promo alle etichette e a settembre Francesco della Still Life Records ci ha preso nel suo rooster con nostra immensa gioia!

Musicalmente parlando, in cosa lo trovate differente dal demo stampato tempo fa?

Il nostro primo demo è stato fatto molto velocemente e soprattutto non avevamo le idee molto chiare su quello che volevamo suonare. Con il tempo e un po’ di esperienza ci siamo messi sotto per fare quello che realmente avevamo in testa e cosi finalmente abbiamo preso la nostra strada. Vogliamo fare sempre di più per quel che riguarda il songwriting e cerchiamo di lavorare il più possibile in sala prove finché le canzoni non ci vanno totalmente a genio. Quindi tornando alla tua domanda diciamo che la differenza base tra questi due lavori è basato totalmente sull’esperienza fatta con il tempo e la maggior voglia di sbattersi e di fare qualcosa di personale.

Sempre a riguardo del sound, ho trovato notevolmente potenziate sezione ritmica e chitarre, elementi che hanno elevato non poco l’aggressività di ogni brano. Quali idee avevate in testa al momento di comporre queste nuove song?

Di fare metallo! Ah ah ah! A parte gli scherzi, avevamo in testa di spostarci su sonorità decisamente più metal e cosi è stato! Ci siamo messi in sala a provare e riprovare diverse soluzioni finché non eravamo convinti del tutto. Siamo molto contenti del risultato finale e penso che alla fine abbiamo ottenuto realmente quello che avevamo in testa quando siamo entrati in studio.   
 

Come nasce (parlo di songwriting) una canzone degli A.I.D.?

Le nostre canzoni partono sempre da Andrea (chitarra) e Vittorio (batteria) che arrivano in sala con riff e diverse soluzioni in testa. Spesso addirittura con strutture gia pronte e solo dopo ci mettiamo a lavorare tutti insieme cercando di rifinire il tutto. Le voci invece sono sempre le ultime a entrare in questo processo, prima preferiamo avere la canzone finita che ci soddisfa e solo dopo Tommy e Paul pensano a come strutturare le voci sul pezzo. 


Quanto tempo è servito per comporlo e registrarlo?

Beh, possiamo dire che in totale c’è voluto relativamente poco. Abbiamo iniziato a comporre a gennaio e a settembre il CD era pronto per essere mandato in stampa. Magari per un gruppo come il nostro è tanto, ma guardando gli standard in giro di altri gruppi più grossi che impiegano anche due anni x incidere direi che è davvero poco.
 

Quali band hanno influenzato a vostro modo di vedere il sound di “Gazing  from the abyss”?

Noi tutti siamo fan dei Darkest Hour, che penso siano il gruppo che più ci mette d’accordo. Ma non ci hanno influenzato solo loro, direi anche la nuova scena californiana e gruppi come As Hope Dies, Conducting from The Grave, Through The Eyes of The Dead e Dead to Fall. Poi ascoltiamo veramente troppa musica per dirti cosa realmente ci ha influenzato chi più e chi meno!Siamo sempre incollati allo stereo ad ascoltare di tutto!

Dal mio punto di vista ho apprezzato non poco il lavoro sulle parti  vocali, che hanno molte più variazioni di tono rispetto al passato. Siete  d'accordo e come lavorate sulle liriche visto che sono in due a  dividersi questo compito...

Tommy e Paul lavorano molto in sede separata, arrivano con testi pronti e decidono insieme le parti e come devono essere cantate. Spesso questo processo va avanti anche per mesi finché non sono davvero soddisfatti del risultato, magari cambiando anche piccole parti di volta in volta. Quindi finché non sono soddisfatti non chiudono le liriche delle canzoni!

 

Purtroppo non ho ancora avuto modo di leggere i testi delle nuove  canzoni. Mi potreste illustrare i temi dominanti di questo nuovo album?

I testi parlano del nostro modo di intendere la vita e di come la viviamo. Cerchiamo di parlare di quello che vediamo tutti i giorni magari interpretandolo alla nostra maniera secondo il nostro modo di vedere e di vivere il mondo. Scriviamo spesso per sfogo tutto quello che ci viene in mente e spero che le persone che leggeranno i testi ne rimarranno colpite come spesso ci capita quando leggiamo i testi di qualche gruppo che ci piace.

