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BOMBSHELL ROCKS: Love for the microphone

BOMBSHELL ROCKS: Love for the microphone
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BOMBSHELL ROCKS: Love for the microphone

Il successo ottenuto dal recente “From here hand on” sembrava aver fatto emergere definitivamente una band – i Bombshell Rocks – che dal ’95 portava avanti con orgoglio la propria musica, fatta di rock’n’roll nordico e attitudine street punk. Nonostante ciò qualcosa non sembrava filare più per il verso giusto come in passato, ed ecco che a sorpresa finito il tour promozionale, arriva il triste annuncio dell’abbandono di Mårten Cedergran, storica voce della band svedese.

Una scelta sofferta che ha messo di fronte a una dura prova i restanti musicisti, che dopo un periodo di stallo impiegato a riassestarsi hanno pensato bene di fare tutto da soli alternando le proprie voci dietro al microfono senza cercare un sostituto vero e proprio.

La prima testimonianza concreta di questa scelta (o nuova vita) è “Love for the microphone”, un titolo che la dice lunga sulla decisione di Mårten e sull’attuale status del gruppo, passato da cinque a quattro membri.
Un EP di sei canzoni che non intacca il loro personale modo di concepire musica, ma che anzi lo rafforza grazie a una rabbia che sembrava essersi persa da tempo. L’apertura è affidata a “Memories remain”, canzone acustica alquanto atipica alle orecchie di chi ama i Bombshell Rocks ma molto bella nei suoi cori immediati e carichi di melodia.

Ma da “NO:1”in poi si ritorna nei territori più consoni a questi quattro musicisti svedesi e che tutti conosciamo, con un punk rock tirato tirato che ricorda molto quello proposto dai primi Rancid, gruppo da loro amato e da sempre principale fonte stilistica.
Chi li segue dagli esordi conoscerà bene la loro abilità nello sfornare stupende canzoni fatte di cori e melodia, caratteristiche che continuano a vivere anche nel nuovo corso dei Bombshell Rocks (una su tutte “Tricked”, fatta di ruvide chitarre, liriche vecchia scuola e una simpatia contagiosa).

Ma il vero senso di questo lavoro era legato alla prova offerta al microfono dai due chitarristi,una specie di test fatto in casa per capire se andare avanti con la vecchia line up o cercare cantante vero e proprio. La risposta a questa domanda penso sia stata semplice persino a loro stessi, in quanto i Bombshell Rocks possono andare avanti tranquillamente come sono ora, paragonabili a una vecchia macchina anni ’50 capace dopo qualche ritocco di superare qualsiasi ostacolo gli si ponga davanti.

Nell’attesa di sentire un loro nuovo album non resta altro che accaparrarsi questo interessante EP, con a capo una band portabandiera di una scena, quella punk rock europea, mai come ora alla pari con quella “patinata” d’America.


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