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Postato il 28 gennaio @ 21:18:48 CET mercoledì

GARRISON

a cura di adib

I Garrison, sono tornati per la seconda volta in Italia e noi di Punkadeka abbiamo approfittato dell’occasione per scambiare quattro chiacchiere con questo gruppo di Boston che viene acclamato dalla critica mondiale per la sua musica energica ma allo stesso tempo passionale e melodica che mette d’accordo i fans di band come Fugazi e Hot Water Music. Ecco quindi cosa ne è venuto fuori da questa simpatica chiacchierata informale con Joseph Grillo (Voce) e Ed McNamara (chitarra)…

Prima di iniziare  fatemi una breve introduzione sulla vostra band per farvi conoscere meglio al pubblico Italiano..

G: Beh innanzitutto ci siamo formati nell’estate del ’98, agli inizi eravamo solo dei semplici amici che volevano fare un po’ di musica poi invece abbiamo visto che forse un po’ di talento ce lo avevamo e la risposta del pubblico era sempre più positiva così abbiamo iniziato a crederci davvero nel progetto “Garrison”. Siamo sotto contratto con la Revelation Records , il nostro ultimo album si chiama “Be a Criminal“ e ne siamo molto orgogliosi personalmente.

 

... parlando della vostra musica come la definireste?

A: Solitamente quando mi pongono questa domande io rispondo che facciamo loud rock e che siamo due chitarre, una batteria  che cercano di fare della buona musica ispirandosi all’emo , indie, al rock senza forzature di sorta ma facendo solo ciò che ci và e ci piace.

 

Solitamente da cosa traete ispirazione nello scrivere i testi delle vostre canzoni? Sentendo i vostri cd si capisce subito che sono testi impegnati e che si discostano di gran lunga dalla tradizione “birra e divertimento” ...

J : Solitamente siamo io (Joseph Grillo) e Ed che scriviamo i testi. Diamo molta importanza ai testi perché per noi sono più importanti del sound perché penso che una band per essere completa deve soprattutto avere un proprio messaggio da proporre perché sennò la sua musica alla fine sarà fine a se stessa. Poi noi abbiamo passato tanto tempo prima di diventare artisti a sentire roba d’altri quindi abbiamo sviluppato un orecchio critico molto valido e prima di comporre una canzone ci mettiamo nei panni dell’ascoltatore e di quello che potrebbe volere da noi. I temi che trattiamo vanno dai problemi esistenziali alla droga, dalla voglia di fuggire alla criminalità americana, insomma un po’ tutto quello che ci colpisce.

E: Una mano importante nello scrivere di testi del nostro ultimo album poi è stato il viaggiare tanto per il mondo e vedere realtà diverse e sconosciute per noi e che quindi ci hanno arricchito moltissimo a livello personale e tutto questo abbiamo cercato di trasmetterlo nelle nostre canzoni. La differenza tra “A mile in cold water” e l’ultimo album è soprattutto la nostra maggior esperienza musicale e l’aver potuto confrontarci con gente e stili diversi.

 

Non è la prima volta che suonate in Italia , come considerate il pubblico italiano?

G: Questa è la nostra seconda volta qui da voi in Italia, siamo già venuti due anni fa portati dai nostri amici della Hellfire Promotions e quindi con l’uscita del nuovo album abbiamo deciso di tornare subito a goderci un po’ la vostra bella terra . Oltre al buon vino e alla buona pizza poi qui troviamo sempre della gente stupenda. Ricordo ancora il concerto fatto a Firenze con un arena abbastanza piena che si è goduta il concerto, cantando e divertendosi con noi, quello è stato sinceramente forse uno dei più bei concerti che ho fatto.E’ bello vedere che anche quando vai all’estero riscontri una risposta cosi positiva nel pubblico

 

Adesso tante major americane stanno mettendo sotto contratto gruppi emo o indie come voi e stanno ampliando il loro orizzonte musicale voi pensate di continuare ancora con la Revelation Records che è indipendente oppure di fare il grande salto?

E : Che domande abbiamo già firmato un contratto plurimiliardario con la Virgin!! (con tono scherzoso) Più soldi, più donne, più droga, cosa si potrebbe chiedere di più dalla vita non credi? Comunque a parte gli scherzi non so sinceramente cosa dirti. Né dobbiamo ancora parlare tra di noi, qualche contatto con qualche grande etichetta c’è stato però innanzitutto noi non vogliamo diventare soltanto un prodotto di mercato ma vogliono essere considerati prima come uomini, poi come artisti e poi in ultimo arrivano le logiche di mercato. Se trovassimo un’etichetta che ci offre tutto questo, noi volentieri faremmo questo importante passo, però vogliamo prima delle garanzie a livello di indipendenza assoluta nello scrivere musica e testi.

