Postato il 28 gennaio @ 20:26:04 CET mercoledì
DEROZER
Deka Scrivere "
Sabato 6/5/2000 - Seratona punkrock come non se ne vedono spesso, quella organizzata dai ragazzi del Cantiere 21 di Perugia con l’aiuto di Fio, bassista degli Attaccabrighe di Firenze e membro anche dei perugini Etruskakids.
Giunto finalmente al locale dopo essermi puntualmente perso per la città (e per fortuna che abito a 60 km di distanza!), trovo ancora pochissima gente, ma sin dall’inizio ho constatato come le persone accorse si potevano dividere fra i numerosi skins da un lato, e i ben più giovani punkrockers dall’altro, abbondantemente ubriachi e cannati già a quell’ora (giudizio, ovviamente, assolutamente NON moralistico).
Si aprono le danze molto presto (verso le 22:30), quando ancora la sala è mezza vuota, con una giovane formazione locale di cui francamente ho dimenticato il nome (o non l’ho mai saputo???), che ha proposto una buona mezz’ora di punk all’americana, fra pezzi propri e covers (NOFX…). Da notare che è stato l’unico gruppo durante il quale c’è stato un vero e proprio pogo, per lo più ballato dalla schiera degli amici del gruppo (ossia i giovani punkrockers di cui sopra). Senza infamia e senza lode.
A causa dell’intervista tenuta con Sebi dei Derozer ho perso il concerto degli OUZO, ma i presenti mi hanno riferito che il loro HC non ha affatto sfigurato, pure se in diversi si sono lamentati dell’eccessiva prolissità dei pezzi. Ma in fondo il problema (almeno, così si può chiamare vedendo il concerto dall’occhio del punkrocker) stava nel fatto che gli skins, che costituivano l’80% dei presenti, non attendevano altro che i DUAP e i DEROZER.
Riguardo i primi, il loro concerto è stato molto coinvolgente, almeno per quanto sono in grado di giudicare, poiché non ho il piacere di conoscere ancora tutti i loro pezzi. Ottima partecipazione del pubblico, grandi cori e presenza scenica ineccepibile. Veramente un gruppo da tenere d’occhio, e mi rammarico di non averli intervistati.
Ma finalmente è arrivato il momento per cui i più attendevano. Verso le 1 salgono sul palco i mitici DEROZER, che da un lustro non calcavano i palchi umbri (cioè dai tempi del mitico C.S. Ex-Cim!). Il locale si era in effetti un po’ riempito, ma nel complesso la gente era poca, e si può benissimo dire che all’interno si trovavano gli skins, mentre all’esterno la fetta giovane del pubblico, ben più propensa a vomitare in terra gli effetti della sbronza o a fumare/bere che a godersi una performance eccezionale!
Aldilà comunque delle impressioni personali, su cui mi soffermerò più avanti, musicalmente il trio Sebi-Mendez-Spasio ha esaltato i presenti, proponendo i migliori pezzi dai loro due album, pezzi fra i quali si sono evidenziate specialmente “Psicopatico” e “Suzy” (entrambe da “Bar”), quest’ultima eseguita anche nel bis finale, tra l’esultanza del pubblico!
Grandi cori e grande chiusura di concerto, insomma (o meglio, fino a quel momento si sapeva che i Derozer avrebbero dovuto chiudere la serata, mentre poi è uscito fuori che anche gli Etruskakids dovevano suonare… ma il sonno ormai mi aveva catturato!), sebbene devo puntualizzare come ormai mi è sembrato che l’aspetto skin dei vicentini abbia preso il sopravvento sulla loro anima punk. Mi spiego: mi sarei aspettato, non avendoli mai visti dal vivo, un maggioro pogo sotto il palco, con la compartecipazione di skin e giovani punkrockers, dopotutto, se non per lo stile dei componenti, sicuramente più vicini a loro almeno per il sound dei Derozer; e tuttavia, come ho già scritto, la stragrande maggioranza di coloro che erano dentro il locale a vederli e soprattutto a ballare erano skinheads, il che (bado a specificare) non mi ha dato per niente fastidio, a differenza del vedere come in quella particolare occasione –spero non sia sempre così– alle rullate della batteria dei Derozer, buona parte dei miei coetanei presenti ha preferito rullate di altri tipi…DISCOGRAFIA DEI DEROZER:
•144 (7” 3 trax – 1994). Autoprodotto in mille copie. Esaurito. Ristampato in formato minicd nel Giugno del 99 con l'aggiunta di 4 pezzi.
