Postato il 21 novembre @ 18:56:23 CET lunedì
Giordano Sangiorgi - MEI & AUDIOCOOP
Interessante e attuale intervista a Giordano Sangiorgi patron del Meeting delle Etichette Indipendenti, la più grande kermesse della musica indipendente Italiana, quest'anno giunta alla nona edizione che si terrà come sempre a Faenza il 26 e 27 Novembre.
Innanzi tutto raccontaci come e perchè nasce il progetto del M.E.I.
E' nato per caso. Nel '97 alcuni
organizzatori di fiere del disco hanno affittato i due capannoni della Fiera
di Faenza. Uno era rimasto vuoto e hanno chiesto a noi, che lavoravamo all'Arci,
di organizzarci qualcosa. In un mese con un paio di milioni di vecchie lire
abbiamo fatto il primo Mei con una dozzina di band, trenta espositori e
qualche migliaio di presenze. Un clima bellissimo e un successo inattesi, nati
anche dall'organizzazione negli anni precedenti di alcune Feste delle
Autoproduzioni.

Dalle prime edizioni il meeting ha
fatto passi da gigante crescendo a dismisura fino a diventare una delle più
grandi reltà della musica indipendente Italiana... eppure il mercato
discografico (sia per quanto riguarda concerti, dischi etc..) è in continuo
calo da diversi anni... come lo spieghi.
E' un problema piu' grande del
nostro. In realtà la musica è molto piu' diffusa di un tempo e per band
emergenti ci sono piu' opportunità di un tempo. La crisi del mercato
discografico c'è perchè sta cambiando il prodotto di distribuzione fisica
della musica che , molto probabilmente, non sarà piu' distribuito su cd
-esclusa qualche nicchia- ma coi nuovi mezzi tecnologici. Nei primi sei mesi
di quest'anno il fatturato della vendita sui cd è stato pari, piu' o meno ,
agli introiti per lo scaricamento di brani musicali su telefonino e siti on
line legali. E' questo un dato che fa capire come il mercato stia
radicalmente cambiando e ci troviamo di fronte ad una vera e propria
"rivoluzione". Va detto, che è l'ennesima nel mercato musicale e al quale
credo anche questa volta la musica saprà fare
fronte. Ma in questa crisi,
gli indipendenti, grazie al loro lavoro di qualità e di artigiani della
musica, una sorta di "slow food" contro il macdonald delle major sono
riuscite a conquistare piu' spazi di un tempo.
fronte. Ma in questa crisi,
gli indipendenti, grazie al loro lavoro di qualità e di artigiani della
musica, una sorta di "slow food" contro il macdonald delle major sono
riuscite a conquistare piu' spazi di un tempo.
Hai qualche consiglio da dare alle
giovani band desiderose di avere il loro posto al sole? Sempre che sia
ancora possibile visto come sono messe le cose nel settore discografico.
Di suonare e di essere sè stessi, di
fare piu' esperienze dal vivo possibili e di ascoltare tutti gli altri
musicisti. Di non avere come obiettivo la realizzazione di un cd ma quello
di un progetto completo che porti alla band a essere sensibli verso cio' che
ci accade intorno, a fare progetti con altri settori culturali come il
videoclip, il cinema, il teatro e altre forme di arte e di comunicazione, a
utilizzare internet per farsi conoscere e avere un dialogo interattivo, ma
soprattutto a suonare e farsi valutare ssenza problemi. Poi se si vede che
tutto questo piace, magari si puo' pensare ad una produzione discografica
fatta con le persone giuste e nel clima giusto, con u n qualificato livello
professionale. Cosi' possono crescere bei progetti.
E' ormai da molti anni che ti dedichi a
questa due giorni in cui si riuniscono varie entita' della musica
indipendente o pseudotale, ma come vedi tu queste entita', o meglio cosa
credi che loro si aspettino da questo evento annuale?
Tutti quelli che partecipano al Mei
devono avere un obiettivo comune in testa: l'unità.
