ATOMBOMBPOCKETKNIFE: God Save The ABPK

ATOMBOMBPOCKETKNIFE: God Save The ABPK
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ATOMBOMBPOCKETKNIFE: God Save The ABPK

Sarà che oggi mi sento in vena di stroncature ma non me la sento proprio di parlare bene di questo disco. Loro sono gli Atombombpocketknife (ABPK) e si dedicano ad un indie rock venato hard e di matrice prettamente rumoristica e, ad essere sinceri, non lo fanno neanche male. Questo “God Save the ABPK” infatti non è poi un brutto disco; prodotto in maniera pressoché perfetta da Greg Norman (tecnico ed ingegnere del suono nello studio di sua maestà Steve Albini) nei suoi undici pezzi sfodera una discreta classe compositiva ed alcune buone intuizioni. Quello che, personalmente, non apprezzo è una certa autoreferenzialità che traspare dalle canzoni; non prendetemi per matto, ma per me un gruppo che tira fuori un brano come “Gamma Rays Forever” con un intro pseudo intellettuale ed in realtà noioso ed un proseguimento trito e ritrito secondo me manca di umiltà creativa. Forse perché al terzo disco, forse perché invitati direttamente dagli Shellac al prossimo “All Tomorrow’s Parties” o forse perché più semplicemente bravi lo son davvero gli ABPK con questo disco usano soluzioni sonore ridondanti e fini a se stesse; introducono quasi ogni brano con rumori di fondo assortiti, e se da un lato bisogna oggettivamente apprezzare questi “esperimenti” dall’altro questo costituisce per me un difetto insuperabile. Non dimentichiamo poi che fin quando gli ABPK pigiano sul distorsore il gioco funziona mentre quando rallentano il ritmo (“Pair of Evil”) il tutto si schianta miseramente a terra. Se riuscissi ad essere più oggettivo forse riuscirebbero a strappare un sette in pagella, ma davanti a questo lavoro non ci riesco proprio. Ripeto, forse più una questione mia che loro, ma per questo disco il mio pollice è inesorabilmente verso.


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