ALL SYSTEM GO: Mon Chi Chi

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ALL SYSTEM GO: Mon Chi Chi

Il loro esordio, era il 1999, aveva fatto parecchio parlare di se, merito anche di un singolo veramente azzeccato qual’era “All I Want”, e quindi il secondo lavoro era aspettato al varco per constatare se gli All System Go sarebbero stati capaci di ripetersi agli stessi livelli. Prodotto nuovamente da Daniel Rey, un tale che ha lavorato con “gruppetti” tipo Ramones e Misfits, “Mon Chi Chi” si presenta da subito decisamente più ruvido e variegato che il suo predecessore. Si parte come sempre dal pop-punk chitarristico, ma l’impronta che è stata data al lavoro punta su un suono selvaggio, decisamente l’opposto di quanto già sentito. In alcuni brani, “Roll Your Eyes” e “Meagan’s Law” ad esempio, poi il ritmo rallenta decisamente per farsi quasi da ballad-rock, e la lista degli ospiti è di quelle di tutto rispetto: si va da Melissa auf der Mar (ex Hole/Smashing Pumpkins) a Leonard Philips dei Dickies passando per Pete Stahl degli Scream. L’impressione generale è che il gruppo stia facendo tutto il possibile per spiccare il salto di popolarità che li proietterebbe tra i nomi che contano del punk internazionale cercando allo stesso tempo di non tralasciare la qualità, che certo non manca in brani come “Fashination Unknown” oppure “Record of Hate”. Pare però difficile segnalare “Mon Chi Chi” come uno dei dischi più importanti dell’anno; le canzoni, pur ben fatte, non lasciano troppo il segno, e gli All System Go non riescono, o non vogliono, ripetere un singolo come il già citato “All I Want”. Se vi erano piaciuti con l’omonimo non mancate di fare vostro questo lavoro, se invece all’epoca già non vi avevano entusiasmato potete tranquillamente soprassedere; per fortuna, o purtroppo, esistono moltissimi altri lavoridegni di nota.


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