ARGETTI

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Si chiamano “Argetti” e provengono dalla provincia di Vicenza, terra in questo periodo fertile di ottime punk/Hc band.

Hanno appena inciso sotto “No Reason Records” il loro secondo album “Flags of Karma” che sta ottenendo ottimi riscontri dal pubblico. Siamo andati a conoscerli un po’ più da vicino.

 

 

Hey ragazzi è un vero piacere conoscervi finalmente. La vostra fama vi ha preceduto e “Flags of Karma”, vostro ultimo disco, ha già saputo deliziare le mie orecchie. Per iniziare mi sembra d’obbligo fare un minimo di storia della band e presentarvi. Quale significato si cela dietro il nome Argetti?!

Abbiamo scelto Argetti perché più che altro ci suonava bene e non è un nome inglese. Stranamente ci siamo trovati d’accordo fin da subito su questo, quindi essendo una cosa che ci capita raramente lo abbiamo tenuto. Il nome ci è stato consigliato da un amico ad una festa e Argetti oltre ad essere una costellazione è uno dei Cavalieri dello Zodiaco.

 

Per chi non vi conoscesse, se dovessi presentare e definire “Flags of Karma” cosa diresti?!”

La prenderei larga, direi che è un disco punk-rock. Poi ascoltandolo penso sia abbastanza facile capire che ci sono delle altre influenze.

 

Quali sono state le band fondamentali nella vostra crescita e che in un qualche modo un giorno vi ha spinto a imbracciare gli strumenti e dare vita agli Argetti?!

Per Enri e Punch dire hc melodico, California, palme, rampe da skate… Quando ci siamo conosciuti non ascoltavano altro, poi per fortuna si sono aperti ad altri generi ed ora ascoltano un sacco di roba diversa. A volte mi stupiscono decisamente! Guido adora gli anni ’80 e io roba anche più vecchia.

Quando siamo in tour mi accorgo però che i dischi punk e hc, soprattutto vecchia scuola, sono quelli che ci mettono d’accordo.

 

Rispetto al precedente “In My Shoes” avete smussato e levigato alcune asperità ma soprattutto vi presentate con una registrazione impeccabile. Come è stato registrare in uno studio come l’Hate di Vicenza?! Raccontateci qualche episodio curioso della recording session.

Ci siamo divertiti un sacco. Ci ha registrato e prodotto il disco un amico che allo stesso tempo è davvero un professionista…meglio di cosi! Ci siamo fatti poi delle risate pazzesche. Aneddoti?meglio di no dai..Ti dovrei far vedere un video per farti capire di che cosa stiamo parlandoJ

 

Mi sono soffermato attentamente sui testi e confesso che il vostro song writing semplice ma ricercato mi ha colpito. Come nasce una canzone degli Argetti?! Dove trovate ispirazione concreta per le vostre analisi spietate del senso della moderna realtà?!

Normalmente inizia da un giro mio di chitarra, poi con basso e batteria lavoriamo sulla musica. Le voci vengono dopo, anche se spesso comportano dei cambiamenti nel pezzo. Mi fa piacere che i testi ti abbiano colpito, personalmente tengo molto a questo aspetto. Raccontiamo a nostre parole quello che ci accade intorno ogni giorno e che spesso coinvolge noi e milioni di altre persone.

Se le parole sono spietate è perché non abbiamo un visione del tutto rosea della situazione mondiale attuale. Abbiamo qualche dubbio sul fatto che le cose stiano andando verso il meglio.

 

Chi ha deciso l’artwork del disco?! Come mai questa scelta del leone e di alcuni forti richiami all’Oriente?!

Lupo ed Alexandra, un tatuatore ed una grafica, entrambi nostri amici.

In gran parte dell’Oriente c’è una cultura diversa, più profonda, più spirituale e probabilmente meno materialista nei confronti dell’essere umano. Qui, e in Occidente in genere, avremmo bisogno di rivedere alcune cose a riguardo.

 

Parlando sempre di artwork. Toglietemi questa curiosità. Cosa è successo ad Enrico Pancera tra le foto dell’album e quelle promozionali?! Da nerd capellone con occhiali (senza offesa) mi si è trasformato in puro hc kids. Un plauso all’altro Enrico per la maglietta dei Draft, grandiosi!