E' questa grande unità -poi ci si
separereà negli altri giorni dell'anno- che puo' far vedere che in Italia
esiste una grande scena musicale italiana capace di contrastare le major
erodendogli quote di mercato e fornendo quel valore aggiunto a ogni singola
indies che dal giorno dopo torna a lavorare attorno ai suoi progetti.
D'altronde è questa forte unità che ha permesso al termine "indipendenti" di
venire "sdoganato" e diventare u n termine "cool", forse anche troppo, ed è
sempre questa unità che ha portato al Mei tanti artisti e produttori che
all'inizio non sarebbero mai venuti e non ci avrebbero mai creduto dando
grande valore alla sofda delle indies che per prime hanno capito il grande
valore del mettersi insieme.. Oggi è in atto una sfida piu' grande:
salvaguardare la diversità della cultura musicale italiana contro
l'omologazione musicale delle major che vorrebbero venderci un unico
prodotto musicale in tutto il mondo sia audio che video con il rischio di
cancellare le identità musicali nazionali e regionali. Un grave pericolo che
le tante piccole indies italiane contrastano con il loro lavoro facendo uan
grande opera di promotori culturali purtroppo non riconosciuta a livello
politico senza aver accesso ad alcun fondo.
Una cosa che noi stimiamo molto è l'autoproduzione,
tu cosa ne pensi?
E' la molla di tutto. Quando è fatta
con intelligenza. Nel senso che rappresenta l'esigenza finale di uan band
che grazie ai concerti si accorge d i avere un pubblico e che questo
pubblico gli chiede di fare un proprio prodotto musicale. Se arriva con
questo percorso e non solo per autogratificarsi e autocelebrarsi rischiando
poi che i cd restino invenduti in garage, è veramente la fotografia reale di
cio' che si muove nell'underground ed è un grande lavoro di scouting che
andrebbe premiato come si sostengono le opere prime nel settore
cinematografico.
Cosa rispondi a coloro che portano alta
la bandiera del Do it Yourself e boicottano una manifestazione come il MEI?
Dal loro punto di vista hanno
ragione. Non ho nulla contro di loro, anzi. Dico solo che al Mei ognuno
puo' trovare un proprio spazio libero per esprimersi senza nessun problema
aggiungendo così altre voci ai tanti diversi segmenti del mondo indipendente
e autoprodotto. Potrebbe essere un confronto utile per tutti.
Dal nostro punto di vista crediamo che
in molte realtà manchi professionalita' la distribuzione della musica,
vediamo che trattano superficialmente le produzioni e seguono un po troppo
commercialmente tutto quanto l'andamento. Quanto credi sia importante avere persone che lavorino nel settore musicale in genere, che abbiano una vera e fervida passione e che siano loro i primi ad essere convinti di cio' che commercializzano?
La passione è cio' che muove tutto,
anche in altri settori. Bisogna avere grande passione nel fare le cose e
avere grande amore verso cio' che si realizza. Solo così il tuo messaggio
viene percepito meglio. Purtroppo, la musica spesso è stata in mano di gente
che l'ha trattata come un detersivo e come una saponetta trattandola come un
usa-e-getta una volta consumata. Questo tipo di insano rapporto con l'arte
musicale, che deve sempre saper incontrare la capacità di fare impresa con
l'arte e la creatività, ha portato alla realizzazione di musiche sempre piu'
"degenerate" contenute in dischetti buoni per un mesetto e in compilation
truffa dove c'era un solo brano ascoltabile e gli altri da gettare. Insieme
all'alto costo dei cd e all'arrivo di Internet, tutto questo ha portato all'allontanamento
di gran parte del pubblico da tutta la musica. Per colpa di una gran parte
dei massimi dirigenti delle major che magari stanno ancora lì a pontificare
sul futuro della musica dopo averla distrutta con le loro mani.
Giordano Sangiorgi, chi è nella vita
privata una persona come te? In molti credono che tu sia un discografico o
chissa' quale eloquente personaggio intrallazzato nel settore dell'alta
discografia italiana...svelati un po per noi.