•Bar (LP 13 trax – Gennaio 1996). Autoprodotto. Ristampato in vinile delle 1000 copie iniziali ne rimangono attualmente circa 50. CD ESAURITO. Attenzione è disponibile la ristampa.
•Alla nostra età (LP/CD 12 trax – 1998). KOB Records.
•Giorni duri (7” split 2 trax – 1999). KOB Records. Condiviso con i milanesi “Gli Impossibili”, 2 pezzi per band.
http://www.abnet.it/aziende/derozer
MARCO. E’ la prima volta che suonate in Umbria, Sebi?
SEBI. No, abbiamo già suonato a Perugia circa 5 anni fa, all’ex-CIM (uno dei pochi centri sociali nel capoluogo umbro, purtroppo attualmente sgomberato).
MARCO. E’ stata una bella esperienza quella? E’ bello tornare?
SEBI. Sì, è stata una bella esperienza ed è sicuramente bello tornare a Perugia, sia per gli amici che abbiamo qua, sia per il fatto che suoniamo raramente, purtroppo, al centro Italia e quindi ci fa sempre piacere essere qui da queste parti a suonare.
MARCO. Tu e Mendez suonate anche nei Los Fastidios. Questo fatto di appartenere contemporaneamente a due gruppi vi crea problemi con le prove, le date…?
SEBI. Assolutamente sì, anche perché i due gruppi ultimamente hanno iniziato a suonare veramente molto e di conseguenza l’impegno si è fatto davvero grosso. Suonare in entrambe le band ci costa tantissimi sacrifici, ma è una cosa che facciamo molto volentieri!
MARCO. Siete ripagati anche dalle vendite dei dischi?
SEBI. Allora, l’ultimo disco dei Derozer, “Alla nostra età”, è arrivato a 4000 copie in CD e 1000 copie in vinile, mentre l’ultimo dei Los Fastidios, “Noi contiamo su di voi!”, ha raggiunto le 3000 copie in CD e sta finendo le 2000 in vinile. Siamo decisamente soddisfatti!
MARCO. In campo Oi! e Punk, c’è qualche gruppo italiano (e non) che proprio non sopportate, che vorreste vedere sciolto?
SEBI. Mah… ce ne sarebbero molti che vorrei vedere sciolti o peggio, ma sono in un genere che non ci riguarda, di conseguenza non saprei proprio cosa rispondere… Auguro comunque la peggior fine a tutti i gruppi nazisti e fascisti in giro per l’Italia e l’Europa!
MARCO. A proposito di Europa, anche con i Derozer siete arrivati a suonare all’estero, come hanno fatto i Los Fastidios?
SEBI. Sì, l’anno scorso abbiamo fatto una tournée norvegese, un paio di tour in Germania, poi abbiamo suonato in Slovenia, Croazia, Svizzera… Sì, effettivamente suoniamo parecchio all’estero.
MARCO. Avete riscontrato una situazione del punkrock migliore rispetto a quella italiana?
SEBI. A livello di band, di qualità delle band, NON POSSO dire questo; a livello di organizzazione, SONO COSTRETTO a dire questo! L’Italia viaggia su binari albanesi come organizzazione, siamo veramente terribili… un paio di tour in Germania ti cambiano la vita a livello di organizzazione! Là il punkrock è trattato con totale rispetto, mentre qui purtroppo si pensa che un gruppo, suonando punkrock, sia uno “scassone”, di conseguenza il livello di accoglienza e quello tecnico dei locali talvolta è assolutamente inefficace…
MARCO. Tuttavia voi provenite dal Triveneto, area che, riguardo alla situazione del punkrock (gruppi, locali, negozi…), è guardata con rispetto ed un pizzico d’invidia da tutto il resto d’Italia. Ti senti di confermare queste parole?
SEBI. Sì, posso confermare queste parole, anche perché nel Triveneto, come hai già detto tu, Marco, ci sono tantissimi gruppi e tantissimi posti dove suonare. Inoltre, grazie alla nostra esperienza, che mettiamo a disposizione degli altri organizzatori, la qualità della situazione è decisamente migliorata in confronto al resto dell’Italia. Posso dirlo, sì!
MARCO. Anche tu, assieme ad Enrico dei Los Fastidios (che poi sarebbe il tuo cantante!), partecipi alla gestione della KOB Street Records oppure fa tutto lui?
SEBI. Diciamo che è tutta roba sua, io mi limito a dare un aiuto “logistico”, il resto è tutta farina del sacco di Enrico!
MARCO. Voi Derozer siete una band abbastanza longeva, pur se non più di tutte; cosa ricordate degli esordi?
