BANDA BASSOTTI

BANDA BASSOTTI
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Dopo anni di inattività, la Banda Bassotti ha deciso di recuperare il tempo perduto e di sfornare, a poco meno di un anno di distanza da “L’altra faccia dell’Impero”, un nuovo album questa volta fatto di cover delle principali canzoni di lotta popolare internazionale. Ne abbiamo parlato direttamente con loro e come sempre la simpatia, la coerenza e la saggezza popolare “de Roma” la hanno fatta da padrone…PAROLA ALLA BANDA BASSOTTI.
Periniziare mi sembra il caso di chiedervi di smentire, oconfermare nel caso fosse vera, la voce che vedrebbe“Asi Es Mi Vida” esser prodotto da una non benspecificata major.

David:Hai fatto bene a chiedercelo e quindi precisiamo subitoe mettiamo i puntini sulle i. Spesso succede che lenotizie diventano voci, si trasformano e cambiano,assumendo a volte tratti quasi grotteschi e paradossali,nel senso che noi siamo sempre stati indipendenti epenso pure che ci rimarremo ancora molto a lungo. Laproduzione è come sempre “Gridalo Forte Records”,etichetta nata e cresciuta con la Banda Bassotti e solo,e ci tengo a sottolineare il solo, la distribuzioneviene fatta da Estralabel che è una branca della Virgin.

Cosavi ha spinto a cambiare distribuzione?

David:La realtà indipendente italiana e molto varia eframmentata ed è difficile raggiungere ogni angolodello stivale. La gente spesso veniva ai nostri concertima non aveva avuto la possibilità di sentire il nostroalbum prima e sai quanto sia importante e bello aiconcerti la partecipazione corale ed emotiva delpubblico. Con questo cambio di distribuzione non abbiamovoluto far altro che ovviare a questo annoso problema erassicuro i nostri fan che la Banda Bassotti continueràa essere quello che voi vedete, ne più ne meno e avràsempre il potere decisionale su se stessa.

Vorreichiudere questa parentesi per passare a parlare di coseche a me e ai lettori di Punkadeka.it interessano di più,la musica. “Asi Es Mi Vida” è il titolo del vostronuovo album che è un album di cover di canzoni popolaridi lotta internazionale interpretate dalla BandaBassotti e diciamo dai “suoi amici”. Quale è statoil criterio di scelta della canzoni?

Sigaro:Ti rispondo direttamente: abbiamo scelto quelle belle.Belle nel senso di parole, belle nel senso di ritmo,belle nel senso di quello che rappresentano, belle perchèfanno parte di tutti coloro che riescono a guardare coni propri occhi che qualcosa non và.

David:All’interno del cd abbiamo voluto cercato di dare unabreve spiegazione delle scelte delle canzoni ma nonpenso ci siamo propriamente riusciti perchèpersonalmente non penso che siamo stati noi a sceglierele canzoni ma sono state le canzoni ad aver scelto noi!!Per il 70% sono canzoni che noi sentiamo da sempre come“Cuba si Yanqui no”, “Guantanamera” tanto percitarne alcune. Poi c’è stata anche un’opera diricerca per la canzone in Yiddish o per quella popolareirlandese.

Solitamenteè difficile fare delle belle cover perchè o si scadenel già detto oppure in un totale stravolgimento dellacanzone che perde così ogni contatto con l’originale.Devo dire che voi non siete incappati in questi pericoli ma siete riusciti a re-interpretarlepersonalmente, come avete operato dal punto di vistaartistico/musicale?

Sigaro:Abbiamo fatto un lavoro su tre rami perchè sonostate arraggiate un pò da me, un pò da Sandokan e un pòda Scopa per cui è uscito fuori un lavoro moltovariegato. Ti posso dire che le canzoni arrangiate da mesono quelle musicalmente più semplici e più vicineall’originale. Alla base di tutto c’è il fatto che non volevamo perderecontatto con la versione originale e volevamo riproporlesecondo concetti di musicabilità e ballabilità.

Continuaread andare avanti in un processo artistico progressivomantenendo però forte il legame con il vostrocaratteristico sound per intenderci, o sbaglio?

Sigaro:Non è proprio cosi perchè in questo album non troverailo “stile Banda Bassotti” vero e proprio ma disicuro in queste canzoni troverai tutto il nostro cuoredi lotta.

David:Questo sarà un disco tendenzialmente a sè tra tuttiquelli che ha fatto la Banda. “L’altra facciadell’impero” e “Asi Es Mi Vida” sono due albummolto differenti, nell’ultimo album forse ha prevalsoil principio di reinterpretare le canzoni degli altrisenza rovinarle (ride). Io non lo considero unvero e proprio nuovo disco della Banda, lo considero uncapitolo a se stante. Questo album rientra nel discorso,sembra ormai cosi strano e assurdo nella nostra Italia,della memoria che molti sembrano quasi non avere.

Sigaro:Queste sono canzoni di lotta di gente che sentiamo perideali e coraggio vicine al nostro modo di vedere e pernoi è stato un onore poter riproporle e spero che iragazzi o le persone adulte che lo sentiranno capirannocosa ci ha spinto a farle.

