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Postato il 06 ottobre @ 16:00:32 CEST lunedì

BANDA BASSOTTI

a cura di Davide Tamburlini

Ad una settimana dall’inizio di questo tour che li ha portati in giro per l’Italia eccomi a intervistare forse la migliore e sicuramente più genuina Oi – ska band d’Italia , la Banda Bassotti. Sono tornati dopo sette anni ma la loro passione e il loro entusiasmo sono rimasti sempre intatti e ce lo dimostrano con queste confidenze pre-tour per noi di Punkadeka.it

Io: Bene ragazzi, dopo sette anni ritornate in scena con un nuovo album “L’altra faccia dell’impero” appena uscito per la vostra etichetta la Gridalo Forte Records. Prima di iniziare mi sembra d’obbligo chiedervi chi era, chi è ora a distanza di sette anni da “Avanzo de Cantiere”e chi sarà in futuro la Banda Bassotti.

Picchio: Il futuro a quanti anni??…non siamo più pischelletti noi!!A parte gli scherzi all’inizio la Banda era un gruppo di amici che andava in giro a suonare e abbiamo fatto per anni concerti in situazioni abbastanza piccole, in feste dell’Unità, poi il progetto si è evoluto con “Balla e difendi”, poi il primo disco … e così per caso a distanza di anni ti trovi ancora qui la Banda Bassotti a rompere le scatole! Strana la vita a volte.

David: Poi in verità noi non abbiamo incominciato come gruppo musicale, ma eravamo tutti operai addetti ai ponteggi quindi eravamo anche affiatati come amici il chè ha reso tutto più facile. Siamo riusciti grazie a questa nostra grande amicizia a tirarci fuori da tutte le difficoltà che questa società ci ha  posto davanti come la miseria, la fame, la fatica … e questo lo si vede anche quando siamo sul palco.

Io: In questi anni di inattività non avete mai sentito l’esigenza di imbracciare la chitarra, di prendere e di andare a suonare da qualche parte?

Sigaro: Non è che siamo andati a goderci i nostri guadagni “miliardari” , che non esistono tra l’altro, ai tropici. Stavamo in cantiere a spezzarci la schiena con i ponteggi quindi non avevamo davvero tutto questo tempo per porci queste domande.

Io: Dopo sette anni da “Avanzo de Cantiere” uscite con un nuovo album “L’altra faccia dell’impero” , che differenze possiamo riscontrare tra questi due album?

David: La differenza principale sta nel sound. Abbiamo un suono in questo album che ricorda molltissimo il live poi adesso abbiamo messo i fiati che hanno modificato tantissimo il nostro stile e questo lo si è già visto in “Un altro giorno d’amore” il live uscito l’anno scorso. Però ti devo dire che questa è stata una cosa che è nata istintivamente, la Banda a volte ragiona tantissimo su piccole cavolate mentre questa cosa, che ha comportato un notevole cambiamento nel sound  è nata da sé, è stata quasi una evoluzione naturale che ha dato nuova linfa ai nostri vecchi cavalli di battaglia.

Io: Ora parlatemi invece di cosa è “L’altra faccia dell’impero” e cosa rappresenta. Prima però definitemelo con 5 aggettivi per iniziare.

Picchio: Aspè… ci provo ma devi capire che non sono forte in matematica!! Non lo so se SOFFERTO è un aggettivo ma sicuramente rispecchia l’album, poi ti potrei dire VOLUTO e “AVEVAMO BISOGNO DI FARLO” questo sicuramente non è un aggettivo ma forse è l’unica frase che può racchiudere in sé il significato dell’album. Dopo 7 anni ci sentivamo proprio di farlo, lo sentivamo sia come una esigenza artistica ma soprattutto a livello umano sentivamo un forte desiderio di comporlo. Noi siamo tornati perché abbiamo visto enormi dimostrazioni di affetto da parte della gente che ci ha ricolmato il cuore di gioia, se la gente fosse stata stufa della Banda noi, non avremmo mai composto “L’altra faccia dell’Impero”. Noi siamo gente prima di essere artisti e proviamo le stesse emozioni che prova la gente che sta davanti a noi a concerti, non siamo staccati dal mondo!!