Ahahah ha assunto un curatore d’immagine! Nessuna offesa, anzi sarà certamente felice di averti dato questa impressione. Gli occhialoni però ti assicuro che li usa ancora. Enri adora i Draft, ma piacciono un sacco anche a tutti noi. Speriamo di poterci suonare assieme un giorno.

 

Il vostro disco è uscito per la No Reason Records in Italia e per altre varie etichette indipendenti in Europa. Gestite voi i rapporti con le altre etichette o lasciate fare alla No Reason?! Fino a questo momento come vi state trovando e che risposte avete dall’estero?!

I rapporti li gestisce principalmente No Reason e ne siamo felici perché penso stiano facendo davvero un buon lavoro con noi. Ci sentiamo molto spesso per tante cose e ci troviamo molto bene anche a livello umano. Fuori le risposte finora direi che sono state positive. Per ora, da quando è uscito il disco siamo stati all’estero solo in UK e lì è andata bene. Vedremo a dicembre con i prossimi tour, ma siamo fiduciosi.

 

 

Provenite da Vicenza. Sembra proprio che la vostra zona sia decisamente fertile in tema di punk rock e melodic hc. Che rapporti avete con la altre band?! Amicizia o competizione?! (tanto si sa che risponderete amicizia!) E soprattutto da cosa dipende questo grande numero di band dalle vostre parti?!

E’ sempre stata un zona “florida”. Ci sono state e ci sono tutt’ora diverse band valide. Ci si conosce un po tutti ovviamente, anche perché Vicenza non è certo una metropoli.

Non ti nascondo che in passato c’è stato qualche screzio che ha coinvolto anche a noi. Ora con qualche anno di esperienza in più ci siamo resi conto che il più delle volte si tratta di cazzate.

Non saprei dirti perché da noi ci siano cosi tanti gruppi…un po perché non c’è un cazzo da fare e un po perché forse c’è una specie di tradizione. Ai concerti tutt’ora ci sono quelli che facevano o ascoltavano hc che hanno 35 anni e oltre, ci sono quelli della nostra generazione e i sedicenni che hanno appena iniziato.

 

Come sta andando questa prima parte del tour?! Come è stata la risposta del pubblico al vostro disco?! Come sono andate le date con gli Atlas Losing Grip?!

Buona, tutto è iniziato per il meglio. Nelle 3 date con gli Atlas ci siamo molto divertiti, anche perché i ragazzi svedesi si sono rivelati,oltre che un bel gruppo, delle persone molto simpatiche con le quali speriamo di dividere il palco ancora.

 

Ognuno ha i propri miti e i propri sogni. Come band quali sono le band con cui vorreste condividere il palco per un tour o anche solo per un concerto?! Sia dal punto di vista musicale che perché pensiate che quelli abbiano mille groupies ogni sera, siete liberi di spaziare.

Guido sceglierebbe certamente in base alle groupies anche se il gruppo gli fa schifo!

Io, se fosse ancora tra noi, ti direi Joe Strummer, il più grande di tutti.

Tra i gruppi in circolazione ce ne sono tantissimi, ma dovrei stare attento ad un genere abbastanza compatibile con il nostro, quindi dovrei stare sulla roba melodica. I nomi quindi li puoi immaginare: Draft, Lifetime, Strike Anywhere, Dead to me, Aganist me!…

 

 

E’ stato un piacere conoscervi ragazzi. Prima di concludere ovviamente la domanda di rito è sui vostri progetti futuri e in ultimo questo spazio è vostro per salutare i vostri fan e convincere chi non lo è ancora a fare una visita sul vostro myspace (www.myspace.com/argetti)

 

Piacere nostro e grazie dello spazio. A parte le prossime date in Italia e i tour, ti posso dire che usciremo nei prossimi mesi in Giappone con una versione inedita di “Flags of Karma”. Oltre alle solite canzoni ce ne saranno due di nuove che abbiamo appena registrato in un altro studio.

Speriamo di conoscere sempre gente nuova ai nostri concerti e se non vi piacciono le canzoni mal che vada vi vedrete i nuovi occhialoni da nerd di Punch. Quelli meritano!

 


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