J: Io sono spaventato di venire considerato solo un prodotto di mercato e cosi di perdere il contatto con il pubblico. A me piace che  dopo un  concerto un ragazzo viene e ti dice “… bravo Joseph questa sera mi sei piaciuto, lo sai che quella canzone mi ricorda un avvenimento della mia vita ” oppure “… complimenti beviamoci una birra insieme…” non so  se comprendi questa cosa. Poi già quando ci hanno portato da firmare il contratto per la Revelations che era di 26 pagine in cui non era menzionato in alcun luogo l’aspetto musicale ma solamente l’aspetto economico ci siamo spaventati e per comprenderlo tutto abbiamo dovuto chiedere l’aiuto di un avvocato!!! (ride)

 

Mi sembra di capire che voi quindi rifiutate le logiche di mercato e che siete ancora una delle poche band che professa il “Do it yourself” o sbaglio?

E: Non è giusto dire che siamo contrari alle logiche di mercato però ci teniamo a decidere esclusivamente noi sulla nostra musica e sui nostri prodotti senza che un manager che assolutamente non capisce nulla di musica viene e critica ciò che facciamo soltanto perché non rientriamo in ciò che vorrebbe . Vedi già il fare le interviste, il convincere gente a comprare il proprio cd davanti allo stando del Merchandising rientra in una logica di mercato.

J: Ad esempio  noi non siamo come quei gruppi ottusi che si pongono completamente contro le emittenti musicali come Mtv , ade esempio il 15 marzo saremo ospiti a MTV Supersonic a Milano. Sono molto contento di andare su Mtv perché cosi molta più gente può avvicinarsi alla nostra musica … poi ho origini Calabresi quindi la felicità mia personale e quella dei miei familiari è doppia. Infatti ho già chiamato tutti i parenti per dirgli “… hey lo sapete che vado su Mtv e mi vedrete in Tv da voi in Italia…”. Gli obbligherò a rimanere incollati allo schermo Tv per vedersi tutto il programma!!!

E: Comunque noi sinceramente non guardiamo Mtv e non sappiamo cosa sinceramente trasmettano però ti assicuro che non diventeremo mai una Boy-Band alla N’Sync!! (risate generali)

 

Voi che siete americani come avete vissuto le tragedie accadute il fatidico per la storia 11 settembre?

E: La nostra vita è cambiata tantissimo , non quanto a livello di abitudini ma quanto a  livello di comunicazione tra le persone. Ci si guarda tutti con sospetto e diffidenza e non è bello questo. Mi manca sinceramente quel clima di familiarità che respiravo quando camminavo tra le strade della mia città. Penso che questo fatto però sia successo in India , in Cina , in Australia e anche qui da voi in Italia.

J: Quella tragedia oltre a ciò, ha fatto nascere movimenti che sinceramente a me fanno paura. Il risveglio del nazionalismo , non quanto amore per la propria patria, ma odio per gli altri e penso che questo sarà un grosso problema per il prossimo futuro .

 

Non so se avete sentito qualcosa lo scorso luglio sui tragici avvenimenti accaduti durante il G8 in Italia a Genova, un ragazzo romano Carlo Giuliani è stato ucciso durante le manifestazioni mentre manifestava , come vi ponete di fronte al movimento No Global e tutto ciò che lo compone?

J: Certo!! Abbiamo seguito tutto online grazie a IndyMedia, il network di informazione indipendente che senza ricevere aiuti economici da gruppi di potere offre un’informazione seria e non di parte, fornendo le notizie cosi come sono senza manipolazioni giornalistiche.

E: Penso che in ogni paese in cui muore un ragazzo in questa maniera alle spalle vi è uno stato che militarmente lo gestisce perché è impossibilie che ci tolgano anche il diritto a dissentire dalle loro idee e ci mettano a tacere a colpi di pistola!!

J: Io non sono uno di quelli che pensa che manifestando una volta l’anno all’occasione di questi grandi incontri si cambi cosi il mondo, ma come il loro è solo un incontro simbolico per dare segno della propria potenza cosi anche le nostre manifestazioni hanno un carattere simbolico. Però l’impegno a livello sociale di chiunque creda in un mondo migliore deve andare oltre alla semplice manifestazione ma deve continuare concretamente sempre anche all’ombra dei riflettori.

 

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