AUTOMATICA AGGREGAZIONE

AUTOMATICA AGGREGAZIONE
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“La musica è proletaria, proletari sono i problemi. I proletari possono e devono cantare la loro rabbia anche se non sanno suonare.”

 

In che modo vi siete avvicinati a questa scena? Quali sono le band che vi hanno influenzato ?

Beh , per quanto mi possa ricordare ero un ragazzino di 13 anni , io e il mio migliore amico spiavamo di nascosto  le prove dei Kausa Sfratto, la prima punk band delle nostre parti, in cui suonava il cugino del mio amico. Era veloce e potente, ognuno sembrava avere la nitida e determinata cognizione di quello che stava facendo. Tempo dopo, questo cugino inizia a passarci cassette dei Ramones, dei Buzzcocks ecc… da lì e’ iniziata la storia.  Devo dire con orgoglio che i miei primi impatti col punk rock sono stati con gruppi che mi suonavano davanti  piuttosto che su vecchi nastri d’oltreoceano, prima i Chilly Willy  e poi la mia band Divergenza, eravamo molto più liberi non avendo una cultura musicale/etica da rispettare per forza. 

 

“La musica è proletaria, proletari sono i problemi. I proletari possono e devono cantare la loro rabbia anche se non sanno suonare.”  Cosa vi ha spinto a creare gli Automatica aggregazione. L’oi! ed il punk sono ancora la miglior espressione per catalizzare la rabbia della working class?

“La musica della strada per la gente fiera” crescendo ho imparato che il punk e l’oi! sono solo due facce dello stesso diamante, le valvole di sfogo  sono talmente tante per quanto e’ labile il concetto di Working Class: la classe operaia e’ tanto fabbrica, cantiere, ufficio, officina, cattedra, quanto la sua musica e’ punk, oi!, ska, reggae, soul, rock, rap,  salsa e merengue ecc..  E’ chiaro che il punk rock e’ il miglior veicolo per sputare dissenso, dato che e’ nato per quello, ma non credo sia l’unico: sento nel rap, nel reggae, nelle ballate cantautoriali e in tanti altri generi la stessa frustrazione , le stesse gioie e dolori, forse dovevo arrivare a 30 anni per sentirmi parlare in questo modo .

 

Ci spieghi il significato del vostro nome?

Quando ci siamo formati nel 2004, cercavamo un nome che unisse in uno i nostri punti in comune.

Automatica Aggregazione era una canzone della Banda del Rione di Torino, era perfetto, perchè noi 3 membri originari siamo stati costretti dalla vita ad “aggregarci”, io (Patato) e Puccio ci conosciamo da ragazzini, siamo cresciuti sulle stesse strade e da 15 anni condividiamo tutto …

Con David e’ stata veramente un’automatica aggregazione, uno dei primi punk dalle nostre parti, che ha sempre girato da solo nonostante ascoltasse le stesse band e provasse la stessa rabbia che provavamo noi, dopo anni di apparente indifferenza si e’ presentata l’occasione buona e non ci siamo più staccati .

 

“Libero per sempre, rude nella mente”. Viviamo in un sistema che riesce spesso, col tempo, ad omologare le nostre vite mostrandoci una sola libertà:  la loro. E’ possibile uscire da tutto ciò?

Non credo sia possibile uscirne, ed e’ ipocrita chi giudica gli altri per non esserne in grado.

E’ possibile starne il più fuori possibile, creare i propri circuiti, veicolare le proprie emozioni fuori dai loro canali. Certamente nel mondo c’e’ chi lo fa molto più di me. Sono anni ormai che non reclamo rivoluzioni inesistenti, faccio del mio meglio  per non essere parte di tutto questo, ma a volte mi ritrovo con un pugno di mosche…  Puccio ha scritto il testo da te citato nella domanda, e io lo trovo parecchio ermetico e non esattamente della “banalità” di cui può sembrare. Mi ha detto recentemente che parte del testo parla di ragazzi che sono morti o che sono stati annientati dalle estreme condizioni che tutti abbiamo

vissuto per strada, mentre personalmente trovo il ritornello molto più malinconico che esortativo, ma e’ una mia interpretazione .

 

Una vostra canzone si chiama “Patria mia”, non è la prima che nell’ambiente parla di Patria, intesa come la città d’appartenenza. Un amore ed odio difficile da spiegare?

