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Postato il 06 ottobre @ 15:53:37 CEST lunedì

ATARIS

a cura di Davide Tamburlini

Gli ATARIS sono sicuramente tra le band della nuova scena emo/pop/punk più apprezzate da critica e pubblico. Abbiamo intervistato Mike Davenport, bassista della band, che ci ha parlato del nuovo album e dei motivi che li ha spinti a passare su major dopo lunga militanza su Kung Fu Records...

Mi sembra scontato e doveroso chiedervi i motivi per cui dopo aver prodotto tre fantastici album su Kung Fu Records avete deciso di spiccare il volo verso una major?

Mike: Avevamo un contratto con la Kung Fu per tre album e lo abbiamo rispettato dopo di che abbiamo deciso di guardarci in giro per vedere la scena cosa ci poteva offrire e abbiamo ricevuto l’offerta della Columbia. Ci siamo trovati subito in sintonia con loro perchè abbiamo visto che hanno capito come lavoriamo e come abbiamo intenzione di continuare. E’ stata una normale evoluzione per la band poichè con questa nuova label abbiamo una distribuzione migliore rispetto a prima e cosi i nostri fan non avranno problemi a trovare i nostri album.  Ti anticipo la domanda: il passaggio su major non ha portato nessun maggior introito per noi, la nostra è stata una scelta motivata da semplici motivi organizzativi.

 

Non hai paura però che ora la Columbia vi tratti solo come un prodotto commerciale e non come musicisti come fà con molte altre band anche più blasonate di voi?

Mike: No, perchè siamo sempre noi a controllare il nostro merchandising, siamo noi che facciamo il nostro web-site, noi che ci procuriamo le date in giro per il mondo, noi che controlliamo che le nostre date non abbiamo prezzi esorbitanti e quindi non vedo questo problema. Loro si occupano solo della parte distributiva dell’album. Rassicuro i nostri fan però, se un giorno vedremmo che ciò accade faremmo di corsa le valigie e torneremmo sui nostri passi.

 

Quale è stata la reazione di Joe (Escalante – proprietario e bassista dei Vandals. Ndr), che ha passato una vita con i Vandals su indie, quando gli avete comunicato la vostra decisione di passare su una major?

Mike: Ovviamente ci è rimasto male perchè gli Ataris hanno aiutato a crescere la Kung Fu e la Kung Fu stessa ha aiutato molto gli Ataris. Comunque dopo penso abbia capito la nostra decisione e ci ha augurato tutto il bene possibile.  Però come vedi oggi siamo in tour con loro con il Kung Fu Package Tour e sicuramente appena potremo continueremo a collaborare con loro perchè faremo sempre parte di questa famiglia anche se magari non ci sarà più il logo Kung Fu sui nostri album.

 

Adesso però immagino che il vostro prossimo video a differenza degli altri riuscirà a sfondare la barriere ipocrite di MTV,cosa che sarebbe stata impossibile su Kung Fu non credi?

Mike: Io non vedo MTV come una cosa malefica, soprattutto MTV2 quella che si occupa anche di musica indipendente. MTV devo ammettere che è come una vetrina dove i cantanti si mettono in mostra e come in una telepromozione si vendono, mentre il secondo canale guarda maggiormente al lato artistico ed è sicuramente migliore. Tutti accendiamo la radio e ci mettiamo ad ascoltare la musica ma nessuno si sogna di demonizzarla e ciò và fatto anche per MTV secondo me.Fanno passare tanta merda e non vedo dove sia il problema se passa punk rock...magari qualcuno capisce finalmente quale è la buona musica. (ride) Io accendendo MTV vorrei vedere i Bouncing Souls, i Sick Of It All, tutti i miei amici perchè se lo meritano a differenza di tante altre band che ci sono oggi. Sum41 e New Found Glory ad esempio se lo meritano di stare su MTV.

 

La maggior parte dei gruppi, come voi, deve la loro  fama dovuta ai tour e che permettono alla band di rodarsi e far conoscere il proprio nome. Come spieghi invece il successo dei Blink182 che nonostante suonino insieme da anni riescano a fare delle benemerite cagate come live show?