Comedefinireste allora questo album?

Sigaro:Sinceramente io non sono bravo a fare queste cose equando ci provo ottengo sempre scarsi risultati. Vorreiscomodare allora uno dei più grandi critici musicaliche io conosca, è delle mie parti anche se forse poinon è cosi famoso in giro, “er caciotta” cheper definire l’album ha detto “Sigaro pè mequeste so tutte Bella ciao”.

Permolti ragazzi l’anno scorso è stato il primo vero eproprio incontro con la Banda Bassotti, visto che aveteavuto diversi anni di inattività; l’impatto che avete avuto su di loro è statopiù che buono, possiamo dire che è indirizzato a loroquindi?

Sigaro:In un certo senso si, oggi giorno il vuoto di memoria,senza far retorica politica, vi è sia a destra sia asinistra, oppure ci si ricorda di certe cose solo inparticolari momenti ed è una cosa un pò preoccupante.La Banda Bassotti non ha proprio un target di età sucui fà presa,  hapiù che altro un target ideologico se vogliamo dirlacosi. La Banda Bassotti fà presa su un certo tipo digente che ha certe idee, le quali certamente non abbiamomai nascosto. Prima poi vi erano due schieramenti ainostri concerti: i giovani e chiamiamoli cosi “ivecchi” ora invece il pubblico è molto eterogeneo.

Comeè stato collaborare con cosi tanti artisti e quale apporto hanno dato all’album?

David: La cosache più ci ha colpito è il fatto che loro sono deiprofessionisti, arrivano fanno il loro lavoro e tilasciano a bocca aperta, forse ecco la vera grandedifferenza tra la Banda e loro. Noi non li vediamo comeparti esterne all’album perchè tutti quelli che hannosuonato con noi sono degli amici che gentilmente appresodell’intenzioni della Banda hanno dato subito la lorodisponibilità per esserci e noi li ringraziamo e nesiamo fieri di queste attestazioni di stima e diaffetto.

Sigaro:“Quelli sò forti, nun ce stà niente da fà!!”Stavamo li a guardarli con la bocca aperta perchèdavvero loro sono fior fiori di professionisti non possodire altro. Quella dei Chumbawamba ha una vocespettacolare, quello irlandese “spacca” come pochicredimi e pure io una certa esperienza ce la ho.

Cheemozione vi dà ancora cantare una canzone come “BellaCiao” a tanti anni dalla vostra prima esibizione esoprattutto in questo periodo di grave crisi politica?

Sigaro:Che dire, è ancora una emozione grandissimasicuramente. “Bella Ciao” non è una canzone disinistra, è una canzone degli italiani, di quelliitaliani che hanno lottato per la libertà. Mi èsuccesso l’altro giorno al funerale di una nostra caracompagna di andare al cimitero con le trombe e la“banda” e quando stavamo cantando “Bella ciao”al momento di metterla sottoterra con la bandiera rossasopra, c’era gente che aspettava per un altro funeraleche si è messa a cantare con noi. Questo era solo unbanale esempio ma che ci rende l’idea.

Qualedifferenza avete trovato invece tra il pubblico spagnoloe quello italiano?

David:Tendenzialmente non è che vi sia tutta questadifferenza tra i due pubblici. La fetta di pubblicodella Banda non è la fetta di pubblico del gruppomusicale, ma francamente è la fetta di pubblico di chisi è rotto le palle di come gira il mondo. Ora magaril’aspetto musicale si fà sentire un pò di più mafondamentalmente è come ti ho detto.

Conl’uscita di “Asi es mi Vida” avete messo incantiere un mega spettacolo, una prima tranche che vivede dividere il palco con due band straniere Doberman (jp)e Capdown (Uk), la seconda invece è un megashow nellavostra città natale con numerosi amici e ospitistranieri, cosa vi aspettate da questo tour?

David:La Banda Bassotti è sempre un soggetto a rischio.Due anni fà quando abbiamo fatto il primo concerto cidicevamo : “Ma verranno almeno 500 persone?!”e poi come sappiamo ne sono venute più di 9000.L’anno scorso ce ne erano 10-11 mila, non so chedirti. Saranno due concerti differenti quelli di Roma,il sabato sarà incentrato su una vera e propriapresentazione del disco e verranno tutti gli amici chevi hanno collaborato. Il venerdi invece sarà ilconcerto della Banda Bassotti in cui metteremo anchealcuni pezzi che l’anno scorso non avevamo maiproposto. Il concerto del sabato sarà un concerto unicoperchè molti pezzi senza la presenza degli ospiti nonli possiamo logicamente proporre, non possiamo micapretendere che il povero Picchio si metta ad imparareanche l’Yiddish penso che sennò ci manderà a quelpaese (ride).

Oltrequesto vi è anche il progetto Giappone che vi ha giàvisto protagonisti. Avete chiuso il Fuji Rock Festivaldopo i Red Hot Chili Peppers!!

David:Per il Giappone incrociamo le dita, finora è sempreandato tutto molto bene ma certamente è difficile perun gruppo che non canta in inglese. Noi ci andiamo esperiamo che vada bene.


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