SEBI. Sì, ormai con i Derozer sono 8 anni che suoniamo in giro per l’Italia, mentre da circa 5 io e Mendez partecipiamo ai Los Fastidios. Degli esordi ricordiamo tutto, ma per noi onestamente non è cambiato niente, quindi non è che potrei dirti “una volta era così, adesso è cosà…”! Per noi è sempre la stessa cosa!
MARCO. Arrivati a questo punto, la domanda di rito è: ci riassumi brevemente la discografia dei Derozer?
SEBI. Allora, i Derozer iniziano nel 1993 con un demo intitolato “Derozer”, poi un anno dopo esce il singolino “144”, con 3 pezzi (recentemente ristampato!), nel ’96 esce l’album completo “Bar” , nel ’98 “Alla nostra età”, il primo su KOB Rec., e nel ’99 abbiamo fatto un nuovo singolo, intitolato “Giorni duri”. Abbiamo partecipato a circa 25 compilation, in tutte le parti del mondo, ed in più è stato pubblicato un 7” nostro solo per il mercato americano, da un’etichetta di Miami.
MARCO. Perché cantate solo in italiano? Avete mai registrato qualche canzone in inglese?
SEBI. Cantiamo tutto in italiano per prima cosa perché non siamo padroni della lingua inglese, di conseguenza questo è già un grosso limite… Poi, la seconda ragione è che, facendo il 99% della nostra attività live in Italia, riteniamo opportuno che i ragazzi che vengano ai nostri concerti capiscano quello che diciamo. Ci fa piacere cantare in italiano, per il momento non sentiamo l’esigenza di farlo in inglese!
MARCO. Ci sono riferimenti autobiografici nei testi di canzoni come “L’affare”, “Branca Day” o “La bionda”?
SEBI. Gli album dei Derozer sono totalmente autobiografici, quindi è evidente che tutte le cose che cantiamo sono cose successe o a noi o a nostri amici…
MARCO. Anche la divertentissima “L’affare”?
SEBI. Assolutamente sì! Chi non ha mai preso il pacco della prima macchina?!?! E’ impossibile…
MARCO. Da dove nasce il nome “Derozer”?
SEBI. E’ un nome inventato! Sarebbe la traduzione in inglese delle parole “I rozzi”: cioè, uno che non conosce l’inglese, provando a tradurle, probabilmente direbbe “The Rozer” (= Derozer).
MARCO. C’è qualche aneddoto del backstage o storia carina che ti piacerebbe raccontare?
SEBI. Ce ne sarebbero a centinaia, non saprei nemmeno quale citare, però ti racconto di quello che è successo qualche tempo fa in autogrill, quando Mendez, invece di prendere “una porzione di macedonia”, ha preso “la macedonia”! Al banco abbiamo pagato l’ira di Dio, ci siamo presi tutta la macedonia dell’autogrill!
MARCO. Qualche data, invece, che ti è particolarmente rimasta impressa?
SEBI. Ultimamente i nostri concerti sono sempre molto belli, onestamente c’è sempre molta gente… Di quelli che ricordo meglio c’è il Leonkavallo, quest’anno, con 1500 persone, i vari festival in Lombardia e i concerti a Genova o a Bergamo. Qui due mesi fa abbiamo fatto il pienone al centro sociale, quindi ce ne sono stati veramente molti di belli!
MARCO. Speriamo anche questo di stasera! Una domanda un po’ spinosa: fra i membri del gruppo, sicuramente ci sei tu ad abbracciare palesemente lo stile skinhead. Secondo te, però, ha senso, a 20 anni e oltre dall’inizio del movimento, definirsi ancora punk, skinhead etc…, insomma categorizzarsi così?
SEBI. Penso sia giusto, in fondo sono movimenti che non hanno età, quindi credo che non vi si possano porre dei limiti temporali.
MARCO. In conclusione, parlaci dei progetti futuri del gruppo e approfitta dello spazio per saluti e ringraziamenti.
SEBI. In Agosto saremo in studio a registrare il nuovo album, che vedrà la luce probabilmente prima della fine dell’anno, speriamo sia un buon disco! Voglio ringraziare te, Marco, e il tuo programma radio! Ciao a tutti!"






Sabato 6/5/2000 - Seratona punkrock come non se ne vedono spesso, quella organizzata dai ragazzi del Cantiere 21 di Perugia con l’aiuto di Fio, bassista degli Attaccabrighe di Firenze e membro anche dei perugini Etruskakids.



