AIRESIS: Spettri

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AIRESIS: Spettri

Definire l’album d’esordio dei romani AIRESIS (che qualcuno di voi potrebbe ricordare con il nome di Strict-line) come un semplice album punk-hc sarebbe riduttivo e scontato, almeno per la ricchezza di contenuti e idee che esso racchiude.
Definirsi “un collettivo composto da un bassista, un batterista, un cantante e due chitarristi” è sicuramente una presa di posizione forte ai nostri giorni, dove purtroppo apparire è più importante che essere.
Così come decidere di “proteggere” con il copyleft il proprio lavoro, affiancandone il logo al simbolo internazionale dell’antifascismo.  

“Spettri” è più che altro un libro aperto, un promemoria importante sulla storia del nostro paese nell’ultimo secolo.Ecco quindi che storie di resistenza partigiana e fascismo inondano le liriche dei 14 brani che compongono questo disco. 

La musica??? Un piacevole contorno che attinge dal punk-hc italiano dell’ultimo decennio senza però sdegnare qualche chitarra acustica in puro stile cantautoriale, vedi l’ottima “ultima istanza”.
Un buon mix tra L’Invasione degli Omini Verdi e Marsh Mallows (quelli di “Qualcosa di Nessuno), dai quali attingono melodia e aggressività senza però perdere in personalità.Da sottolineare la “dichiarazione” parlata che conclude “Ein gespent” in grado, se ascoltata con attenzione, di mettere i brividi per interpretazione e rabbia. 

Il booklet illustrato di 16 facciate con tanto di “manifesto eretico” finale non può che completare degnamente questa “opera”, arricchendola di un ulteriore valore aggiunto.  

Certo per confrontarsi con le band principali del panorama Europeo e mondiale c’è ancora parecchia strada da fare ma umiltà e passione non mancano a questi ragazzi e sentire parlare di “idea di punk-rock comunitaria, democratica e solidaristica” mi fa pensare che forse c’è ancora vita anche nel nostro paese per questo genere. 

Come mi suggeriscono ora non mi resta che infilarmi le cuffie e affittare il cervello a Chris, Jord e Todd di Winnipeg…

 VOTO: 7/10


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