Beh sì, fondamentalmente non e’ un discorso facile. Dalle nostre parti abbiamo una mentalità abbastanza chiusa, raramente abbiamo potuto o voluto girare e conoscere posti nuovi, ci siamo fatti crescere e cullare e maltrattare tutta la vita da questa città, nelle sue strade siamo diventati quello che siamo, i suoi paesaggi sono quello  che abbiamo negli occhi da 30 anni…

C’e’ da fare attenzione però, non parliamo di Patria con la pomposità con cui lo fanno altre band, non ci interessano i sacri vessilli di Anguillara  ecc… ma solo il senso di appartenenza che abbiamo nei suoi confronti, che in definitiva si potrebbe manifestare più per un monte o un lago che  per una storia o una gloria .

 

Ho molto apprezzato il vostro pezzo “Radici”. Quali sono le vostre radici?

Siamo figli di operai e piccoli borghesi, viviamo in una città di 17.000 abitanti, siamo cresciuti giocando a “Tedesca ” su cortili di cemento, con l’orario tassativo “alle 8 a casa”, ci piaceva fare piccoli atti di vandalismo, rubare nei supermercati, prendere a pallonate il matto del paese. Siamo andati alle medie e abbiamo sperimentato sulla nostra pelle la vita vera: nonnismo, botte, insulti. Abbiamo continuato a crescere per strada, io e Puccio con una cricca a Poggio dei Pini , David con un’altra alla Rotatoria (500 m l’una dall’altra): quando i coatti fascisti volevano sapere chi era stato a coprire le loro scritte o a far saltare le loro bacheche, ogni cricca li mandava dall’altra… Quando siamo entrati nel punk rock e’ cambiato tutto, abbiamo cominciato a girare e a conoscere gente nuova, nascevano le band : Divergenza, Iattapanc,

Circo ‘n’ Chips, Utopia Concreta… e poi 4 Sporchi Negri, Automatica Aggregazione, Rude Talking ecc…

Da allora siamo cresciuti, chi ha messo su famiglia e figli, chi non ha costruito un cazzo, ma suoniamo ancora, giriamo l’Italia e l’Europa ogni tanto, ma se vuoi sapere la verità nessuno di noi sta bene, ci hanno incastrato a suonare/registrare/andare in tour  solo quando ci danno il permesso per farlo,

e questo non ci piace, non voglio buttare fuori le mie emozioni solo quando me lo lasciano fare.

 

 

In “Non voglio morire” apprendo che, quando la crisi economica ci da tregua, abbiamo una cosa in comune: il lavoro in fabbrica. Hai seguito con attenzione ai referendum ricatto di Marchionne e al processo Thyssengroup? Qual è la vostra posizione?

Ci tengo a precisare che nessuno di noi lavora in fabbrica, “non voglio morire” e’ la trasposizione musicale di una storia che mi aveva molto colpito, un ragazzo morto, schiacciato da una pressa mentre cercava di farla ripartire, cosa che non gli era nemmeno dovuta. Il caso Marchionne l’ho seguito poco purtroppo, sulla Thyssen posso dire personalmente che chi parla di sentenza esemplare dovrebbe guardare meglio

dove mette i piedi: capisco il sollievo e l’apparente riscatto dei familiari, ma questo processo e’ stato architettato come un tentativo di far credere  che qualcosa stesse cambiando nel nostro paese, non si poteva fare un’altro processo-farsa contro le famiglie delle vittime, ho sentito dire che dalla sentenza per il dicembre 2007 sarebbe cambiato il sistema di sicurezza per gli operai, ora siamo nel 2011 e le cose sono rimaste ferme. Gli operai sono costretti a continuare a chiudere la bocca ed andare avanti, anche senza norme di sicurezza, per paura di ritorsioni o semplicemente per non avere problemi in cantiere o in fabbrica.  Io lavoro in cantiere, e posso solo dire che la prima cosa che mi hanno detto quando ho iniziato e’ stata: “se qualcuno si fa male, tu che fai?” – “chiamo l’ambulanza” – ” no , gli metti il casco , i guanti e il cartellino, poi senti se ancora respira”.

 

In “Infame” ricostruite una situazione sempre più frequente. Persone che svendono tutto ciò che erano dopo  aver conquistato una poltrona, una posizione. E’ nel dna della razza umana?

