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Postato il 28 gennaio @ 21:04:45 CET mercoledì

F-MINUS

a cura di Mikele

Dopo il live show al Forte Prenestino in Roma , ultima data italiana degli F-Minus eccomi a intervistare la “dolcissima” Jen Johnson , voce e chitarra della band californiana , che nonostante esausta per lo show e per il tour risponde gentilissima alle nostre domande… vediamo che ne è venuto fuori.

Io :Innanzittutto complimenti per lo show di questa sera, erano da un po’ di mesi che nessun gruppo hardcore veniva nella capitale a farci scatenare un po’?

Jen: Grazie a voi, a noi piace sempre quando la gente apprezza la nostra musica perché ci mettiamo tutto il cuore nel suonarla e quando voi ci fate queste dimostrazioni di “affetto” e ci dimostrate che ci apprezzate non possiamo che rimanere contenti.

Io: Nonostante siate una band sotto contratto Hellcat/Epitaph purtroppo non siete tanto conosciuti al pubblico italiano potresti fare una piccola presentazione del gruppo?

Jen. Certo . Veniamo dalla California, precisamente da Hunington Beach e ci siamo uniti 6 anni fa, come band per soddisfare la nostra voglia di fare punk . Per un lungo periodo abbiamo suonato nella scena locale, con alcuni demo, poi abbiamo iniziato a spostarci in giro per l’America fino a che non è arrivato il contratto di Tim (proprietario Hellcat) e abbiamo inciso il nostro primo full-lenght poi abbiamo iniziato varie tournèè, questa è la terza in Europa, fino ad arrivare a Suburban Blight.

Io: Il vostro album , appunto so che ha accolto un enorme successo parlami di “Suburban Blight” allora

Jen: Questo è il nostro secondo album con la Hellcat/Epitaph, siamo stati lasciati completamente liberi nell’incidere e nel produrlo. Non abbiamo avuto carta bianca, nessuno ci ha detto cosa dovevamo fare o come dovevamo essere e questa cosa forse è stata la cosa che lo ha reso un album particolare e apprezzato dalla gente.

Io: Voi avete uno stile molto particolare, un’Hardcore vecchio stile, sei d’accordo con questa definizione che ho dato?

Jen: Ma non direi così, utilizziamo solo la nostra musica per esprimere la nostra rabbia verso questa società e questo è evidente proprio in “Suburban Blight”. Il fatto che le nostre canzoni sia corte e che sia totalmente assente ogni melodia in esse non penso che le facciano necessariamente ricondurre all’old school, perché rispetto a quei tempi molte cose sono cambiate sia musicalmente che culturalmente.

Io: Cosa pensi invece allora della scena Hardcore Internazionale?

Jen: Penso che la scena hardcore sia una scena estremamente ampia e varia. Ci sono differenze abissali per esempio tra un hardcore nostro e quello di un Agnostic Front ad esempio , nonostante facciamo lo stesso genere. Noi come gruppo abbbiamo preso un po qua e un po la, dalle scene hardcore, straight edge , però la cosa bella è che siamo molto uniti tra di noi. Unendo tutto quello che abbiamo noi nel nostro bagaglio musicale con l’esperienza live di questi anni siamo arrivati a fare questo genere di musica.

Io: Quali sono i gruppi che vi hanno influenzato maggiormente?

Jen: Mah non saprei forse ...mmm…i black flag, anche se devo precisare non che ci abbiano influenzato, ma che ci piacciono molto e che se dovessimo fare il nome della nostra band preferita sicuramente faremmo il loro nome .

Io: Progetti futuri con la band?

Jen: in futuro? Beh sicuramente, almeno parlo a nome mio, penso che finita questa tourneè, che ci ha fatto girare moltissimo , abbiamo fatto un centinaio di  concerti  tra gli States e l’Europa, torneremo per un po a casa a riposarci. Verso fine  maggio ci chiuderemo poi negli studi per cominciare ad scrivere il nuovo lavoro, e verso giugno cominceremo ad incidere e poi si vedrà… il futuro è sempre un’incognita caro.

Io: Come band cosa pensate delle major che attirano tutti questi gruppi hardcore?

Jen:  Il discorso delle major non mi interessa affatto credimi, io penso che se ti piace suonare non importa con quale etichetta, puoi stare anche con la peggior etichetta di questo mondo basta che fai quello che ti senti, poi che tu stia con una grande etichetta o con un etichetta indipendente non conta, questo è il bello della musica!! Poi sempre per questo discorso per esempio a me piacciono molti gruppi che però sono sotto delle major ma che nonostante tutto non si sono “venduti” musicalmente .

Io: Ultima domanda  perché dopo il concerto di stasera e dopo questa tourneè immagino sarai stanchissima, cosa pensi della scena hardcore italiana ?

Jen: Ti ringrazio, infatti questo tour è stato massacrante!! Non conosco molto bene la scena italiana, sinceramente per nulla, però mi piacerebbe molto, lo dico sinceramente questo,  suonare con dei gruppi italiani. abbiamo suonato con un gruppo italiano a Napoli ed è stato un vero spasso credimi.Un bacio a tutti i nostri fan e spero di rivenire presto in Italia per fare tremare di nuovo i muri del Forte a presto!! 

 

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