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Postato il 06 agosto @ 12:30:25 CEST mercoledì

THE (INTERNATIONAL) NOISE CONSPIRACY

a cura di adib

Dopo la controversa rottura con i REFUSED il cantante Dennis Lyxzén non ha mostrato rimorso alcuno e non ha trovato tempo di fermarsi perché da li a poco aveva messo su un gruppo con altri compaesani di Umea Svezia. All’ indomani dell’ addio ai Refused Dennis chiama i membri ad una missione che inizia a fianco di Lars e che vedrà poi il coinvolgimento di Sara (chitarra, organo e tamburello) che in precedenza era solita suonare la chitarra ne i DOUGHNUTS e poi nella combriccola dalle accentuazioni piu’ politiche dei SAIDIWAS, fu poi la volta di Inge (basso) proveniente dal progetto locale di arte/rumore/distruzione de THE FEMALE ANCHOR OF SADE. Cosi la missione iniziò.

I The (International)Noise Conspiracy in meno di due anni hanno già un seguito appassionato dopo avere allestito numerosi tours, aver pubblicato quasi dieci diversi 7” in vinile per numerose side-labels e singoli che sono stati inclusi e pubblicati in occasione del G7 in Canada e un album “The First Conspiracy” pubblicato ad Hong Kong per la Ling Lao. I T(I)NC hanno, come mai prima nessun’ altra band occidentale, dato vita ad un vero e proprio tour in Cina e infatti nel 1999 hanno fatto 16 date sul suolo Cinese. “Smash It Up”, il primo singolo/video dell’ album omonimo è stato programmato frequentemente su radio e TV ed è comparso altresì sulla compilation “CHEAP SHOTS vol V. Insieme a Jari Haapalainen, Dennis varca il portone degli studi di registrazione del “mago” Pelle Gunnerfeldt per registrare e produrre “SURVIVAL SICKNESS” il loro primo cd. Il taglio musicale potente e fiammeggiante dei T(I)NC presente in “SURVIVAL SICKNESS” è politicamente insolente e acusticamente parlando, rock che può far inciampare e cadere imperi. T(I)NC  non è una band facile a definirsi perché continua ad attingere ad elementi della cultura popolare e distillarli in dichiarazioni sconosciute di resistenza e disprezzo.

  Dennis non ha mai nascosto il suo amore per il garage anni '60, per il Soul, per il Rythm'nBlues ["...é li che puntiamo: vogliamo parlare di ragazze,auto veloci, di come ci si senta quando si viene mollati da qualcuno".]I T(I)NC si riappropriano così delle proprie passioni dando loro voce nei loro lavori, mettono da parte le commistioni con la Techno o l' elettronica Lo-Fi e optano per un approccio dichiaratamente R'n'B (ricordate i Sixties?) se non addirittura sboccatamente Rock'n'Roll pur non dimenticando un certo flavour stile "Retronuevo".E lasciatecelo dire non possiamo che rimanere compiaciuti e perché no anche estasiati ad ascoltare "Survival Sickness". Lo stesso Dennis afferma che la fase Refused era finita soprattutto perché [" sentivamo la necessità di un suono piu' caldo, passionale, in grado di far muovere i corpi".]

 

Nel loro ultimo album "A NEW MORNING, CHANGING WEATHER" uscito il 15 Ottobre la band ribadisce a chiare lettere di essere una rock band politica con nessuna ambizione per il politically correct, una band che usa i media e l'industria della musica da lei odiati, per far recapitare ovunque il suo messaggio. Nei loro testi la band mette al muro i suoi nemici e spara loro colpi a ripetizione. Cerca il conflitto ma non aspira ad essere leader o portavoce della rivoluzione: semplicemente vuole dar vita alla colonna sonora della guerra contro il capitalismo in corso fuori delle nostre porte, vuole essere la voce dei senza voce. Tutto questo é presente in quest ultimo album dove mentre lo si ascolta, davanti ai nostri occhi ricompaiono le immagini di Seattle, Praga, Quebec, Goteborg e Genova.

  Con tutti questi presupposti si rimettono in pista per coinvolgerci sempre di piu' nelle loro melodie, per farci riconoscere nei loro testi e farci vedere quanto egregiamente si avvicinino al sentire comune, quotidiano.... li abbiamo incontrati durante il loro concerto del 9 marzo al Rainbow Club di Milano…

 

 

Raccontateci com’è andata ieri sera a Padova…

 

Fantastico! Abbiamo suonato in uno squat, il “Pedro”, ed è stato bello tornare ad esibirci in locali di questo tipo.

Ultimamente il nostro tour toccava solamente club ...sembrava che tutto ruotasse intorno al business musicale. Tornare a suonare in uno squat ha significato ritornare in un luogo che ci appartenesse veramente, nel contesto ideale per la nostra musica: tutto sapeva di politica, certamente non tutti i partecipanti erano politicamente coinvolti, ma qualsiasi cosa in quel luogo sapeva di politica! E’ stato davvero esaltante!

 

Cosa ne pensi di quelle band i cui testi trattano argomenti più “leggeri”, come donne, droga, birra, divertimento, e non di politica?

 

Ascolto un sacco di musica di questo tipo. Penso che se tutti scrivessero testi di argomento politico sarebbe una noia mortale! Ognuno è libero di tradurre in melodia ciò che si desidera: non bisogna dimenticare che molte band di questo tipo suonano pezzi eccezionali! Ognuno di noi cerca nella musica ciò di cui ha bisogno e che rispecchia il proprio stile di vita…

 

I vostri testi trattano di anticapitalismo, ma fondamentalmente voi vendete un sacco di album, fate un sacco di promozione e vi esibite in grandi festival…insomma siete parte del capitalismo che tanto accusate…

 

E’ vero. Purtroppo è un paradosso: noi siamo una band politicamente coinvolta, ma allo stesso tempo siamo parte del business tipico delle band pop.