Credo proprio di si,  lo vedi nel nostro piccolo, ogni volta che riesci a raggiungere una posizione migliore tendi a dimenticare com’eri, almeno questo capita a me. Il problema di questi personaggi e’ che invece di abbarbicarsi sui loro troni e godersi la loro immeritata potenza e ricchezza, continuano a  tuonare contro i padroni del mondo, contro la globalizzazione, contro il sistema. Se c’e’ una cosa che non riesco più a tollerare, è sentirmi fare la morale da autentici pezzi di merda come Grillo, Santoro eccetera,

e non perche io sia un compagno, ma perché continuano a puntare sulla retorica facendo finta di essere diversi, quando invece sono i soliti  figli di puttana di ieri e di domani.

Santoro che canta la sua bella canzone sulla libertà e si prende 2.000.000 e rotti di euro di buon’uscita dall’azienda pubblica dopo 30 anni  di stronzate da 400.000 uro l’anno: ecco quello che mi fa vomitare.

 

 

Siamo nel 150esimo anniversario dell’unità d’Italia. Il tema dell’unità nazionale, del patriottismo spesso in quest’ambiente è mal visto.  Venendo spesso additati come fascisti per il solo uso del tricolore, voi come vi ponete con la nostra bandiera?

Personalmente non ho assolutamente niente contro ragazzi che sono fieri della propria bandiera, storicamente parlando. Io non provo nessun sentimento per il tricolore italiano. Non mi suscita nessun orgoglio quella bandiera, non vedo perchè dovrebbe, vedo la mia vita in questa parte del mondo solo come una casualità geografica. E’ una bandiera distintiva che delinea i confini tra un uomo e un altro, non capisco a cosa serva se non a renderli nemici per qualche sentimento nazionale  del cazzo.

Storicamente sono orgoglioso di come la gente abbia reagito e tenuto duro sotto regimi totalitari e guerre mondiali in questa parte d’Europa,  ma l’attaccamento alla bandiera lo vedo solo come una tradizione senza fondamento che non si vuole lasciare per paura. Ma questo non e’ da condannare a priori, per fare un esempio , una cena di natale può aiutare a tenere unita una famiglia , anche se a nessuno

frega niente del compleanno di Gesù Cristo, non so se mi sono spiegato.

 

Qual è lo stato di salute della musica indipendente in Italia? Quali sono le principali difficoltà che riscontrate nella produzione e nella distribuzione  dei  vostri lavori e com’è nata la collaborazione con Rudeness Records?

Devo dire che anche se in Italia la situazione del punk rock mi sembra abbastanza critica , il livello medio della qualità dei dischi e’ aumentato molto. Fortunatamente e’ un pezzo che non vedo più tanti demo fotocopiati e masterizzati, le band hanno capito che e’ meglio concentrare soldi e forze per stampare un bel disco, ben registrato e ben confezionato. Molte giovani band lo stanno facendo, quando un disco d’esordio mi viene dato in una certa maniera mi da più voglia di ascoltarlo e mi rende felice.

La difficoltà principale nella produzione sta nel farsi degli agganci fissi che ti servono ogni volta, ovvero stabilizzarsi su uno studio di registrazione, una ditta di supporti ottici per la stampa, una lista di distribuzioni e negozi italiani ed esteri per l’immediata distribuzione, dei locali dove presentare i dischi… tutto questo e’ fondamentale, una volta trovati questi cardini servono solo volontà e soldi, ed entrambi sono

possibili… Conosco Marianna da anni, ho sempre seguito il Rude forum,  quando cercavamo fondi per “Ancora Noi… Ancora Oi!”  un giorno mi chiama Marcello, il  suo ragazzo, per dirmi che era interessato a metterci dei soldi … e così e’ andata, ci siamo risentiti anche per il secondo disco de Gli Ultimi.

Sono un’ottima realtà, a volte perdono magari un po’ il contatto per il fatto di non essere più dei ragazzini, ognuno ha i suoi problemi, e di essere una community dislocata in tutta Italia e difficile da tenere unita e aggiornata .

 

Dopo il demo del 2005 e i due album: “Sabazia Street Punk” e “Ancora noi, ancora oi”, cosa ci aspetta?

Adesso ci sono un paio di progetti che si stanno concretizzando, il 3 luglio entreremo in studio con i Plakkaggio Hc per uno split inedito su 7″ e l’etichetta francese UVPN ci ha proposto di stampare un altro split con i francesi Maraboots, sempre su 7″ . Intanto stiamo provando parecchi pezzi nuovi, vogliamo concretizzare un disco prima della fine dell’anno, questa volta vorremmo, senza mancare di

rispetto  a tutte le etichette che ci hanno sempre sostenuto (di cui ci avvarremo per la distribuzione), stampare per una sola, grossa etichetta  indipendente se possibile, visto che c’era stato l’interessamento di Contra Punk (tedesca) e di altre label … l’intenzione e’ di far uscire un LP con cd incluso, vedremo.

