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Punkadeka Newsletter


Postato il 25 aprile @ 11:32:41 CEST mercoledì

DDR

a cura di Davide Tamburlini

Sono da poco tornati on the road con il loro secondo album intitolato “Diritto di Rivolta” e tra pochi giorni parteciperanno allo Street Beat Festival per rappresentare il punk rock italiano. Ad un mese di distanza dall’uscita del disco e a pochi giorni dal tour siamo andati a scambiare quattro chiacchiere con loro in attesa di vederli spaccare dal vivo.

 

 

Bene ragazzi a due anni di distanza dal vostro primo disco siete tornati in pista con un ottimo album. Come sono andati questi primi due anni all’interno della scena punk italiana?

 

Guido: Bene dai, non ci possiamo lamentare, anche perchè abbiamo suonato davvero tanto in giro e piano piano le cose sembrano prendere una buona piega. Ci vuole tanta pazienza e voglia di fare in questo ambiente, dato che ogni giorno ci si trova ad affrontare nuove prove ed è giusto farlo con una carica positiva e propositiva che a noi certo non manca.

 

Questo secondo album vi ha visto decisamente crescere sia dal punto di vista compositivo che di quello della maturità artistica. Raccontateci quale è stato il percorso che ha portato a “Diritto di Rivolta”.

 

Seli: “Diritto Di Rivolta” ha preso vita all’interno di un periodo che ci ha visto di fronte a tanti cambiamenti e a tanti periodi non facili, ma è davvero il frutto del lavoro di un GRUPPO. Certamente i consigli e le critiche che erano state mosse al precedente album ci hanno aiutato a crescere e a focalizzare l’attenzione di ognuno di noi su quello che volevamo prima di tutto come singoli musicisti. Ognuno di noi all’ interno della sala prove ha tirato fuori il meglio di sé, proponendo cose nuove, anche se poi spesso venivano cestinate, ma alla fine dal caos che aveva caratterizzato questo nuovo modo di lavorare è uscito un prodotto che sicuramente ci rispecchia maggiormente rispetto al precedente. Con questo ribadiamo che la strada per una completa maturità è lunga e tortuosa, ma siamo fiduciosi e pieni di voglia di migliorare ulteriormente.

 

La cosa che appare evidentemente oltre alla compattezza della band è la crescita vocale di Selina che ha una potenza e riesce a raggiungere tonalità che poche altre punk singer riescono ad avere. Come sei riuscita in questa grande crescita?!

 

Seli: Beh, innanzitutto grazie del complimento!!! La mia crescita è avvenuta fondamentalmente dalla voglia di mostrare davvero quello che ritengo di saper fare ed anche da una maggiore consapevolezza di me e della band. Molte critiche che spesso mi erano state sollevate in quanto alla mancanza di aggressività nel primo album, mi hanno fatto scoprire delle caratteristiche vocali che non avevo mai esplorato e che mi rendo conto servano spesso a dare una maggiore espressività ad alcune tipologie di testi.

 

Ovviamente non voglio togliere i meriti al resto della band che in questo disco dimostra grande personalità. In questo periodo però avete avuto anche un cambio in formazione. Da cosa è dipeso l’allontanamento del vostro chitarrista?

 

Marco: Dalla precedente formazione se ne sono andati due chitarristi, entrambe per problemi personali che non ci sentiamo di esporre pubblicamente. Le cose cambiano all’interno delle persone e delle loro realtà e quindi, quando per queste il gruppo diventa un peso più che un divertimento, allora tutto è troppo pesante per una convivenza pacifica come dovrebbe essere quella all’interno di un gruppo.

 

Nel disco nella (non ho i titoli sottomano scusate) traccia tre avete come guest Cippa, il cantante dei Punkreas. Come è nata l’idea di invitarlo nel vostro disco?!

