ATLAS LOSING GRIP: Watching the…

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ATLAS LOSING GRIP: Watching the…

Vi dice nulla il nome RodrigoAlfaro?!… Hmm… allora proviamo con “Hero of Our time”, ancora nulla?! Beh seanche questo indizio non vi dice nulla vi sono 3 possibilità:

1 – siete capitati su Punkadekaper sbaglio

2 – l’Emo vi ha talmente tantorincitrulliti che ormai pensate più tempo a guardare il Postalmarket percercare una piastra migliore per il vostro ciuffo che ascoltare Musica (la Mmaiuscola non è un errore di battitura)

3 – Eravate da poco usciti, insuccessione, prima dalle palle di vostro padre per entrare nel feto di vostropadre per una cottura di 9 mesi e per questo potete anche essere perdonati(scusati però di sicuro no).

 

Se le risposte corrette sono la1 e la 2 vi consiglio vivamente di smettere di leggere questa recensione. Seinvece la 3 è la risposta giusta allora, prima fatevi un ripasso del melodic Hce del punk anni ’90 e poi proseguite con la lettura.

 

Per tutti quelli che noncapitano nelle tre categorie, la risposta esatta purtroppo non è che si sonoriformati i mitici Satanic Surfers (d’altronde ci potevate pure arrivare vistoche la recensione non riguarda i “satanici”). Penso abbia bisogno di pochepresentazioni Rodrigo Alfaro (che sia chiaro non il prete dell’Opus Dei come visuggerisce Google) è stato prima batterista e cantante dei Satanic Surfers e inseconda battuta solo voce dei mitici ragazzi svedesi.

 

Per chi ha la mia etàriecheggia ancora forte nelle orecchie la potenza di “Hero of our time”, unodei capolavori dell Hc melodico di tutti i tempi. Nei miei occhi e nel miocuore rimarrà sempre viva l’emozione per la loro splendida performance al FortePrenestino nell’ormai lontano 2001.

 

Questa volta Rodrigo nonritorna in pista con i suoi ex compagni di viaggio ma si presta full-time allavoce degli Atlas Losing Grip, dopo un cameo nel precedente disco della band“Shut the world out” uscito lo scorso anno per la nostrana, e lo dico con unpizzico di orgoglio fottutamente nazionalista che mi disgusta, No ReasonRecords.

 

Gli Atlas Losing Grip prima diprocedere ad incidere il loro nuovo disco decidono che sia il caso di farsalire un po’ di acquolina in bocca e ci propongono questo splendido Ep che nonpuò che riempire il cuore di gioia a tutti quelli che hanno passato la loroinfanzia nei mitici anni ’90.

 

5 pezzi di puro e fottutamentepotente Hc melodico. Pochi fronzoli ma tanta energia e grinta con un Rodrigo inottima forma alla voce e una band dietro che non fa rimpiangere assolutamente iSatanic Surfers, anzi. Riff potenti e rullate di batteria accompagnano la vocedi Rodrigo che rimane sempre il solito grande performer di un tempo, come unbuon vino di annata gli anni passano ma invecchiando lui non perde smalto,tutt’altro.

 

Confesso che dopo averascoltato questo Ep sono andato di corsa nella mia collezione per un rapidoripasso delle pietre miliari di questo genere, partendo da “Life on a plate”dei Millencolin ormai persi su altre strade, arrivando fino a “Revolutions perminute” dei Rise Against. Dopo questo ripasso mi sono convinto ancora di piùdella bontà di questo Ep che avrebbe detto la sua anche quando questo genereera nel fior fiore della sua gioventù.

 

Voto: 8,5 (Non saranno iSatanic Surfers ma di sicuro spaccano quanto loro!)

 

Tracklist:

 

01. Heartbeat
02. Horizon
03. Face to face
04. On the streets
05. Slow Down


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