ACTH

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Nati a Verona nel 1984 i punkrocker ACTH hanno autoprodotto nel 1985 una cassetta dal titolo L’Italia S’È Desta che destò la curiosità di Jumpy Velena della Attack Punk Records che produsse il loro secondo album dal titolo Ultimo Party, con la sottoetichetta Totò Alle Prese Coi Dischi…
da allora non si sono più fermati..

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 Siete una delle poche band a finire nella rubrica “Yesterday Heroes” nonostante siate ancora in attività… cosa vi spinge a essere uniti dopo tutti questi anni?
Quanto dici è preoccupante. Suona un po’ come ammuffiti, cristalizzati.
Alcuni anni fa, durante un’intervista un giornalista ci chiese come ci sentivamo ad essere padri di un genere musicale che noi suonavamo da anni ed iniziava ad avere un discreto seguito, la risposta che demmo fu: “vecchi”.
Ma a parte gli scherzi, diciamo che abbiamo sempre avuto un buon rapporto a livello di amicizia tra noi, unito alla passione per la musica e per il punk, il tutto ci ha spinto sempre a non mollare e a continuare a divertirci.
Finchè abbiamo l’energia e la carica sufficiente per fare un buon concerto, noi continuiamo.
Lo scorso anno ho visto dal vivo i Bad Religion, hanno ancora, nonostante non siano più giovani, una forte carica ed un grande impatto scenico, che è questo che serve ad un gruppo punk.
Finchè esistono queste due caratteristiche, unite ad una buona amicizia, come dicevo prima, si può continuare a suonare.

 Neanche 2 anni fa è uscita una cd che raccoglie i vostri 30 anni di attività… quali sono i pezzi che più vi rappresentano .. e perche?
Diciamo che ogni pezzo rispecchia un periodo di vita del gruppo, dai primi brani di “L’Italia s’è desta”, semplici, grezzi, ma molto incisivi a quelli più elaborati, di “Shaker,” ma che non hanno perso la carica iniziale.
Io credo che Rabbia in città, Ogni giorno muori, New destroyer, siano 3 brani, appartenenti a 3 lavori diversi, che rispecchiano la vita, i cambiamenti, le vicissitudine avvenute nell’attività degli ACTH in tutti questi anni.

 Quali sono secondo voi le principali differenze tra la scena punk della seconda metà degli anni 80 e quelal attuale?
Come movimento, posso dirti che lo vedevo più sincero e meno costruito, come lo stesso posso dirti per quello che concerne la musica e i gruppi.
Come pure i testi, negli anni 80 il sociale era molto sviluppato, mi vengono in mente ad esempio i Bad Religion o i Dead Kennedys, oggi è tutto molto più diverso. Rispecchia un po’ il periodo che stiamo tutti vivendo, nonostante anche oggi ci siano gruppi validi.

 Avete suonato con diverse band di fama internazionale.. una su tutte I Ramones.. com’è stata quell’esperienza.. riesci a raccontarcela?
Per alcuni di noi fu come un sogno. Non eravamo abituati a certe situazioni, camerino con frigo pieno di ogni cosa da bere e da mangiare, il nostro nome sulla porta, i buttafuori che ti seguivano, come scorta, ad ogni passo che facevi nel backstage, la prima volta che vedevi ragazzi tirati su oltre le transenne distrutti dal pogo.
Poi c’erano Loro, grandi, nel camerino che sorseggiavano the con l’odore di marijuana che aleggiava nella stanza.
Tutti cordiali, Joey un po’ nel suo mondo, Dee Dee e Marky, molto loquaci. Il più ostico e azzarderei poco simpatico, per usare un eufemismo, era Johnny.

 Ramones a parte.. c’è un ricordo di un concerto che conservate in particolare?
Oddio, ricordi piacevoli ce ne sono tanti.
Al momento la prima cosa che mi viene fu un concerto a l’Aquila, in un pub non molto grande, nevicava e c’era un freddo cane.
Quando salimmo sul palco, il proprietario ci presentà dicendo al pubblico “questi sono gli ACTH e si sono fatti un culo tanto per venire qui da Verona, facciamo vedere come li accogliamo”. Ci fu un boato ancora prima di iniziare. Purtroppo non ricordo il nome ma era molto in voga negli anni 90. Oppure a Cutrofiano, al Gabba Gabba (questa parola non puoi scordarla). Eravamo in forte ritardo, continuavano a fermarci ai posti di blocco per il furgone che “marcava male”. Arrivammo più o meno alle 23, il pubblico si organizzò a mo’ di catena umana per scaricare gli strumenti e trasferirli sul palco. Tempo di un caffè, 1 minuto di soundcheck e via.
Ricordi che non puoi dimenticare.

