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Punkadeka Newsletter


Postato il 28 gennaio @ 20:49:26 CET mercoledì

EL PASO

a cura di Giorgio Sala

Questa intervista nasce, idealmente, con la morte di Giovanni Agnelli... io, piemontese, mi precipito quasi subito a leggere sul sito del Paso, che per chi non lo sapesse è il centro sociale storico di Torino, le riflessioni che Mario "Spesso" ha scritto ha riguardo... le trovo illuminanti e decido che qualche domanda la voglio fare anch'io a chi, come lo Spesso appunto, ha fatto della sua vita un progetto vivo ed in continua evoluzione... in fondo che cos'è più punk di questo? Leggetevi queste poche righe... cercate di riflettere su quanto viene detto, spero possiate apprezzare almeno quanto il sottoscritto.



Puoi raccontarci, a grandi linee, com'è nato El Paso e come viene attualmente "gestito"?

beh, su questo puoi leggerti qualcosa sul ns sito (http://www.ecn.org/elpaso) sez. concerti, dove c'è un po'uno spiegone a proposito dei concerti. Così come i concerti vengono organizzate anche tutte le altre attività pubbliche.
Come è nato... nella sez. archivio ci sono alcune foto ed articoli interessanti... ti dico solo che l'albero genealogico pasico parte dall'82/83, dall'incontro del Collettivo Punx Anarchici con gli anarchici di Via Ravenna (quelli che si erano divisi dalla FAI). Da lì il Collettivo Avaria, quindi nel 1987 l'occupazione di El Paso primo posto occupato del Piemonte. Il tutto attraverso una ventina di (tentate) occupazioni a Torino, giri infiniti per vedere gente e concerti (Victor Charlie a Pisa, Virus a Milano, Tuwat a Carpi, Sobbalzo ad Imperia etc...), manifestazioni dappertutto in Italia, processi, scontri, galera, casini d'ogni genere.
La gestione attuale è informale: non facciamo più riunioni ufficiali, non ce n'è bisogno. Vivendo qui o passandoci sovente, sia gli abitanti che i compari si parlano in ogni momento. Zero burocrazia, gruppi di lavoro, sottosezioni e cagate del genere.



Fin dallo "slogan" che campeggia sul sito ("ne centro, ne sociale, ne squat") si capisce che volete sentirvi diversi rispetto alla quasi totalità delle altre realtà autonome italiane; perché? Cosa a tuo giudizio non va negli altri?

Siamo diversi, siamo persone molto differenti dalla maggioranza degli altri posti. Siamo nati come punx (e tali rimarremo nell'attitudine anche se il materiale per i mohicani scarseggia), non siamo di sinistra ma anarchici o comunque libertari nel metodo (definiamo El Paso un posto anarchico piuttosto che un posto di anarchici); questo comunque non ci ha minimamente limitato nel muoverci in solidarietà con altri soggetti (a differenza di quasi tutti), addirittura nei confronti di posti come il Leoncavallo, del quale comunque già 12 anni fa denunciammo le velleità da holding.
Non ci sono mai piaciuti i banfoni, i politicanti, i punk di gomma, i ribelli del sabato sera, gli artisti, gli affaristi...
Per noi è sempre stato chiaro che il metodo ideale per fare le cose come volevamo non sarebbe mai stato ingrandirci a dismisura sotto nessun aspetto, ma piuttosto allargare la pratica: da El Paso sono partite molte delle altre occupazioni torinesi. Non siamo né vogliamo essere 'centrali' né sociali. Siamo ben consci dei nostri limiti e peculiarità, non vogliamo mediare solo per la sopravvivenza, quindi è meglio creare dieci posti diversi, anche in conflittualità, che non diventare un posto dove la gente manco si conosce e si deve rapportare in riunioni e commissioni attraverso delegati e capetti.
Abbiamo occupato per vivere non per sopravvivere, quindi vogliamo stare bene, in un posto che ci piaccia e che non ci limiti. Siamo individualisti, egoisti e generosi, non egocentrici.
Chiunque ci abbia chiesti aiuto, ci abbia proposto iniziative affini ha sempre trovato spazio, aiuto, attenzione, soldi, strumenti, attrezzi. in 15 anni abbiamo dato più di 120 milioni tra avvocati, prigionieri, iniziative, giornali anarchici, radio, posti occupati e persone che erano nella merda...
Soprattutto non ce ne frega nulla di avere garanzie sul futuro (semmai esistano), per questo ancora ora non abbiamo rapporti né accordi né sostegni da parte del Comune o di partiti o associazioni. E sono pochi a non farlo e alcuni a mentire a riguardo...
Fuori dai coglioni i politicanti di qualsiasi colore.



Siete uno dei pochissimi posti di Torino veramente aperti ai gruppi di attitudine punk, ne fate suonare in maniera continua e promuovete sempre gli emergenti... come giudichi lo stato di salute della musica "di base"?