 

Marco: Conosciamo Cippa ed i Punkreas da quando suonammo con loro all’ interno del Marea Festival del 2005. Da quel momento in poi siamo rimasti in contatto e in buonissimi rapporti.. Quando nacque “Terra che non c’è”, il pezzo in cui è presente Cippa, sentimmo subito che una voce come la sua gli sarebbe calzata a pennello e quindi decidemmo di chiedergli la sua partecipazione, ed il risultato è quello che potete sentire all’ interno dell’album

 

Il disco ormai è uscito da circa due mesi. Come sta rispondendo il pubblico al vostro nuovo disco?! Come cercate di emergere in una scena italiana ormai da emo fake bands?

 

Mancio: Il pubblico sta rispondendo bene anche se siamo pienamente consapevoli che la scena live sta vivendo una crisi che si porta dietro ormai da tempo. La scena è piena zeppa di gruppi emo o simili che hanno un grande seguito ma siamo sicuri che questa MODA sta iniziando a perdere colpi ed i

 

Per “ Per chi non ha” avete anche girato il vostro secondo video. Questa volta sicuramente è meno “casereccio” rispetto a “Cinico TV” e vi ha visto nella parte di provetti attori.  Come è stata questa vostra esperienza davanti alla macchina da presa?! Ci potete raccontare qualche aneddoto del backstage del video.

 

Guido: Beh attori è un po’ un parolone!!! Heheheh… però effettivamente è meno casereccio  perché è stato girato da una regista bravissima che ha un gran talento, Samanta Dolcetto, la quale ha saputo dirigerci bene facendoci vivere il tutto quasi come un gioco realizzando però un prodotto indubbiamente valido e gestito con  grande professionalità. Di aneddoti ce ne sarebbero a migliaia da raccontare, dalle bottiglie di alcolici sul set alle continue papere di ognuno di noi…una piccola parte di tutto questo la potete comunque  trovare sulla  pagina del nostro MySpace…tanto per farsi un’idea di quello che abbiamo combinato.

 

Sebbene il video sia decisamente molto bello purtroppo i grandi canali musicali vi hanno decisamente snobbato e purtroppo anche chi di solito supporta il Punk Rock come Rock Tv non vi passa. Come vi spiegate questo boicottaggio deliberato nei vostri confronti?! Considerando anche la “munnezza” che fanno passare e spacciano per punk rock…

 

Marco: Noi non abbiamo idea dei motivi per i quali il video non giri su nessuna rete…ci sono tante cose che ruotano intorno a questo mondo ed è l’ultimo pensiero che ci passa per la testa il tentare di capirne i meccanismi. Non vogliamo essere maligni o presuntuosi, ma spesso sono i soldi che spingono certe programmazioni e noi, anche se li avessimo, li spenderemmo certo in altri modi. Siamo comunque contenti di averlo realizzato, perché siamo certi della sua validità, e se le reti televisive non sono interessate…beh, buona visione ai navigatori della rete!!!!!!!!

  

Negli ultimi due anni avete avuto modo di suonare con moltissime ottime band italiane e straniere. Cosa avete imparato da queste band e cosa vi ha dato dividere il palco con gruppi che ormai sono sulla scena da tantissimi anni? C’è stata qualche band che vi ha particolarmente colpito o qualcun’altra che invece vi ha profondamente deluso?! Per favore non siate diplomatici…

 

Seli: Abbiamo imparato che ogni concerto deve essere un evento unico e mai fotocopia del precedente o del successivo, ma soprattutto che l’ umiltà non è direttamente proporzionale alla fama ma dipende dalle persone stesse. Gruppi come Punkreas, Banda Bassotti, Epoxies e Much the same, nonostante la loro fama ed esperienza, vivono il live e la musica come un evento che non guarda in faccia al successo di chi divide il palco con loro, mentre tanti gruppetti del cazzo che suonano praticamente solo alla sala prove, sono sbruffoni ed altezzosi anche nei confronti di chi lavora per loro, come per esempio i fonici.

