ATROX

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Abbiamo intervistato il disponibilissimo Paolo Shock, voce  della band nata nei primi anni 80 a Milano e che ancora oggi calca i palchi Italiani urlando il loro Hardcore Against Repression.

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Dal 1980 ad oggi quali sono stati i più grandi cambiamenti nella band?

Shock: A parte gli assestamenti iniziali, dall’82 a luglio ’87 la formazione era composta da Franz Zadra alla chitarra e voce, Stefano “Conco” Concobeach alla batteria e Robert Delirio al basso e voce, e con questa line up sono stati registrati i primi tapes, Senza Tregua (anche con Rubè al basso) e Orme Perdute. Nell’87 sono entrato nella band come cantante e, fino agli inizi degli anni 2000, non ci sono state variazioni.

Quando Robert Delirio ha iniziato a girare per il mondo per lavoro, abbiamo suonato con altri bassisti, tra cui Max Vaccaro degli allora MI.S.S., Rubè che era nella primissima formazione Atrox e Vincenzo “Vince”Rossi, che poi è rimasto nel gruppo quando Robert si è definitivamente trasferito negli USA. Da allora la formazione è rimasta fissa, fino a quest’anno….

 

I vostri pezzi nel corso degli anni sembrano piuttosto differenti tra di loro, c’è un album o un pezzo al quale siete più affezionati? e perchè?

Shock: A parte una certa maturazione tecnica nel suonare e in studio, credo che le canzoni registrate, parliamo di circa 90 pezzi, abbiano un filo comune che le rende abbastanza identificabili come pezzi Atrox, sia per il sound originale che per i temi trattati. Forse c’è stata un’evoluzione nella stesura di certi pezzi, ora scritti principalmente da me con contributi di Franz, che, avendo una visione piuttosto macabra della vita, completa bene il “pessimismo costruttivo” delle mie canzoni,più chiaramente a tema socio-politico e le rende Atrox.

Personalmente, mi piace molto l’ultimo nostro cd “Ecco la Guerra”, tutto, compreso il contributo di Robert Delirio che dagli USA ci ha mandato un pezzo molto Atrox e che abbiamo incluso nel CD.

 

Cosa pensate della scena punk attuale?

Shock: Faccio molta fatica a definire la “scena punk”, oggi come oggi. Quella distinzione che legava artisti e pubblico punk rispetto ad altri generi musicali “definiti” (metal con le varie sfumature più o meno crossover, ska, reggae, new wave, dark, oi, hip hop) mi sembra oramai tutto mischiato in una grossa patchanka che arricchisce ogni genere di possibilità espressive. Definirei quindi la scena punk non come genere musicale e relativi accoliti, ma più come “area tematica” contro il sistema, più legata a comportamenti coerenti che ad un look più o meno ribelle. Creste e borchie, una volta simbolo di ribellione, ora si trovano al mercato o sulla capoccia di qualsiasi calciatore o dodicenne, La Repubblica regala dischi che definisce punk come fenomeno culturale (e ci mette dentro Patty Smith e gli Skiantos…). Anche i tatuaggi non hanno più il significato di una volta, tutte le esteriorità del movimento sono state fagocitate dal mercato e assimilate dalla massa. Stessa cosa per la musica, con finti ribelli che cantano canzoni d’amore con ritmi in 4/4 e doppia cassa, chitarra distorta e look studiato a tavolino. The great rock’n’roll swindle!!
La scena, per me, è ora composta da gruppi che, suonando diversi generi, portano avanti istanze di riflessione e di rivolta su e contro il sistema di vita occidentale; trovo infatti le stesse persone ai concerti nostri, di Derozer o Punkreas così come dei 99 Posse o Assalti Frontali, Ska-P, Bad Religion, solo per citarne alcuni “coerenti” ma di generi diversi

Quali sono le band attuali che secondo voi meritano di essere seguite?

Shock: Domanda difficile; parlando di gruppi italiani, sono particolarmente legato a gruppi storici come quelli citati sopra, alcuni dei quali amici da sempre come i Punkreas, Spleen Flipper o i DeCrew, anche per motivi famigliari. Adoro i Peggio Emilia. Mi piacciono molto Svetlanas e Vivere Merda, apprezzando da sempre gruppi con cantanti donna. Ma ho sentito tanti altri giovani gruppi di cui confondo i nomi e me ne scuso, molti purtroppo con vita breve, che pur avendo ottime idee, si focalizzano troppo sull’obiettivo immediato di registrare e pubblicare dischi o video, perdendosi durante il progetto che non è mai così semplice e scontato, nonostante i mezzi tecnici oggi a disposizione di tutti.

 

E quelle che odiate di più?

Shock: Si, vabbè, non è che siano tutti simpaticissimi, ma addirittura odiare…

 

La vostra playlist del 2016?

Shock: Anarchytecture degli Skunk Anansie, Desperate dei Barb Wire Dolls, Beautiful Broken delle Heart, il prossimo disco degli Assalti Frontali sulla fiducia, visto che uscirà fra poco.

