Authority Zero

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Gli Authority Zero sono ormai un’istituzione in ambito punk rock negli Usa. Tra pochi giorni saranno in Italia per la prima volta per due date (15/04 Milano – 16/04 Livorno, Cecina) e per questo abbiamo scambiato quattro chiacchiere dove ci hanno presentato la loro ultima fatica “The tipping point”.

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Ciao ragazzi è un piacere incontrarvi prima delle vostre due date italiane. Visto che è la prima intervista con Punkadeka.it puoi presentare la band?

Jason: Ciao ragazzi! Siamo gli Authority Zero e siamo una punk rock / reggae band che ormai è on the road da 19 anni. Siamo veramente entusiasti finalmente di venire in Italia!

Secondo la definizione di Wikipedia voi siete “una band che affonda le radici nel reggae e nello skate punk con influenze di Bad Religion, Pennywise e Sublime.” Ti riconosci?

Jason: Ma anche si dai… siamo cresciuti in quell’epoca e siamo stati fortemente influenzati da quelle band. Noi amiamo la musica in generale e non abbiamo confini.

Avete appena registrato uno splendido album intitolato “The tipping point”. Potresti presentarci l album?

Jason: Abbiamo registrato il disco con Cameron Webb (Silverstein, MotorHead, Social Distortion) ai Maple Studios in California. E’ stata una grande esperienza e ci siamo divertiti tantissimo come sempre. Non potevamo chiedere altro. Credo che siamo riusciti andare anche oltre le semplici definizioni di reggae e punk.

Confesso che sono un vostro grande fan e ho apprezzatto tutti i vostri dischi. Questo è stato il primo con Sean Sellers dietro le pelli (Good Riddance / Real Mc Kenzies) in studio. E’ solo una mia impressione oppure questo è il disco piu potente che abbiate fatto finora dove accantonate in parte le influenze ska e reggae dei dischi precedenti?

Jason: Si concordo, ma non è stato intenzionale o causato da qualcosa in particolare. Sean ha portato grande energia ed entusiasmo come anche Brandon, il nostro nuovo chitarrista. Negli anni siamo cresciuti e maturati e forse ora seguiamo maggiormente il nostro istinto senza porci troppe domande. Abbiamo sempre amato la grande intensità dei nostri live e questa volta la abbiamo voluta portare anche in studio e nel disco.

E sempre rimanendo in tema influenze musicali: da dove arrivamo le influenze ska / reggae e dalla musica Portoghese / Spagnola?

Jason: Da ovunque davvero! Sono il prodotto della zona da dove veniamo in Arizona ove la comunità che parla spagnolo è molto grande. Il nostro chitarrista Bill Marcks ha studiato spagnolo e vissuto in centro-sud America. Il suo background ha avuto una forte influenza. Per quanto riguarda invece i riferimenti musicali ti direi che andiamo da Dick Cale ai Clash, da Operation Ivy a Bob Marley fino allo ska original e il reggae. Non ci precludiamo nulla.

Per questo disco avete nuovamente cambiato etichetta. Anche con la Viking Record di Fletcher è finita dopo un solo disco. Come mai non riuscite a trovare pace da nessuna parte? Nessuno è capace di lavorare con chi ha “Authority Zero”?

Jason: Ahah può essere, nessuna label è in grado di gestire la zero autorità. Tutte le label con cui abbiamo lavorato finora erano indie con cui non avevamo lunghi contratti. Siamo riconoscenti a tutti loro senza aver mai avuto alcun problema con nessuno. Speriamo che questa sia la volta buona…

Confesso di aver acquistato “Less rhythm, More Booze”, vostro precedente disco, senza sapere che fosse un set acustico. Mi aspettavo fosse un vostri live mentre e quindi ho pensato all inizio “ma che me… è questo”! Dopo un paio di ascolti invece mi sono detto “Oh cazzo questo spacca!”. Come vi è venuta l’idea di incidere un disco acustico in stile jam session?

Jason: Siam contenti ti sia piaciuto. Abbiamo sempre amato suonare in acustico ma mantenendo l’energia grezza rock. L’idea è venuta un giorno scherzando e ci ha convinto. Questo è infatti il nostro secondo disco acustico e ci divertiamo sempre nel trasporre i pezzi punk in nuove versioni.