Arriviamo allaproduzione: quanto ha influito sul risultato finale il lavoro svolto al mixaggio?

Molto direi! Gianluca Amendolara è davvero un grande, ha fatto un lavoro che ci ha colpito molto e ne siamo davvero soddisfatti. Lavorare con lui è stato fantastico, è una persona stupenda che in sede di produzione ci è stata molto dietro per far si che tutto venisse fuori come l’avevamo in mente. Lo consideriamo il settimo membro del gruppo, è davvero una persona che tira fuori il meglio dai gruppi che produce.

Con Francesco di Still Life avete un rapporto d'amicizia da ormai diverso tempo. Come siete arrivati ad accasarvi sotto la sua etichetta?

Francesco della Still Life Records ci ha sempre supportati e aiutati fin dall’inizio credendo in noi e dandoci sempre ottimi consigli. Quando ci ha detto che era intenzionato a produrci ne siamo stati davvero contenti e non abbiamo esitato a scegliere la sua etichetta visto che è la migliore del settore sia in Italia che all’estero secondo noi. Il suo rooster è davvero dei migliori, ha gruppi che noi adoriamo come As Hope Dies, Embrace The End, To Kill… Quindi siamo davvero fieri di far parte della famiglia Still life e di poter lavorare con loro!

A livello promozionale quali saranno i vostri passi?  

In questo Francesco sta facendo un grosso lavoro. Il CD uscirà in Asia per Dyslexia Records che ha già prodotto gruppi come The Phoenix, Jane, Cassandra e probabilmente pure in UK ma è ancora tutto definire. Per quanto riguarda i live, stiamo lavorando molto per farne il più possibile, in questi mesi abbiamo parecchie date davvero interessanti con gruppi come The Chariot, Becoming The Archetype, Ramallah, Death Before Dishonor e Slowmotion Apocalypse. Non vediamo davvero l’ora di dividere il palco con questi gruppi, sarà sicuramente molto divertente e avremo la possibilità di suonare in posti molto belli! In più come ho detto prima, questa primavera saremo in Gran Bretagna e in estate faremo un tour in Asia per promuovere il CD. Insomma siamo pieni di impegni per il futuro e come se non bastasse stiamo già lavorando sui pezzi per il full-lenght che uscirà sempre su Still Life l’anno prossimo!

Pensi che il termine metalcore si addica a un album come come il  vostro? Ve lo chiedo perchè ormai è di moda catalogare ogni nuova  band sotto questo genere e diverse recensioni hanno definito tale il vostro sound...

Credo che noi facciamo metal musicalmente parlando, ma è anche vero che dal vivo abbiamo un’attitudine hardcore. Quindi se inteso in questo modo sono d’accordo anch’io nel definirci metalcore, ma se è riferito al trend odierno no. Non ci sentiamo di fare parte del carrozzone che sta spopolando qui da noi e negli U.S.A., preferiamo decisamente roba più pesante e non sicuramente quello che va tanto di moda in questo periodo.

 

Girando in rete ho notato che in futuro sarete chiamati a dividere il  palco con diverse band più o meno note. Quali concerti (e band ovviamente) a cui avete partecipato vi hanno impressionato  maggiormente e perchè?

Un gruppo che mi ha davvero colpito suonandoci insieme sono stati senza ombra di dubbio i The Secret, un gruppo che noi adoriamo e che dal vivo sa davvero emozionare il pubblico. Sono allucinanti! Altri gruppi che mi vengono in mente direi i Fear my Thoughts, Memories of Apocalypse, The End Of 6000 Years, To Kill, Bridge to Solace e Alone… Insomma un sacco di gruppi sia italiani che stranieri che dal vivo sono davvero un emozione unica!

 

Quali band della scena italiana vi sentite di  consigliare a chi legge?!

Sicuramente The End Of 6000 Years, To Kill, The Phoenix, Memories Of Apocalypse, The Secret, The Miracle e Alone.

 

Chiudete pure a vostro piacimento!

Grazie di cuore a te e a Punkadeka per il supporto che ci state dando, ringraziamo inoltre Francesco della Still Life,Gianluca Amendolara dei Cellar Door Studios e tutte le persone che ci hanno sempre supportati in qualsiasi momento!Grazie… AID

 

www.abelisdying.com

www.myspace.com/abelisdying

www.stillliferecords.com


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