 

Avete fatto moltissimi concerti (e continuate a farne!).. ce n’è qualcuno che ricordate in particolare?

Shock: by the way, tutte le date degli Atrox dal 1987 in poi sono elencate suddivise per anno sul nostro sito ufficiale www.atrox.it; non è molto dinamico, come sito, lo curo personalmente e so usare, male, solo html. Però è online dal 1997, l’anno prossimo saranno 20 anni… Da un certo punto in poi, le date sono corredate di foto dei concerti, compresi i gruppi con cui abbiamo suonato. Poi è arrivato Facebook e caricare foto è diventato più semplice che caricarle a mano scrivendo le righe di programma una ad una, quindi dal sito rimanda ad album presenti su FB, e chi non ha un profilo si incazza e non le vede..

Diversi i concerti indimenticabili: per me il primo, al Virus, in una due giorni spettacolare, settembre 1987, piazza Bonomelli. Punks da tutta Europa, scalette al fulmicotone, cambio palco in 5 minuti e via a manetta. Tutti i concerti nei vari Gramigna di Padova, ne abbiamo girati almeno 4. Quella volta, nel giugno del 2000, che dovevamo suonare al Riciclo di Porto Mantovano e i gestori avevano chiuso per venire a Milano a vedere l’ultimo concerto dei Ritmo Tribale!! I ragazzi di Mantova hanno allora mosso una catena di conoscenze e il concerto, alla fine, l’abbiamo fatto in una sala prove lì vicino, in un ambiente caldissimo e minuscolo ma pieno zeppo di bella gente (http://www.atrox.it/mantova.htm). Gennaio 1993, Forte Prenestino con i Punkreas, un viaggio indimenticabile sul furgone noleggiato insieme. E poi, l’ultimo, il 27 febbraio 2015 in Acropolis, a Vimercate…

Quando rivedremo gli Atrox sul palco?

Shock: il 9 maggio di quest’anno, il nostro Vincenzo è morto, ucciso da un cancro che se l’è mangiato vivo. Stiamo quindi riflettendo su cosa fare, dopo 34 anni di concerti. Non è facile. Il mio grande desiderio è di riuscire ad organizzare un concerto dedicato a Vic, invitando a suonare quante più band e persone con cui ha suonato, e sono parecchie. Dopodichè vedremo, di argomenti da trattare ce ne sono tanti e nelle nostre canzoni trovo sempre un filo per interpretare il mondo che viviamo, non potrei farne a meno. Per ora, stiamo elaborando il lutto.

 

Qual è la miglior band con la quale avete condiviso il palco?

Shock: Abbiamo suonato con quasi tutti i gruppi dell’epoca, Upset Noise, Kina, Rappresaglia, Affluente, Arturo, Blue Vomit, Raw Power, Ifix Tchen Tchen, Crummy Stuff, Paolino Paperino, Contropotere, Nabath, Bloody Riot, per citarne alcuni, e molti più recenti come Spleen Flipper, De Crew, Peggio Emilia, Point Break, Merdonald’s, Inerdzia, Pubblico Oltraggio; qualche gruppo straniero importante, tipo UK Subs o Vibrators. Ma il gruppo più incredibile credo che lo abbiamo incontrato nel 1995 al Garibaldi. Giovanissimi, sloveni, impressionanti. Ma non ricordo il nome, non so nemmeno se sono ancora in attività. Ho sicuramente un loro EP tra i miei dischi….ma non farmelo cercare ora!

 

un ricordo di tutti questi anni.. qualche .. aneddoto da raccontare ?

Shock: tre anni fa una giovane amica mi presenta un ragazzo, introducendolo come grande fan, che mi dice: “siete il primo gruppo punk che io abbia mai visto!! Mia nonna mi ha portato a vedervi alla Festa dell’Unità di Concorezzo e già ce l’avevate con Berlusconi!!” Era il 1988, complimenti per la memoria!! “mi avete cambiato la vita!” Imbarazzante ma fa sempre piacere saperlo!

 

Spazio libero … . insultate, salutate …date il messaggio che volete.

Shock: In tanti anni, abbiamo incrociato tante persone che ci hanno aiutato e sostenuto e tra questi vorrei citare Max, che per diversi anni ci ha curato i contatti, ha suonato il basso quando non  c’era Kolek e che poi ha fatto della musica la sua vita, prima come artista, poi come giornalista ed ora come produttore di una Major: Edo, il miglior fonico e tuttofare del mondo, l’uomo che vorresti avere in ogni tour o concerto, che riesce a far funzionare ogni mixer senza far incazzare il fonico locale, un Groucho Marx dalla battuta sempre pronta e spesso pessima ma persona fantastica. E nella bassa padana ci sono amici con cui condividiamo un’esistenza, a partire dalla stessa data di nascita, che è bello poter seguire per lo meno via Facebook quando non di persona. Ci sono posti, come il defunto Gramigna, il Boccaccio di Monza, il Bloom di Mezzago, l’AQ16 di Reggio Emilia dove ti senti a casa perché le persone che incontri sono le stesse cresciute con te. Siete tutti nel mio cuore!