Sigaro: Noi non siamo quel tipo di gruppo che piazza la sua nuova “patatina” ultimo modello, il tutto secondo una logica di mercato per fare i soldi, questo la Banda non lo ha mai fatto e MAI, sottolineo il mai, lo farà, statene certi.

David: Poi Sigaro è completamente fuori dal mondo per quanto riguarda la musica, non ascolta niente e non sa cosa sia  commerciale o meno in questo momento. Ha solo una piccola radio comprata dagli zingari al mercatino che tra l’altro riceve solo Radio Vaticana (risate)

Io: Come è nata invece la parte compositiva di questo album?

Sigaro: E’ stato l’album più difficile che abbiamo mai fatto. Ci sono capitati innumerevoli imprevisti durante tutto questo tempo, al povero Picchio gli è uscita l’ernia mentre montava i ponteggi e  si è dovuto operare e io sono stato chiuso in casa come la monaca di Monza a scrivere i testi, poi quindi non abbiamo potuto provare molto… ma devo dire che siamo veramente orgogliosi di quello che è venuto fuori. Purtroppo queste sono le cose che succedono agli artisti con la A minuscola!! (risate generali)

Io: Ma forse è proprio questa la forza vera della Banda Bassotti non credete?

Sigaro: Penso proprio di si, perché noi siamo gente vera e la gente che ci ama e ci segue lo sà. Io non mi spiego mai infatti tutta quella gente che viene ai nostri concerti . Mi stupisco anche io di quello che succede… assurdo proprio!!

David: La gente inoltre ci apprezza perché noi siamo fuori da ogni logica di commercio, facciamo musica per la gente non per svoltarci qualcosa ma per mandare il nostro messaggio di lotta e d’amore a tutti.

Picchio: A me vedere ogni volta un’arena piena mi mette un emozione grandissima. Quando mi chiedono l’autografo mi vergogno … anzi gli chiedo dove stà il trucco e se nascosta, mi stanno facendo firmare una cambiale (risate generali)

Io: Nei testi anche se passa il tempo il vostro ardore rivoluzionario è rimasto sempre quello o sbaglio? …questo nonostante la scena politica sia più o meno cambiata in questi anni. Prima “Er Ciccione” con Craxi, ora “Una storia italiana” su Berlusconi…

David: E’ cambiata?! Mica mi avevano avvisato a me sembrano sempre i soliti lì al potere.

Picchio: Dai non dire così… in fondo Berlusconi è simpatico, non lo vedi, sorride sempre, come fai a non essere allegro quando lo vedi!! Poi abbiamo molte cose in comune, ad esempio io mangio del mio lavoro e  anche lui mangia del mio lavoro, quindi vedi siamo molto più simili di quanto si possa pensare!! (ilarità generale)

Sigaro: Noi non siamo diversi da prima, non è che venti anni fa andavamo tutte le domeniche in parrocchia o cose del genere, in definitiva forse abbiamo qualche capello bianco in più , qualche chilo in più ma il nostro cuore pulsa sempre sangue rosso come quando eravamo ragazzini!! Mica quel falso comunismo professato dalle camice bianche del parlamento che dicono di difendere i nostri diritti!!

Io: Ragazzi voi avete sempre strizzato l’occhio alle canzoni popolari, già prima avevate fatto rielaborazioni in chiave moderna di canzoni come “Carabina 30-30” , “Bella Ciao” ora con “Corro de Lucio Cabanas”, cosa vi spinge a reinterpretare queste canzoni?

Picchio: Come dico io sempre “il passato non si cancella”. Di tanto in tanto fa bene rispolverare un po’ la memoria. Non dobbiamo dimenticarci di tutte le migliaia di persone che sono morte in tutto il mondo per combattere i vari regimi e noi tramite queste canzoni vogliamo ricordarle per far si che il loro sacrificio non sia dimenticato.