La musica 'di base' -termine orribile- (concordo, ndr) punk esiste nella misura in cui ci sono ancora persone a cui girano i coglioni abbastanza da ribellarsi e da pensare che la propria rabbia abbia bisogno di una degna colonna sonora.
Vedo molto sonno, molta mediocrità, molta miseria, molta rassegnazione ultimamente in giro. Ciò si riflette anche sulla musica. Se un teenager ascolta sibili prodotti da un pc invece che sputare sangue su una chitarra qualcosa vuol dire. Per me vuol dire che il livello di vitalità è basso.
Opinione mia, naturalmente, ma vedo che si preferisce consumare (qualsiasi cosa a qualsiasi costo, aggratis o carissima) che fare. Se non ci sono desideri all base....
Ci possiamo vantare di sostenere una bella scena 13 produzioni (e altre due in arrivo), 15 coproduzioni (e altre 3 in arrivo), sale prova, 2000 band passate di qui, una distribuzione che fa girare materiale (autoprodotto, fatto da indipendenti, piratato) da 15 anni... Beh, dispiace solo che altri non ci abbiano creduto abbastanza: Anni fa eravamo in tanti a farlo, ora  no. C'è chi si è messo a farlo per soldi (da noi nessuno viene pagato per nulla, tutte le entrate servono alla manutenzione, alle produzioni..), chi ha ceduto, chi semplicemente si è reso conto che ste'cose si possono fare solo da giovani ed ora ha figli lavoro famiglia e il tempo libero gioca a tennis..
Qui (To) c'è bella gente comunque, nessuno che smania a cercare contratti, apparire in tv, vendere il culo... non è il paradiso, ma rispetto a scene di altre città c'è calore.... sono (siamo) un po' tamarri, però de core....
Ultime belle cose che ho sentito (e non cito il live dei Woptime solo perchè son coprodotti da noi...), l'ultimo dei Confusione, grande più del primo... gli Arsenico, i Redrum, i No Info... andateli a vedere poi mi dite... (o sentiteveli sul sito pasico, quasi tutti hanno un file musicale in mp3..)



Che cosa ti ha dato, e cosa ti ha eventualmente tolto, la scelta del tuo stile di vita? Qual'è la molla che ti spinge ogni giorno a continuare senza mai mollare la spugna?

Non ho mai pensato di dover rinunciare a nulla, anzi esattamente il contrario: non mi ha tolto nulla e mi ha dato la possibilità di provare a fare tutto ciò che volevo. Stando qui, in questo giro e con questi metodi nulla mi è precluso, compreso il progetto di rovesciare completamente le cose. Capisco che possa sembrare ridicolo a molti, ma vivendo in questa maniera sono pronto a ricominciare da capo in qualsiasi situazione; l'autogestione è un ottimo metodo per forgiarti il carattere, ampliare le proprie voglie e realizzare le proprie pulsioni. Non ho spugne da mollare.
A 40anni vedo come vivono gli altri, anche quelli ben più giovani e mi fanno pena. Incastrati dal nulla verso il nulla. Posso addirittura azzardare di stare fisicamente molto meglio della maggior parte di gente che ha la metà dei miei anni (e sì che non mi risparmio, chi mi conosce si sarà fatto un'idea ben chiara...), e non mi faccio mancare nulla, ma proprio nulla.
Facciamo un esempio pratico: se mi offrissero una casa e un lavoro sicuro, regolare, da 4-5 milioni al mese, non accetterei (in realtà non accetterei nulla). Avrò forse meno soldi di altri (ma posso farli alla svelta se voglio) ma so di più, ho imparato più cose, ho più esperienza, amici e conoscenti, più risorse e sono abituato a cavarmela in qualsiasi situazione. Non so quanti di quelli che magari vanno a fare bunging jumpee per noia potrebbero cavarsela per la strada senza carta di credito o famiglia...

 Qual'è secondo te il problema più grande dei tempi che, malauguratamente, stiamo vivendo?

Rassegnazione.

Come giudichi Torino in questo periodo? Con la crisi le cose sono ancora peggiorate...

Ah sì? Senza fabbrica si vive meglio. Se poi si deve rinunciare alla terza macchina alla quarta tv, allo swatch, all'auto nuova ogni due anni, al villaggio vacanza, alla dieta... secondo me vivono meglio tutti. Io manco ho la patente, mai salito su un aereo, mai avuto un conto in banca e non mi manca proprio nulla...
Con la morte del parassita Agnello e la crisi dell'auto abbiamo tutto da guadagnare: crollo della monocultura automobilistica, dell'oligarchia di sti'bastardi, disgregazione sociale... in tempo di crisi ci sono i margini per riflettere, decidere... La parola crisi è la sintesi delle parole 'possibilità' e 'pericolo'. Essere uomini mica vorrà dire fare la vita del tacchino d'allevamento...

Come ti vedi, e come vedi il Paso, tra dieci anni?
Non lo vedo. Le Olimpiadi incalzano, le menti si spengono.. boh, in ogni caso non ho mai pensato al Paso come una presenza monolitica ed eterna.
E'una delle (tante) esperienze che finirà, ed è meglio farsene una ragione da subito, come tutto: quelli che non pensano a come andrà a finire, anche a come si vuole morire (sia come esperienze che fisicamente) sono destinati ad essere vittima dell'ingordigia o della stupidità altrui.
Quel che conta è che io abbia fatto le cose col mio metodo e provato a fare cose che di certo non avrei potuto fare in altri ambienti senza accontentarmi mai del 'male minore' e senza limitare nessuno eccetto chi lo fa per mestiere, per convinzione o per rassegnazione..

 

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