Ho 45 anni, single, segno dei Pesci
:-)...scherzo.... Comunque, faccio una normale vita di provincia, tolti
gli impegni del Mei e di AudioCoop, non mi occupo di discografia, non suono
piu' purtroppo. Ascolto tanti dischi e tanta musica italiana. Alcune sere
le passo al bar e all'osteria con gli amici. Organizzo molte iniziative a
Faenza, faccio un mensile con un gruppo di amici, seguo un po' di attività
musicale durante l'estate e frequento la Casa della Musica dove si trovano
le band piu' giovani. Per il resto , grazie al fatto che il Mei non mi
procura alla fine nessun utile di rilievo, lavoro tutto l'anno intorno ad
attività di ufficio stampa per molte realtà di intrattenimento della mia
zona, ma anche per tante altre realtà aziendali. E' un lavoro che mi sono
inventato e che mi piace anche se è tanta la voglia di cambiare. Quest'anno
è stato per me un anno bello e difficile allo stesso tempo, per molti motivi
personali e affettivi, che sembrano indicare il segno positivo di una
svolta che probabilmente avrò il prossimo anno.
Ma dicci la verita', è vero che lavori
due giorni e poi il resto dell'anno ti godi gli incassi del MEI? :)
Bum! Magari... Purtroppo mi tocca
lavorare e anche duro tutto l'anno per portare a casa lo stipendio!
Il Punk al MEI, Quando ti proponemmo il
Punkadeka festival nel 2003 non hai fatto una piega e forse eravamo noi piu'
timorosi nel proporre uno spazio autogestito all'interno del MEI stesso,
siamo alla terza edizione...le tue considerazioni sulla Musica Punk Italiana
che certamente si distingue dal resto della musica per attitudine.
Pensa che ho suonato punk negli anni
Ottanta coi Nuovi Turchi: facemmo anche un 45 giri "Palestina Libera" che
meriterrebbe di essere rimessa in circolazione! Scherzo.... Tra l'altro
c'era una bella scena punk-wave a Faenza. Tra i protagonisti c'era anche lo
scrittore Carlo Lucarelli che poi ha realizzato alcuni testi per noi e
registrato un "Rap dell'Assessore" in una compilation veramente divertente.
Credo che sia una scena vitale, mi
piacerebbe pero' che fosse dal punto di vista stilistico ancora piu'
autoctona cercando di imitare il meno possibile i modelli anglo-americani e
di trovare strade e percorsi originali, coem ce n'è tanti per fortuna. Su
tutti, anche per la mia età, restano un mito per me la Banda Bassotti e i
CCCP, anche
se magari fanno parte solo "di striscio" dell'area punk piu' "doc".
Il talent Scout... ma esistono ancora
in Italia? Non credi che il MEI dovrebbe anche essere un pò la sonda di
questo immenso mare di musica ed avere il coraggio di proporre band valide
ad etichette discografiche?
Il ruolo del Mei non è mai stato
quello di direttore artistico, ma quello di dare spazio ai tanti talent
scout che in giro ci sono. E'stato quello di proporre un grande spazio dove
ognuno poteva proporre le sue cose e quinjìdi proprio di dare spazio a ogni
singolo talent scout che c'è in una indies. Penso che dovremmo lasciare così
le cose, anche se quest'anno qualche segnalazione sulle rivelazioni
indie-rock dell'anno lo diamo, ma senza presunzioni e senza strafare. Il
lavoro di talent scout lasciamo fare a ogni singolo che lo fa tutto l'anno e
poi valorizziamo dandogli l'incontro del Mei per proporre i suoi nuovi
progetti musicali.Del mercato del live tutti i club si lamentano...anche loro sono ormai spinti commercialmente e non come un tempo dalla passione, ecco perchè una cover band è preferita a chi propone musica propria, (nulla contro le cover band ma preferiamo chi proponoe la propria musica) Non credi che i Club è ora che decidano da che parte stare senza seguire le mode e trovarsi spiazzati di anno in anno? Sarà mai possibile in Italia un trattamento del Liveclub come avviane nel resto d'europa?