Sigaro: In questo ultimo caso poi siamo molto contenti perché ci piace vedere sia i bambini che i grandi che ballano con queste canzoni e ciò dimostra che, per fare un esempio nostrano, la Resistenza non è stata ancora dimenticata e mai lo sarà!!

Io: Adesso purtroppo mi tocca farvi una domanda abbastanza cattivella…molta gente vi accusa di essere tornati perché avevevate finito i soldi e con la musica fate money facili è  vera questa storia? (tono ironico)

Picchio: E che non lo vedi, guarda le mie mani … ti sembrano quelle di uno che si grattà tutto il giorno e passa la giornata in poltrona o di uno che lavora in cantiere e si spezza la schiena per portare quel milione e rotti a casa? Purtroppo il registratore non registra il colore delle mie mani ma penso tu lo possa testimoniare…

David: Anche dopo l’Indipendent ci hanno mosso queste accuse.”Eh si… ve  sete vennuti er culo” Sinceramente mi sono rotto di questa ,permettimi, “stronzata” perché se volessimo fare i soldi facili ti assicuro che li faremmo. Guarda il concerto che è stato fatto per Ya Basta per la Palestina che ci avevate pure aiutato con la promozione on line, abbiamo raccolto più di 100 milioni ma quelli non entrano in tasca a noi. Se volessi produrre con l’etichetta gruppi più commerciali per piazzare ,come dicevamo prima la “patatina”, non ci metterei niente a farlo e a far lievitare così  il mio conto in banca.

Picchio: Nell’94 abbiamo messo su un concerto e abbiamo raccolto più di 10 milioni per il Salvador per appoggiare la prima campagna elettorale libera e e non ci siamo spartiti nulla. Siamo persone coerenti e siamo andati a portarli lì dove hanno più bisogno… questo è il nostro messaggio ed è per questo che siamo ancora qui a gridare la nostra rabbia!! Se poi qualcuno ha visto qualcosa… me lo dicesse perché significa che me li sono persi allora!! (risate generali)

David: Poi se uno me lo viene a dire in faccia lo picchio pure!! Questo è il brutto di Internet, il mondo dove anche un deficiente può avere la bomba atomica!! Ora si, la Banda vuole certe cose, perché non intende fare beneficienza a nessun locale o proprietario . Se voglio fare un concerto di beneficienza… beh lo faccio, ma lo decido io, non vado più a regalare nulla a nessuno!! Non siamo mica missionari!!

Sigaro: L’unica cosa che possiamo dire che ci siamo messi in tasca sono le emozioni, le gioie e i dolori, le cose che rendono un uomo tale!!

Io: Ultima domanda … che mi pare d’obbligo visto che siamo tutti di Roma e penso che sia d’obbligo per non dimenticare chi ha dato la vita per un mondo migliore, Carlo Giuliani?

Picchio: Carlo Giuliani …eh, ci potrebbero essere tanti aggettivi per definire la cosa.Lui è uno come Fabrizio Ceruso, purtroppo non è il primo e visto come stanno andando le cose penso che non sarà neanche l’ultimo. Tutti possiamo essere un ipotetico Carlo Giuliani. Lui rappresenta la voce di chi grida la propria rabbia contro chi vuole opprimerci.

Sigaro: Io non credo sia stato un caso… penso che tutto quello che è successo a Genova sia soltanto la manifestazione del carattere liberticida del nostro attuale stato italiano. Carlo Giuliani era un ragazzo che davanti a tanta brutalità ha sentito la forza e il coraggio, derivante forse pure dalla giovane età, di rispondere alle provocazioni del sistema

Picchio: Per concludere ti posso dire che a 20 anni noi siamo tutti Carlo Giuliani, a 30 siamo ancora Carlo Giuliani , a 40 anni siamo ancora Carlo Giuliani…a 50 anni non te lo so dire ancora ma penso  che rimarremo ancora tali perché il nostro cuore batterà sempre verso la bandiera rossa della libertà!!

Io: Sempre grandi ragazzi, continuate così e grazie di esistere!!

 

 

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