 

 BIOGRAFIA
Gli Atrox nascono un imprecisato giorno dei primi anni ’80 come band “scolastica” . Non c’era allora un gruppo vero e proprio, ma un insieme di persone senza la minima cognizione tecnico-musicale (chiunque poteva fare parte degli Atrox), che interveniva ai vari concerti di natale, carnevale o fine anno per protestare contro i gruppi che ad oltranza proponevano covers di Eagles, Deep Purple, cantautori o cori da stadio. Le prime fugaci apparizioni portarono subito alla luce quella che resterà poi la linea base del gruppo, ovvero l’espressione in “musica urgente” delle urgenze creative dei componenti, nonché un primo nucleo fisso composto da Roberto (voce) e Francesco (chitarra).Persi per strada gli elementi di contorno ai due si uniscono Alberto (batteria) e Rubé (basso), con i quali il gruppo mette in piedi i primi veri pezzi ed affronta i primi gigs seri. Nell’84 Alberto lascia la formazione e viene sostituito da Concobeach. Con questa line-up gli Atrox registrano artigianalmente nell’85 un primo nastro, “Senza Tregua” , auto prodotto e distribuito dalla Pacifist Words Attack di Ferrara.All’inizio dell’86 Rubé abbandona il gruppo e i tre superstiti, col passaggio di Roberto al basso, registrano sul finire dello stesso anno, un secondo nastro, “Orme Perdute”, auto prodotto e auto distribuito un po’ ovunque grazie soprattutto alle ottime recensioni ottenute.Ultimo entrato, verso la metà dell’87, Paolo Shock, voce, la cui presenza apporta tra l’altro un notevole miglioramento dei live acts, cosicché la band intensifica l’attività concertistica. Nell’88 la necessità di avere nuovo materiale inciso e la mancanza di fondi per farlo, porta alla decisione di far uscire un nastro dal vivo, “Aldo Moro Lived Hard core”.L’89 è l’anno che vede gli Atrox impegnati nella registrazione del primo lavoro su vinile. “Fiori Neri”, L.P. contenente 25 pezzi, costituisce un po’ il riepilogo dell’intera attività svolta fino ad allora.Nel dicembre del ’92 l’EP 7″ Sporco Natale, fresco di stampa, diventa l’hit delle vacanze invernali in tutto il network di Radio Popolare.La gestazione di “Domani Rosso Sangue” occupa l’intero 1993; il lavoro vede alfine la luce del laser (in quanto stampato su CD) nel settembre del ’94. “Ventitré gustosi pezzettoni di conciso, efficace, fragoroso hard core italiano”, come lo definisce Linus di novembre dello stesso anno, dove gli Atrox raccontano a modo loro gli stravolgimenti del mondo negli ultimi anni.Il 1997, decimo anniversario della formazione, vede gli Atrox impegnati nella realizazione di un nouvo lavoro contenente 10 nuovi pezzi, e tutto il disco “Fiori Neri” completamente rimasterizzato, su CD, per sopperire alle numerose richieste di chi si è perso l’LP, esaurito da tempo e oggetto di culto da parte dei fedelissimi fans che li seguono nei concerti.Ambiente naturale dei live acts sono i centri sociali, circoli culturali, locali più o meno alternativi, mentre i concerti in spazi “istituzionali” (discoteche, feste paesane, di partito o dell’oratorio, piano bar ecc.) vengono frequentemente interrotti dall’arrivo delle forze dell’ordine, chiamati spesso dagli organizzatori stessi che non si aspettavano il pogo del pubblico o la schiettezza dei testi.

Agli inizi del 2000 Robert Delirio lascia il gruppo per trasferirsi negli USA, da dove continua comunque a collaborare con la band. Al suo posto, al basso, entra prima Max Vaccaro, già nei Mi.S.S. e poi Vincenzo “Vince” Rossi. La line up attuale vede quindi Francesco “Franz” alla chitarra, Concobeach alla batteria, Paolo Shock alla voce e Vince al basso.

Nel 2007 esce il cd dal titolo Ecco la guerra, 26 pezzi inediti di cui uno di Robert Delirio, prodotto ancora una volta da Point Zero e Atrox.

Gli Atrox attualmente continuano a suonare.

DEMO TAPES
Senza Tregua ?- 1985
Orme Perdute – ?1986
Aldo Moro Lived Hardcore – 1988
ALBUM
Fiori Neri – Point Zero – 1990
Domani Rosso Sangue – Point Zero – 1994
H.A.R. ?- La Fiera Del Bestiame, Point Zero – 1998
Ecco la Guerra – Point Zero – 2007
SPLIT
Wicked Apricots / Atrox – Scazz Core Punx Records – 1994


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