Postato il 03 dicembre @ 20:42:16 CET mercoledì
THE DISTILLERS
Potrei far finta di niente e snobbare il tutto con asettica superiorità, ma era da tempo che non aspettavo un concerto con così tanta curiosità. Curiosità per Distillers, ma soprattutto per Brody (singer, ndr) e le sue capacità.
L'unica data italiana di questa tourneé si è svolta venerdì 21 novembre nel ritrovato Rainbow club che, con un'impianto nuovo e un calendario fitto di impegni, è ritornato agli antichi fasti.
Si inizia presto, con gli esordienti The Bronx a scaldare gli animi intorno alle 20.30; un mezz'ora tirata e potente ma anche tremendamente scontata (nonostante la stampa estera parla molto bene di loro); credo che nessuno li rimpiangerà se non dovessimo più sentir parlare di questo gruppo.Dopo un'ora abbondante d'attesa ecco salire sul palco la famiglia Distillers, con il neo-acquisto XXX a dar man forte alla chitarra di Brody.
La voce della ex signora Armstrong ("if you lose me you loose a good thing" canta lui...) appare subito bella e non sfigura rispetto al disco, un po' meno è la compattezza della band; non mi capitava da anni che una band di quel livello, con un contratto major in tasca, sbagliasse ben tre attacchi in 50 minuti di concerto, ma quando azzeccano l'inizio non commettono ulteriori errori e bisogna dire che i pezzi di "Coral Fang", senza le malizie della produzione discografica, suonano veramente bene dal vivo.Ed è proprio questo il disco saccheggiato dalla scaletta (ne rimane fuori ben poco), mentre opposta sorte tocca allo splendido "Sing Sing Death House" e ancor peggio per l'omonimo esordio, sfiorato appena. Buona la reazione del pubblico, decisamente intonato alla serata con sfoggio di creste ed ardite criniere, con pogo di contorno e applausi a profusione. Personalmente ho apprezzato "Sick of it All" e la splendida "City of Angels", ma molti i momenti da ricordare per una serata, nel bene e nel male, fuori dai canoni.
E non son neanche le 23 quando la festa finisce, si smonta tutto quanto e la solita rapina del locale costringe tutti quanti fuori con la possibilità di rientrare solo dietro ulteriore pagamento; inutile andare oltre, certe cose succedono solo da noi. Ma in fondo perché rovinarsi la serata? Il concerto valeva la pena di essere visto, Distillers sono un gruppo VERO in ogni suo aspetto e che c'era lo ha potuto vedere; tutto il resto è relativo.










