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Postato il 06 ottobre @ 16:27:26 CEST lunedì

COUNT THE STARS

a cura di Davide Tamburlini

Sono una delle nuove band della scuderia Victory e a noi di Punkadeka hanno fatto proprio un ottima impressione. Vengono da Albany (NY), sono giovanissimi ma hanno grinta ed energia da vendere...

Per noi è un piacere ragazzi potervi conoscere meglio visto che siete una delle band che meglio ci ha impressionato di questo ultimo periodo. Per iniziare Dave parlaci della band e di come è nato il progetto “Count The Stars”?

Dave: Grazie dei complimenti perchè per noi è importante sapere che il nostro lavoro è stato apprezzato dai critici. La nostra storia inizia nel ’95 quando io (Dave è il batterista della band – ndr.) e Chris il cantante decidiamo di mettere su una band per divertimento. Dopo è arrivato Clarke e infine due anni fà anche Adam e facendo concerti quà e là abbiamo visto che la nostra musica piaceva e abbiamo deciso di provarci e siamo approdati alla Victory. Il resto è storia di oggi.

Il vostro ultimo album “Never Be Taken Alive" lo abbiamo trovato veramente un eccellente prodotto che si distingue tra la tanta melassa propinataci in questo periodo da molte label. Potresti descrivercelo usando 5 aggettivi che ritieni più si addicano ad esso.

Dave: Sicuramente “orecchiabile” e “melodico” e penso che queste siano le caratteristiche basilari per produrre un buon album e ritengo che ciò sia rispecchiato anche in “Never be taken alive”. “Energetico” perchè ti dà carica e per concludere direi “Fun & Happy” perchè parliamo di noi e delle nostre esperienze giovanili in cui i ragazzi di possono identificare.

Per produrre questo album avete avuto l’aiuto di Dave Cobb, grande produttore che magari nell’ambiente punk non è cosi famoso ma che ha lavorato con gente come Elton John e gli Smashing Pumpinks, come è stato quindi il vostro primo studio album con una personalità cosi famosa?

Dave: Fantastico, ci siamo divertiti troppo perchè lui è veramente una grandissima persona prima che essere un eccellente professionista. Non ci ha fatto pesare il fatto che eravamo una giovane band ma ci ha sempre ascoltato con grande attenzione ed è sempre stato un confronto sincero e leale. Siamo felici infatti del risultato e buona parte del merito è suo che ci ha sempre stimolato in studio. Spero di poter produrre i prossimi album, se ci saranno, sempre con lui.

Voi siete alquanto giovani e quando avete iniziato a suonare la scena emo non esisteva ancora, quale è il vostro background musicale allora?

Dave: Anche se la critica ci ha definito come emo band, l’emo non è mai stato parte integrante del nostro background . All’interno del gruppo vi sono vari gusti differenti: a Chris per esempio piacciono da morire gli Smashing Pumpkins però gli Swam non gli sono piaciuti. A me piacciono molto i Pink Floyd, i Clash e magari ti sembrerà strano i Beatles ma davvero li ritengo la miglior band al mondo.

Si sente infatti dalle vostre sonorità che non siete una delle solite emo-band che circolano ora. Ma tra tutte queste band che mi hai citato solo i Clash come Punk Band...non è che non ti piace il punk per caso?

Dave: Non ho detto questo. Lo ascolto e lo ascoltavo prima ma queste sono le band che mi hanno formato come artista. Diciamo che verso queste band abbiamo un debito musicale visto che ci siamo ispirate come attitudine a loro. Le punk band invece a livello musicale non mi hanno dato quello che mi hanno dato queste band anche se ci sono tanti gruppi che mi piacciono.

Una cosa che mi ha colpito dei vostri testi  è il fatto che voi non parlate di tristi storie d’amore ma di emozioni e storie diciamo a lieto fine.

Dave: Hai ragione, penso che se qualcuno ha voglia di romanticismo non sia và a comprare un album di un gruppo ma si và a vedere “Via col Vento” e penso pure faccia bene. La nostra musica parla di emozioni e di storie che ci riguardano direttamente, magari poi siamo pure stati più fortunati in amore non sò che dirti! (ride)

Prima la Victory Records era una label prettamente Hc/Metal, adesso ha completamente cambiato genere con tante band emo. Pare quasi che il feroce bulldog si stia trasformando in un docile cagnolino non trovi?

Dave: Concordo pienamente con te. Migliore definizione non potevi trovare (ride). La scena indipendente si sta modificando e con essa anche la Victory che ha aperto le braccia a giovani band come noi, i Taking Back Sunday o Student Rick tanto per citarne alcune. Penso sia una normale evoluzione. Anche altre label hanno modificato il loro stile aprendo a nuovi generi.

Cosa rispondi allora alle persone che considerano l’emo come una mera e semplice moda passeggera?

Dave: L’accanimento verso l’emo da parte della scena indipendente e ingiusta. Molte accuse derivano dal fatto che alcune band sono riuscite ad abbattere le barriere in cui era rinchiusa la scena underground riuscendo ad arrivare a canali commerciali come Mtv ma ciò non significa che non sia una musica sincera e genuina.

Però esistono band, Nofx  su tutte,che nonostante tutto sono diventate famose e si sono guadagnate il rispetto della scena nonostante non abbiano mai ceduto al music commercial system.

Dave: Indubbiamente è vero e guardando più indietro esempio eclatante sono appunto i Clash. Mtv è una vetrina in cui ci si mostra poi se il prodotto vale viene acquistato sennò rimane li e poi passa di moda. Sta alla band farsi valere poi dimostrando le proprie caratteristiche e quello che sà fare. Poi parlando di Mtv dovremmo essere contenti di ciò, finalmente qualcuno ha rotto il dominio della musica Rap o R’n’B e ha portato in TV la vera musica.

Adesso ti faccio una domanda che sta dividendo la scena punk. Da poco sono su Victory Records sono arrivati i Somehow Hollow band nata dalle ceneri dei Grade che però fà, a differenza della band originale, musica completamente diversa, appunto emo-core. Te chi preferisci tra le due?

Dave: Eh mi metti in difficoltà visto che sono sulla mia stessa etichetta (ride). In confidenza devo ammettere che i Grade sono decisamente migliori dei Somehow Hollow, sono insuperabili per quello che hanno fatto e per i capolavori che hanno inciso. I Somehow Hollow non mi sono dispiaciuti, considera però che hanno da scontare il duro peso di un passato cosi importante.

Per concludere mi sembra giusto spendere due parole sulla guerra in Iraq. Molti tuoi connazionali nostri coetanei adesso stanno purtroppo combattendo questa guerra, quale è la tua posizione riguardo ciò?

Dave: Hai ragione, a volte mi sembra ridicolo parlare di musica quando miei amici sono in guerra a combattere una guerra ridicola per modi e ragioni, se di ragioni si può parlare. L’unico modo è di cercare, nel nostro piccolo, di coltivare la pace tra di noi guardando il nostro vicino come nostro fratello e non un possibile nemico. La musica in questo può aiutare e speriamo lo faccia nel migliore dei modi.

 

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