 

La situazione a Roma è sempre in fermento? Vecchie e giovani band si alternano in un ambiente politico sempre molto caldo …

La situazione qui e’ sempre tesa, preferisco non entrare in dettagli, perchè come puoi immaginare noi, essendo di provincia e avendo amici  dappertutto, siamo sempre tra 2 fuochi, ed entrare in guerre che non ci appartengono non ci va. Se vogliamo parlare solo di band, abbiamo visto con orgoglio la rinascita dei Colonna Infame, i Pinta Facile dopo uno stop di qualche mese sembrano essere tornati in forma, i Payback macinano come prima e così i Plakkaggio HC, i Fourth Sin hanno prodotto un disco ottimo e qualche buon live set,  i Gas Attack sono un po’ in crisi, i S.molest vedo che stanno suonando in giro e anche all’estero… musicalmente sembra che tutto vada a gonfie vele  ma chi vive o gira nella capitale sa che non e’ così, ma non sono argomenti che mi riguardano.

 

Pochi mesi fa l’Italia è tornata in guerra, questa volta nella vicina e fino ad ieri amica Libia. Curiosamente il 2011 era il 100anniversario della guerra che facemmo in Libia.

Abilissima manovra devo dire, il nostro establishment ha sempre trattato Gheddafi come un re, baciandogli le mani quando veniva in Italia con la sua tendopoli e le sue guardie armate, ovviamente non si poteva chiedere al nostro premier di tirarsi indietro quando c’era da leccare la mano del vero padrone .

Ci siamo tirati dentro l’attacco alla Libia in uno dei momenti più neri della nostra storia, probabilmente per aggiudicarci la nostra parte di bottino o  la stima degli stati membri, oltre che per accaparrarsi il controllo su pozzi di petrolio e gasdotti, ma ufficialmente abbiamo concesso le nostre basi aeree per affiancare la coalizione contro il dittatore libico, senza calcolare che nella peggiori delle ipotesi siamo la nazione più geograficamente vicina ad un possibile attacco o rappresaglia .

 

Il mondo del calcio è nuovamente in crisi. Dopo calciopoli ora si parla delle scommesse. Cosa ci spinge a seguire il calcio nonostante tutto quello che sentiamo in tv e vediamo fin da piccoli?

Fondamentalmente fa parte della nostra cultura, credo che seguiremmo il calcio comunque. Il fatto e’ che chi e’ ultras o un vero tifoso, sa come andare allo stadio e mostrarsi più pulito di quello che lo circonda.

Andare allo stadio e vedere che mentre la telecamera volante attraversa il campo, mentre gli interessi montano dietro il calcio, mentre la  pay tv la fa da padrone, gli ultras sono ancora lì con striscioni, cori e tamburi, non crea dubbi su quale sia la parte pulita del pallone. Anche se devo dire che nelle curve, soprattutto quelle dei grandi club, la tendenza al marketing da parte di certi personaggi non e’ così diversa

da quella della dirigenza.

 

Affrontiamo il lato privato: quali sono i vostri interessi oltre la musica?

Patato: personalmente non credo di avere particolari interessi oltre la musica, suono con gli Automatica, con Gli Ultimi, gestisco insieme ad altri la Label/distro Laida Provincia Crew, ho un lavoro precario ma non mi interessa quindi non e’ un interesse, quando ho tempo libero scrivo canzoni, per le mie band, per gli altri, per me stesso. Può sembrare strano, ma questo e’ quello che faccio, sono uno di quelli che non ha costruito un cazzo! (vedi domanda su Radici).

Gli altri sono momentaneamente irreperibili, ma vi posso dire che Puccio (voce) e’ sposato e ha avuto da poco una bambina, David (Basso) ha anche lui un figlio di 7 anni, e Massimetto (chitarra) e’ ancora un pischello, va all’università e fa ancora come cazzo “ie pare”.

 

Chiudete l’intervista come meglio preferite

Ringraziamo Perno per la lunga chiacchierata…

Un abbraccio ancora a chi ci segue, a chi compra i nostri dischi, viene ai nostri concerti e crede in noi.

Qualcuno mi ha detto che senza la nostra musica la sua vita non sarebbe la stessa, rispondo che senza di voi non avremmo mai avuto la possibilità  di dare ampie boccate d’ossigeno ad una vita tendenzialmente grigia.  Grazie, a presto!  Automatica Aggregazione

 


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