BAD RELIGION

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Trovarsi faccia a faccia con Jay Bentley (basso) e quindi con tutti i vent’anni di storia dei Bad Religion è qualcosa, almeno per me che li seguo da sempre, di eccezionale. Troppe le domande da fare e sempre e comunque poco il tempo a disposizione. Cosa sono poi 7-8 domande con chi potrebbe riempire un libro?Immagine logicamente parziale di ciò che sono i Bad Religion, ma immagine sincera, per un gruppo che ha fatto della sincerità e dell’onestà intellettuale qualcosa di più che uno slogan… a loro la parola:


Beh, innanzitutto ci vuoispiegare il significato del titolodell’album ("the process ofbelief")?


Ilsignificato del titolo èletterale; vorremmo cercare dicapire il processo per cui lepersone "credono" inqualcosa, capire perché ad uncerto punto smettono di farsidelle domande e accettano le coseper ciò che sono. Questo è unodegli argomenti di cui i BadReligion parlano fin dagli inizi;è una brutta tendenza, in americain questo momento i media ed ilsistema educativo non voglionooccuparsi dei problemi che pureesistono, fanno semplicementefinta che questi non esistano, epoi quando succedono fatti comel’11 settembre nessuno riesce acapire e a credere che cose delgenere siano possibili; siamoabituati a non vedere ciò cheaccade al di fuori dal nostropaese, a crederci i più forti e anon metterci mai in discussione;quando questo viene meno nonsappiamo che fare e pensiamo al"diavolo"; il messaggioche viene fuori da questo disco èproprio un invito a porsi delledomande.
Una delle cose di cui discutiamospesso è di cercare di capirequale potrebbe essere ladefinizione di"potere"… ne parliamoda sempre.

 

Come sono cambiate le tue ideenel corso degli anni?


Da bambino non ero abituato apormi delle domande; pensavo chead esempio gli indiani fosseroquelli che c’erano nei filmhollywoodiani, quelli che bevevanoe dicevano "ao", edinvece non era così. Quando poicon il passare del tempo sonodiventato un punk rockers l’unicapersona che mi piaceva einteressava era Greg, gli altrinon mi interessano, tutto ciò chenon era punk non mi interessava.Andando avanti, e con la band, cisiamo sforzati per suonare in giroe per fare i nostri dischi,autoproducendoli, e sappiamo chenon puoi aspettare che qualcuno tiaiuti, tutti possiam fare quelloche vogliamo con l’impegno e lavolontà. E’ in pratica la teoriadel "Do It Yourself".

Che senso ha quindi essere punkoggi per te, a vent’anni dagliinizi?


Beh, io penso che essere punk siacome in macchina: non tutti iguidatori sono dei piloti ma tuttii piloti son guidatori… la miaidea prima era che il punk era chisuonava la chitarra e urlava in unmicrofono fanculo alla polizia…adesso credo che essere punk siaporsi in maniera non passiva allecose, alle notizie che tiarrivano; farsi delle domande.
Essere punk significa anche esseretutti sullo stesso piano; ora iosto parlando con te ma le mie ideenon sono meglio delle tue, io sonosolo un musicista e tu ungiornalista, nessuno dei due èmeglio dell’altro.

 

Pensiche una "fottuta canzonepunk" possa cambiare questostato di cose?


Non saprei… noi abbiamo semprecercato di dare dei messaggi con inostri dischi, ma difficilmenteabbiamo fornito delle risposte,anzi la maggior parte delle volteabbiamo fornito solo delledomande! Non è nemmeno il nostroobiettivo dare delle risposte,quello che vogliamo fare èspingere la gente a porsi deiquesiti e tramite questi mettersiin discussione. E’ qualcosa chenon è soltanto relativo a ³TheProcess Of Belief² naturalmente,ma che riguarda da vicino tutta lastoria dei Bad Religion e tutta lanostra storia come persone. E¹,se così posso dire, la nostramissione come gruppo!
Quello che noi possiamo fare èsemplicemente mettere le nostreemozioni nella musica, in fondonoi siamo solo degli "enterntainer".

 


Cosa pensi del fatto che moltagente "creda" in voi? 

Giàprima che il disco uscisse, soloper il fatto che brett eraritornato la gente ha pensato chene sarebbe venuto fuori un grandisco…
Beh, anche noi eravamo ottimistisul risultato di questo disco!(ride, ndr)
Io amo il mio lavoro, perché mipermette di girare per il mondo edi suonare, conoscere tanta gentee fare esperienze altrimentiimpossibili, ma quando vedo deikids che urlano e ci trattano comedei superuomini penso sempre"hey, calma, siamo deimusicisti, non mica camminiamosull’acqua non trasformiamol’acqua in vino".
Credo che il significato di unbrano come "NoDirection" sia proprioquesto… la gente ci chiede"che possiamo fare?" enoi non abbiamo risposte, ognunodeve usare la propria testa, e poi"bands are just bands",niente di più.



Conosci il segreto del successodella bands?


Beh, se lo sapessi credo che ciscriverei un libro e ci fareiparecchi soldi! (ride, ndr)
E pensi che il segreto del vostrosuccesso sia dovuto alle parole,alla musica o a cosa?
Beh, Greg dice che il segreto delsuccesso di un brano sono leparole, ma io non sonocompletamente d’accordo perchécredo che se bei testi siaccompagnano ad una pessima musicala gente non è attrattadall’ascoltarli e quindi l’insiemenon funziona. Una buona musicasenza bei testi non può duraremolto, ma nemmeno il contrarioperché la musica è un po’ comeun "veicolo" che portaavanti qualcosa, e per portarequeste idee bene deve essere unveicolo dannatamente buono.

 


La Epitaph è nata perpubblicare i vostri dischi… mavoi ad un certo punto ve ne sieteandati…


No no, ad un certo punto laEpitaph non aveva più soldi(risata generale, ndr) perchéstava rischiando la bancarotta…è vero, l’etichetta è nata per inostri dischi, ma Brett, cheall’epoca lavorava in uno studio,aveva a che fare con molti gruppi,e alcuni di questi eranoassolutamente bravi, solo che nonriuscivano a trovare un’etichettache li aiutasse, per cui Brett hadeciso di dargli una mano… ed èiniziato tutto da li.

 


Voi però dopo un periodo majorsiete ritornati "acasa", perché?


Beh, credo che all’epoca delnostro abbandono la Epitaph fosseuna piccola label che però stavacrescendo molto in fretta, e cosìanche noi, ma Brett non potevareggere il peso di questi dueimpegni così pressanti, e così,credo per il bene di tutti e due,ci siamo separati. Con la SonyBrett è rimasto solo un album,poi ci ha lasciati per fare dell’Epitaphl’etichetta che è, un risultatostupefacente! Adesso che Brett èritornato e che il contratto Sonyera scaduto siamo ritornati inEpitaph… e credo sia stata unadelle decisioni migliori cheabbiamo mai preso!


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