Mike: Travis è un grandissimo batterista e penso sia il migliore della band però non dimentichiamoci che sono solo in tre. Loro sono anni che fanno queste canzoni pop senza mai prendersi sul serio e appunto perchè non si prendono sul serio che non riesco ad esprimersi sul palco. Tom per questo ha deciso di formare i BoxCarRacer, per dimostrare appunto di essere un buon musicista. Loro non hanno mai voluto migliorarsi, il loro scopo è fare divertenti melodiche pop/punk song. Non dimentichiamoci però che una decina di anni fà i Nofx non è che avessero una gran fama come live band perchè andavano sempre ubriachi on-stage, ma poi sono cresciuti. Non dimentichiamoci anche che quando sei in studio hai 5 chitarre, mesi per prepararti mentre sul palco pochi secondi e se sbagli non hai altre chance. Comunque loro rimangono una delle mie band preferite qualsiasi cosa si dica.

 

Parlaci del vostro nuovo album “So Long Astoria” da poco uscito.

Mike: “Anywhere but here” è il classico album di sedicenni che si affacciano per la prima volta al punk. Poi è venuto “Blue Skies” che ha cambiato radicalmente sound e infine “End is Forever” in cui ci siamo messi in gioco alla ricerca di nuove sonorità ma tutti rappresentano in un modo o nell’altro gli Ataris. “So Long Astoria” è il sunto di tutte queste nuove esperienze precedenti e se vogliamo con melodie più “cattive” alla Foo Fighters ma sempre introspettive per quanto riguarda la parte testuale. Questo è l’album che abbiamo messo più tempo per comporre, quasi un anno ma davvero ne siamo fieri. Chris ha dato veramente il massimo per questo album

 

Da cosa traete spunto per scrivere i testi delle canzoni?

Mike: Prendiamo spunto dalla vita. Chris è la mente compositiva del gruppo ed è veramente geniale quanto ci si mette.Lui scrive col cuore senza seguire alcun schema preciso ma solo ciò che sente in quel momento. Una canzone particolare è “My reply” perchè Chris rispondendo alle email dei fans si è imbattuto nella lettera di una ragazza molto malata che ci ringraziava per darle sollievo in questo momento difficile per lei e ha deciso di risponderle nel migliore dei modi per ringraziarla delle sue parole, dedicandole una canzone. Un’altra è dedicata a sua figlia che lui semplicemente adora.

 

Il 2002 è stato sicuramente l’anno dell’esplosione dell’emo-core che ha invaso sia i canali indipendenti che major label. Pensi che questa sia solo una moda o che sia invece un filone che continuerà ancora a lungo?

Mike: La musica cambia col tempo, ad esempio magari se non ci fossero stati i Beatles poi non sarebbero venuti i Sex Pistols ma nessuno si sogna di paragonarli tra  loro e li possiamo considerare una evoluzione dell’altro. L’emo-core è un’evoluzione di questo filone che ha radici molto lontane. Per oltre dieci anni in America il Punk Rock è stata la stessa musica fatta di batterie velocissime come quelle di Strung Out, Nofx, Good Riddance, Lagwagon, tutte band che io personalmente adoro. Adesso invece il vento è cambiato e il punk è diventato più calmo, meno urla nelle canzoni e ciò ha pure avvicinato molta gente al Punk che prima aveva timore di questa musica

 

Ma l’emo-core te lo consideri una sorta di punk o una musica estranea ad esso?

Mike: Il punk non è musica secondo me ma un attitudine di vita, un modo diverso di rapportarsi con la società e con le altre persone. Penso che nessuno possa dare una definizione di ciò che sia punk e ciò che non lo è perchè dandone una definizione lo ucciderebbe. Il problema della scena punk per me è il fatto che la vediamo troppo come una lobby riservata a pochi eletti e invece non è cosi, il punk è di tutti coloro che lo sentono dentro e non importa come vestono o cosa fanno, è importante che abbiamo un cervello che riesca a ragionare fuori dai canoni che ci vengono imposti.

 

Sono molte volte ormai che venite in Italia e magari avete sentito qualcosa della nostra scena, quale sono le band che vi hanno colpito?

Mike: Mi pare si chiamano “SunEatsHours” e ho sentito qualcosa di loro. Mi hanno ben impressionati perchè sono un mix tra Strung Out per velocità e potenza e Blink182 per melodia e simpatia dei testi. Se questo è il livello delle vostre band non vi potete certo lamentare allora. Non credete?!

 

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