 Come ha fatto un un pezzo di una band Italiana a finire come sigla del notziario dell’ETA?
Quando uscì L’Italia s’è desta” vi furono parecchie recensioni, tra cui alcune riviste statunitensi come Flipside e Maximun R & R, le più lette in ambito punk, che fecero delle ottime recensioni del tape.
Iniziarono ad arrivare lettere da tutto il mondo con dentro soprattutto dollari, ma anche altre valute come il marco o i franchi francesi, che chiedevano di ricevere la cassetta.
Ne furono inviate parecchie anche in Spagna, e ci chiamarono pure per un tour nei Paesi Baschi.
Andammo con 2 macchine tra cui una Panda.
Li non riuscivamo a capire come fosse possibile che tutti conoscessero e cantassero durante il concerto Politica.
Ci spiegarono poi che il brano era la sigla di apertura dei TG dell’Eta politica.
Qualche attivista che aveva comprato il tape, lo utilizzo per i notiziari
In Iguana, abbiamo riproposto il brano, a ricordo di quel periodo, facendolo cantare da un ragazzo spagnolo che erà venuto in Italia per non fare il servizio militare.

 Quali sono le band alle quali vi ispirate?
Diciamo al punk veloce con cantato melodico, spesso ci hanno paragonato al punk californiano anni 80, ma nei nostri brani c’è anche una venatura beat

 .. E quelle che ascoltate oggi?
Diciamo che oggi a parte il bassista che considera punk solo ciò che c’era nel 77/78, si ascolta un po’ di tutto.
Io ultimamente ascolto parecchio Irish punk, mi piacciono molto gli Ska P o Gogol Bordello, ma non sono più “unidirezionale”

 I cinque migliori album punk di sempre secondo gli ACTH?
la domanda è difficile anche perchè condensare in 5 album tutta la storia del punk è limitativo.
Personalmente io ho amato molto:

Never mind the bullock dei Sex pistols
London Calling dei Clash
Rocket to Russia, anche se i dischi dei Ramones sono tutti belli
Fresh Fruit for rotting vegetables dei Dead kennedys
No control dei Bad Religion, ma pure qui la scelta è difficile.

BIOGRAFIA
Gli ACTH si formano nel 1984 a Verona, e dopo circa un anno fanno uscire il loro primo lavoro ‘L’Italia s’è desta?’ grazie al quale vengono inseriti nella top 15 di Maximum rock’n’roll.
Nel 1986 partecipano a varie compilation sia europee che statunitensi, mentre nel 1987, in concomitanza con un tour nei Paesi Baschi – il brano ‘Politica’ venne utilizzato come sigla d’apertura dei notiziari dell’Eta politica – viene pubblicato l’lp ‘Ultimo party’ da parte della Multimedia Attack Punk di Bologna dopo
Sempre per la stessa etichetta nel 1988 esce il singolo ‘Soli si muore’ , cover di un famoso pezzo degli anni ’60. Nel 1990 esce per la Vox Pop di Milano l’lp ‘Iguana’ ; il disco viene considerato al Meeting delle etichette indipendenti di Firenze il miglior lp di rock dell’anno e la EMI ne acquista le edizioni. Nel 1993 viene pubblicato dalla Mega Records il singolo ‘Killer – Dammi dammi valium’ ,raggiungendo il primo posto nella classifica indipendenti (Urlo). Nel frattempo si moltiplicano le presenze come gruppo spalla durante i concerti di bands famose come Ramones, D.O.A. e tanti altri. L’anno successivo il gruppo partecipa alla compilation ‘Punto Zero’ edita dalla Toast di Torino con un brano inedito e vengono inseriti nell’enciclopedia del Rock italiano pubblicata da Arcana.
Di nuovo per la Mega Records esce, nel 1995, ‘Maquillage’ un mini cd contenente 6 cover di brani famosi.
L’ultimo lavoro del gruppo dal titolo ‘ Shaker’ prodotto da Mr. ZZZ viene pubblicato nel 2000 dalla MAC GUFFIN.Il titolo ben identifica quella miscela di suoni che va dal punk melodico di estrazione californiana sino al power pop, il tutto condito con una fortissima caratterizzazione beat.

DISCOGRAFIA
ALBUM
L’Italia S’È Desta – 1985
Ultimo Party – Totò Alle Prese Coi Dischi – 1987
Iguana – Vox Pop – 1990
Shaker – Mac Guffin Records – 1999
Greatest xxs Hits – 2014

SINGLE & EP
Soli Si Muore – Totò Alle Prese Coi Dischi – 1988
Killer / Dammi Dammi Valium ?- Mega Records  – 1993
Maquillage – Mega Records – 1995


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