Al momento temo di no. C'è una stasi
politica creativa sociale e non esiste un movimento giovanile forte
desideroso di cambiare le cose questo porta anche ad uan grnade stasi
creativa. La televisione poi annienta tutte le coscienze critiche . Ecco
perchè in sintesi in dieci anni il panorama è cambiato radicalmente e anche
in campo musicale -in tempo di grandifratelli, letterine, portaaporta,
isoledeifamosi e comicidacrociera- vince l'intrattenimento leggero. Bisogna
rimboccarsi le maniche e costruire un percorso alternativo che trovi spazi
dove proporre musica capace di coniugare cultura e messaggi.
La famosa legge sulla musica... a che
punto siete? è possibile che in italia, il paese con il piu' grande
potenziale artistico al mondo (riconosciuto piu' all'estero che in patria)
non si riesca a fare della propria arte un mestiere di cui poter vivere
dignitosamente?
Dal 2001 la proposta di Legge sulla
Musica dell'On.le Giovanna Melandri è ferma in un ramo del Parlamento. Noi
speriamo che con un nuovo Governo questa legge si sblocchi e vad in porto.
Non perchè risolverà le cose, ma perchè darà uan dignità ai musicisti e
finalmente qualche fondo, come speriamo, ai produttori che investono e ai
festival che fanno crescere la nuova musica italiana, tutelando spazi
all'interno delle tv e radio nazionali e fornendo fondi a chi farà
promozione all'estero.
Per fare vivere dignitosamente piu'
artisti sarebbe sufficiente una riforma della Siae e dell'Imaie capace di
portare piu' fondi anche ai piccoli artisti. Noi su questo stiamo lavorando
anche se è uan battaglia difficile.
Il caro biglietti dei live...come si spiega, se una spiegazione c'è, che un live costava Lire 35.000 ora ne costa Euro 35,00 ?! Non credi che la causa della scarsa affluenza ai live sia determinata anche da questo fattore di non poco conto?
Forse è dovuto al fatto che il Live in italia è visto come un Business piu' che un memento di incontro tra l'artista ed il pubblico?
Il caro biglietti del live è come il
caro vita. Se calassimo tutti tutto andremmo meglio tutti. Facile da dirsi,
ma difficile da farsi. Per questo motivo sono scomparsi i circuiti del live
da 1000 posti. Chi deve fare la prima mossa? Forse potrebbe essere
sufficiente fare cordate artistiche per fare proposte insieme a costi
contenuti con prezzi imposti per il pubblico, ma forse sarebbe stato meglio
provarci già quattro, cinque anni fa. Poi il live è diminuito anche perchè è
aumentata la concorrenza dell'intrattenimento, il pubblco è cambiato in
dieci anni dopo la rinascita della nuova musica italiana, e si è avvicinato
a prodotti di intrattenimento piu' soft: pensiamo ad esempio al grande
successo che hanno i nuovi comici -dieci anni fa non erano presenti
praticamente- mentre oggi riempiono molti cartelloni di progetti artistici
per il pubblico.
Se dovessi buttar giu' dalla torre un
personaggio che alla musica italiana ha fatto del male? e chi metteresti al
suo posto?
Butterei giu' dalla torre la tv che
non dato nessuno spazio alla nuova scena musicale italiana relegandola ai
margini, mentre la musica che si suona al MEI è la vera e propria musica
ufficiale italiana, capace id aver un pubblico e di vendere anche senza il
sostegno dei grandi media. Mentre quello che passa musicalmente in tv se non
avesse quei passaggi non venderebbe neanche un disco.
I responsabili di questi palinsesti
andrebbero sostituiti da chi oggi organizza la nuova scena musicale
italiana.
Spazo libero... dì quello che vuoi
agli utenti di punkadeka.it
Grazie di esserci e di fare tante
iniziative di valore, come il tributo a Joe Strummer, tanto per citarne uno,
oltre al bel festival che fate al Mei!
Nota: Le immagini si riferiscono alle passate edizioni del premio punkadeka.it al MEI.









