BIGWIG: Invitation to a Tragedy

BIGWIG: Invitation to a Tragedy
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BIGWIG: Invitation to a Tragedy

Dopo tre anni di attesa ecco che è uscito il nuovo album di una delle migliori punk band americane . I Bigwig ci avevano lasciato con “Unmerry Melodies” inciso per Fearless Records , dopo la breve parentesi con la Kung Fu Records con forse il loro miglior album “Stay Asleep”, e li ritroviamo con quest’ultimo “Invitation to tragedy”. Dopo aver fatto un innumerevole serie di concerti negli States che gli ha consacrati una delle migliori punk band live , e soprattutto dopo aver deluso il loro seppur esiguo pubblico italiano dandoci una incredibile inculata due anni fa quando non si presentarono al concerto con Vandals e Ataris rimpiazzati poi da Useless ID, l’attesa per il loro nuovo album era notevole. “Invitation to tragedy” segna un evoluzione nel loro stile poiché da un puro Punk Rock di “Stay Asleep” siamo passati prevalentemente ad un Hardcore che detto francamente alla lunga stufa pure. Sicuramente sono maturati e accanto alla goliardia sempre presente nei loro testi si sono dati anche a testi politicamente impegnati degni dei migliori Anti-Flag o Good Riddance come “Sink o Swim” oppure “Sore Loser”. I loro riff di chitarra che li contraddistinguono sono presenti anche qui ma vi è un abuso di essi e alla fine vi è troppa ripetitività negli accordi.In questo cd poi bisogna fare una netta distinzione tra le canzoni scritte nella precedente studio-session di “Unmerry Melodies” in cui si trova ancora la loro classica metodicità ad esempio in canzoni come “Sore Loser” oppure nella “dolcissima” canzone d’amore che è “Moosh”.Tirando le somme di questo lavoro posso affermare che tutto sommato è stata una delusione vista l’attesa e soprattutto conoscendo le capacità artistiche di questi quattro baldi giovani che sono riusciti a partorire canzoni stupende come “Sell-Out” , “Boardumb” oppure “My so called friend”, che ora viene usata on stage dagli Ataris.Sinceramente a chi si dovesse accostare da poco a questo gruppo non consiglierei di comprare “Invitation to tragedy” ma bensì uno dei loro precedenti cd mentre ai Bigwig’s Fan direi che nonostante non sia un capolavoro è un cd questo che vale la pena avere
Voto : 5,5 (posso fare molto meglio aspettiamoli ora live visto che verrano in Europa l’anno prossimo con il tour promosso dalla Kung fu Records)


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