D’altro canto se non vendessimo musica per un label importante, capace di garantirci una buona distribuzione e promozione, probabilmente la gente non ci conoscerebbe…non potremmo esibirci in festival, né distribuire i nostri cd al di fuori della Svezia….

Se non fosse andata così, probabilmente, saremmo rimasti inchiodati a casa, lavorando 5 giorni alla settimana in un ospedale o in una fabbrica, e non avremmo mai fatto ciò che abbiamo creato oggi.

Sicuramente non ci sarebbero stati né tour, al massimo una al mese, avremmo registrato forse un pezzo o due al mese…

Essere parte del business è necessario: solo in questo modo potremo realizzare ciò che pensiamo e raggiungere un vasto pubblico!

Mi piacerebbe fare ciò che negli anni passati hanno fatto i Public Enemy, i Dead Kennedy’s o i Rage Against The Machine; vorremmo avere un’influenza reale sui giovani, anche a livello politico, dato il profondo gap presente nel panorama musicale odierno: mancano gruppi politicamente coinvolti, la maggior parte preferisce parlare di temi “leggeri”…

 

Questo è un momento particolare, mi riferisco a ciò che sta accadendo nei territori palestinesi occupati dai coloni ebrei. Siamo sull’orlo d una crisi che rischia di trascinare il mondo intero in un nuovo conflitto, nessuno sembra preoccuparsi realmente di ciò che sta succedendo, tutto tace, ma alle porte di Ramallah si sentono spari di cannoni…

 

Sto leggendo un libro molto interessante: “The new intifada”, che racconta in maniera fredda e obiettiva questa nuova lotta contro Israele.

Io sono dalla parte dei palestinesi, basti pensare che generalmente ci si riferisce a questi luoghi definendoli “territori occupati”…pare che la storia si stia ripetendo: quanto accaduto agli israeliani durante la Seconda Guerra Mondiale sembra ripetersi oggi con gli abitanti della Palestina!!!!

Non possiamo negarlo, Israele è aiutato dalla forza fascista per eccellenza: gli U.S.A.

Oggi, attraverso la vendita di alcuni nostri pezzi, ci stiamo movendo per raccogliere denaro a sufficienza da inviare a questa gente oppressa, non è molto, ma ci stiamo provando.

Non penso che Arafat sia il leader ideale per affrontare questo nuovo conflitto, tutto pare essere fermo, paralizzato, anche se la violenza perpetrata dagli israeliani sembra non aver mai fine. Sharon è un militare, non un ministro, è il responsabile degli attacchi contro il Libano, delle morti ad Hebron…tutti sanno chi sono gli oppressi, ma nessuno reagisce o meglio, nessuno smette di fornirgli bombe!

 

Parliamo del G8 e della morte di Carlo Giuliani. Voi siete stati a Gotheborg durante quei giorni caldi che tutti abbiamo vissuto attraverso lo schermo della televisione…

 

Esatto: noi c’eravamo! E’ stata un’esperienza unica!

Ciò che ho visto e provato in quei giorni si è materializzato nella nostra musica, nei nostri testi. Eravamo ormai arrivati ad un punto di non ritorno. Tutto era chiaro di fronte a noi.

Per la prima volta facevo parte di un movimento vero, che condivideva lo stesso obiettivo, che si opponeva allo stesso ideale, al nuovo sistema: il neo liberismo. Non ricordo una manifestazione che abbia avuto lo stesso successo: oggi non si combatte contro uno stato, ma contro un sistema che rischia di rendere più povero chi già lotta per sopravvivere. Durante quei giorni un ragazzo è stato ferito dalla polizia e io mi trovavo a pochi metri dalla scena: ho visto qualcosa che non dimenticherò mai, la scena era drammatica, ma intensa, tutti urlavano e scappavano….

 

Siete soddisfatti del vostro ultimo album?

 

Sinceramente vorrei cambiare tutto: troppe chitarre! Questo cd raggruppa tutte le emozioni vissute a Gotheborg. Abbiamo cercato di descrivere quanto vissuto, siamo critici verso la situazione attuale, ma allo stesso tempo viviamo di speranze.

Noi crediamo in un futuro migliore!

 

Quali sono le vostre principali influenze musicali?

 

Dead Kennedy’s, Clash, James Brown, public Enemy, Miss Elliot….

 

..e invece quali gruppi ascoltate oggi?

 

Molta soul music e hardcore. Motorhead, hip hop, rock…ho circa 100 cd a casa, sono un grande consumatore di cd musicali…

 

Quali band invece sconsiglieresti?

 

Non saprei. Io non amo la musica classica in generale…non la capisco!

 

Un concerto che non dimenticherete mai?

 

Il concerto a Gotheborg. E’ stato esaltante: stavamo suonando a pochi passi dalla manifestazione, dalla violenza pura.

La città era sotto l’assedio della polizia, ovunque si sentiva odore di violenza, paura, rabbia…era un mix di emozioni, era pazzesco!

 

So che avete suonato anche in Cina..

 

E’ stata un’esperienza unica, non basterebbero due giorni per raccontare quanto vissuto durante quelle 50 date.

Immagina di suonare davanti a 40 persone che non hanno mai visto né una band rock, né hanno mai avuto la possibilità di ascoltare della musica rock nella loro vita. Avevamo visti turistici e il nostro promoter doveva controllare ogni sera che la polizia non arrivasse..è stato così fottutamente intenso!!!

 

Programmi per i prossimi mesi?

 

Festival, tour in Europa e in America ...un video e un nuovo singolo …poi ritorneremo…

 

 



Nota: Foto by Valeria Picerno

 

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