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Nella vostra carriera avete anche inciso un disco dove avete usato una parola Italia: “Andiamo”. Quale è la storia dietro?

Jason: “Andiamo” è nata mentre stavamo seduti in studio. In quel momento stavamo facendo un brainstorming dei nomi che volevamo usare e pensavamo ad “Here we go”. Allora Bill per darci una mossa ha detto “Andiamo”. La lampadina si è accessa in noi e l’abbiamo scelto. Inoltre se stacchi parte della parola vedrai che significa anche “And I Am Zero”.

Nei vostri dischi esprimete sempre una forte componente politica. Pensi che il punk sia in grado ancora di veicolare un messaggio forte?

Jason: Credo di si. Penso che abbiamo la nostra visione che esprimiamo in musica ma senza slogan. Cerchiamo di aprire una porta ai ragazzi ma al tempo stesso vogliamo che ragionino con la loro testa.

Penso che la vostra band abbia raccolto molto meno di quanto seminato in questi anni di carriera. In una vostra canzone dite “So che è andata cosi ma non abbiamo nessun rimpianto”. Nonostante questo non pensi che forse rispetto a tante altre band mediocri diventate famose meritavaste qualcosa in piu?

Jason: Penso che tutto succeda per una ragione e mi consider fortunate per il livello a cui siamo arrivati adesso. Forse un giorno diventeremo più famosi ma non ho rimpianti. Tutto quello che possiamo fare è continuare a crederci e suonare in giro. Non provo invidia per le bands che diventano famose, per arrivare li devi sbatterti sia che tu sia bravo o meno. Richiede tanto lavoro e impegno.

Questa è la seconda volta che venite in tour in Europa dopo ben 19 anni di carriera. Negli States siete considerati un’istituzione mentre in Europa siete tra le “nuove leve”. Come mai questo grande ritardo?

Jason: Il primo contratto lo abbiamo firmato nel 2002 per “A passage in time” e la label voleva che ci concentrassimo esclusivamente sugli US dicendoci francamente anche che non ci avrebbe aiutato per Europa e altre nazioni. Noi avremmo sempre voluto ma non avevamo i contatti ed economicamente non potevamo permetterci alcunchè. Nel frattempo abbiamo stretto amicizia con altre band, stretto nuovi contatti e ci siamo riusciti. Credimi in questi anni è stato frustrante non poter venire nonostante le email di fans europei che ci chiedevano di venire!

Quando avevo 15-16 anni avevo sulla scena band come Bad Religion, Nofx o Sublime. Adesso ci sono veramente poche nuove bands valide che crescono. Quali nuovi band della scena Usa ci consiglieresti di ascoltare?

Jason: Di sicuro i Pour Habit! Sono incredibili e sono nostro amici. Ti consiglierei anche Fayuca Out e gli AZ. Se inizio a farti nomi mi sa che rimaniamo qui fino a notte fonda ahah.

Nei vostri live suonate ancora la canzone popolare Irish “rattling Bob”? Come vi è venuta l’idea?

Jason: Certo! Ho sempre amato la musica celtica – Irish. Una volta una corda di una chitarra si è rotta e quindi per intrattenere il pubblico ho iniziato a cantarla. Ci è piaciuta l’idea e quindi abbiamo continuato. Tutto spontaneo cosi è nato.

 

Avete appena iniziato un tour Europeo. Come stanno andando le prime date e cosa ti aspetti in particolare dai vostri fan italiani?

Jason: E’ tutto incredibile! E’ la nostra prima volta in molte città ma vediamo il pubblico veramente caldo. Speriamo che anche in Italia sia lo stesso!

Ragazzi è stato un piacere per noi di Punkadeka.it conoscervi. Per chiudere l’intervista il microfono a te per salutare i vostri fans.

Jason: Grazie Italia per il vostro support e speriamo di vedervi in tanti sotto il palco! Let’s go crazy! Se volete andate su Facebook.com/authorityzero e cliccate “like” cosi rimaniamo in contatto. See you soon!


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