 

Avete la fortuna di poter essere nel roaster di una delle migliori etichette italiane che lavora con professionalità ma soprattutto grande passione per quello che fa. Come sono i vostri rapporti con le altre bands Indie Box?! Oltre che essere compagni di etichetta riuscite anche ad essere amici?!

 

Mancio: I rapporti con le altre bands  sono splendidi anche perché ci lega la stessa grande passione per la musica e lo stesso modo di vivere i live, cioè con tanta voglia di FAR FESTA!!!! Già con Mauri e Debora dell’IndieBox tutto è nato anni fa da un bel rapporto d’amicizia ed è questa una delle cose che amiamo di più di questa etichetta;  tutto è sorretto da un legame che va oltre quello puramente lavorativo, cosa importantissima in un ambiente che certo non si basa su interessi finanziari di rilievo o su grandssimii guadagni…fondamentalmente siamo una grande FAMIGLIA!!!

 

Tra pochi giorni parteciperete allo Street Beat Festival, più importante tour itinerante italiano. Condividerete il palco con band come Banda Bassotti, Boikot (punk band che in Spagna è pure più famosa dei ormai sciolti Ska-P!) e per chi ama lo Ska il mitico Dr. Ring Ding dalla Germania. Che emozioni provate di fronte a questa folle quattro giorni che vi aspetta?! Come vi aspettate la reazione del pubblico che molto probabilmente non sarà li esclusivamente per voi come nelle vostre date?!

 

Marco: Siamo davvero emozionati ed entusiasti di partecipare a questo evento così importante e sicuramente questi quattro giorni ci metteranno alla prova, in quanto fino ad ora non abbiamo fatto più di due concerti consecutivi. Faremo del nostro meglio per realizzare un buono spettacolo, ed il fatto che gran parte del pubblico non sarà lì per noi, ci sprona ancora di più e ci fornisce un ulteriore elemento di sfida che ci può far solo crescere. Questo festival è sicuramente una buona opportunità per farci conoscere a chi magari non sarebbe mai venuto ad un nostro concerto e a fargli giungere all’orecchio anche la voce della nostra rivolta.

 

Dopo questo tour continuerete il vostro tour italiano che vi vede impegnati ancora in molte date per la penisola fino al Indie Box festival di giugno ove suonerete con i vostri compagni di etichetta e i mitici Strike Anywhere. Oltre questo avete altri progetti in ballo?!

 

Guido: Per ora ci stiamo dedicando soprattutto alla preparazione dei live, ma in sala prove stanno già nascendo nuove idee, che al momento sembrano preannunciare qualcosa di davvero buono…meglio chiudere qui il discorso…un po’ di scaramanzia non fa mai male!!!

 

Bene ragazzi di questa simpatica chiacchiera di preludio allo Street Beat Festival. Vi lascio questo ultimo spazio per dire quello che volete ai lettori di Punkadeka e salutare tutti i vostri fans e acerrimi critici che vi leggono su queste pagine.

 

Tutti: Salutiamo tutti i lettori di Punkadeka…soprattutto quelli che ci vogliono male…perché sono loro in realtà il nostro divertimento e la nostra sfida quotidiana!!!!

Un particolare saluto a coloro che parteciperanno con noi allo Street Beat, ci sarà veramente da divertirsi!!!!

 

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Re: DDR
di staypunk (davidec81@inwind.it) il 25 aprile @ 14:58:24 CEST mercoledì
(Info Utente | Invia un Messaggio | BLOG) http://www.staypunk.it
" Come cercate di emergere in una scena italiana ormai da emo fake bands?"

si ok l'odio per gli emo..ma non è che stai intervistando i Tear Me Down o chissà quale gruppo punk hardcore, poi la storia del boicottaggio da parte delle tu mi sembra un pò esagerata..



NoPics Re: DDR
di kakaxi il 31 gennaio @ 09:47:22 CET martedì
(Info Utente | Invia un Messaggio)
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