ATARASSIA GROP: Non si puo’ fermare il vento

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ATARASSIA GROP: Non si puo’ fermare il vento

Un altro centro per la KOB Rec. che ultimamente sta dando voce a molte band socialmente impegnate e meritevoli di essere supportate sulla strada. Sono venuto a contato con questa Band in un modo insolito, e del tutto casuale, avevo sentito di loro ma non avevo mai approfondito la conoscenza del repertorio che ha fatto di questa band una piccola icona .

Quest’ ultimo cd ormai mi è entrato in circolo per vari motivi e questa recensione arriva un po’ in ritardo perchè ho voluto approfondire l’ascolto per cercare di trasmettere a voi l’assoluta attenzione che gli Atarassia meritano.
Definirei il lavoro Combat Punk anche se nelle ballate lascia il testimone a sonorita’ piu’ morbide e della matrice non consona e che li vorrebbe nella definizione sopra.
Un cd che non lascia tregua e che al suo finale lascia in bocca il sapore della rabbia che ci vede inermi di fronte agli eventi quotidiani ma, con la consapevolezza che uniti ce la possiamo fare …ce la dobbiamo fare.

Il dolce intro dei Fratelli Severini in arte “The Gang”, decisamente un ottimo inizio che apre la strada a cio’ che viene dopo, l’importanza delle parole scandite e di un lieve accompagnamento alla fisa ne fa un omaggio ed un introduzione davvero importante a tutto il CD.
Il primo brano è dedicato ad una storia che ormai sembra non apprtenere piu’ alla memoria di questa citta’ ma che ad essa deve molto; chi conosce Parma per le sue imprese in tempi di guerra sa dell’Oltretorrente e della Resistenza operata dalla stessa popolazione che in quel luogo ben preciso ha fermato l’avanzata su Roma, un brano pieno di rabbia e di speranza e aggiungerei senza esagerare, certamente un inno alla gente comune che continua a lottare ogni giorno, perchè un oltretorrente puo’ essere ovunque…sempre, ogni giorno.
Un brano dolce, una ballata che lascia subito il segno “Ad ogni Passo” una dolcissima lettera scritta dal cuore al futuro, quel futuro che è dentro di noi e che aspetta l’amore per dare il suo frutto.
“Il testamento di Neri” e “L’ultimo minuto di Gianna” la storia di due Partigiani decisamente interessante perchè insolita tra tutte quelle conosciute, la Gianna e il Neri erano due ragazzi come noi, innamorati in tempo di guerra, inseparabili per ideali ma ingiustamente colpiti, storie di ieri che a volte ritornano, storie di cui è giusto conoscere per non dimenticare quello che hanno fatto e che ci hanno lasciato, l’amore per gli ideali che mai hanno tradito.
Un interessante tributo alla canzone “cantautorale” e ad uno dei maestri di questa arte, Fabrizio de Andrè che ha lasciato perle di capolavori di cui molti riferimenti troverete in “Canzone di Gennaio”, storia di un Anarchico “Resistente”, magari non in senso stretto del termine ma a suo modo lo è stato anche lui. “All Reds rugby Roma” cantata insieme a Picchio della Banda Bassotti, decisamente un brano importante che regala forza ed energia, “Lividi e sudore sono la nostra storia”.

Si prosegue con “Anime di Plastica” che in questi tempi risulta piu’ che mai attuale, sopratutto anche quando si cresce e le strade prendono vie diverse, lasciando spazio a nuovi incontri e nuove energie. Il calcio un tema immancabile e sfido a non dare ragione agli Atarassia nel ricordo dei tempi dove la polvere di stelle era fondamentale energia al contrario del business che ha cancellato tutto.
“Lettera a Genova” Una citta’ e la sua storia di quel luglio che ha visto nascere la forza popolare che non si è fermata di fronte a nulla e che che continua ancora oggi a soffiare e a mantenere vivo il ricordo che uniti si vince nonostante le svendite di fine stagione…perchè questa stagione finira’.
“Vi Odio” contro chi delle ideologie del ventennio ne fa ancora una bandiera e la porta alta come se fosse di attualita’, contro chi non ha ancora capito che il mondo ha bisogno di altro, di aria, di spazi, di umanita’ e non di congetture e barriere contro chi diverso da noi cerca di fare quello che noi avremmo fatto al suo posto… come ancora in “Spalle al Muro” tra Berlino e la Palestina, l’una, ancora per molti, con il muro nella testa e l’altra con una reale linea di demarcazione, le ottusita’ dei potenti che credono di risolvere il problema tracciando barriere.
Ma non poteva concludersi in modo piu’ egregio questo CD: “La preghiera del bandito” ognuno di noi dovrebbe ricordare che grazie al sangue versato dai partigiani nella Resistenza, abbiamo ottenuto delle liberta’ impagabili, liberta’ che non abbiamo saputo difendere e che ora ci vediamo deturpate sotto gli occhi con l’arma della demagogia e la sottigliezza ipocrita della politica, della televisione, dell’informazione corrotta, che ci vuole lobotomizzati di fronte agli eventi, pronti a chinare il capo e a rispondere con ubbidienza al primo capo supremo che si erge tale “Noi non fummo per esistere, ma dati al mondo per resistere” oggi come allora non dimentichiamolo, non si deve fermare il vento.
Inspiegabile l’emozione che tracima ascoltando questo CD, spero che sia riuscito a trasmettervi quella giusta curiosita’ che vi spingera’ all’ascolto, per quanto mi riguarda, questa è la mia Band ideale a 360°…
Voto 10+


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