BOUNCING SOULS

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Dopo la partecipazione al Deconstruction Tour dello scorso anno ecco tornare i grandissimi Bouncing Souls per un (purtroppo per noi italiani) UK tour.
Mentre scrivo questo live report ho ancora i brividi per la splendida serata all’insegna del vero Punk Rock, quello fatto di passione e divertimento che ho avuto la fortuna di vivere e che rimarrà nel mio cuore a lungo. Forse addirittura il più bel concerto della mia vita…
LIVE REPORT – BOUNCING SOULS + THE DRAFT (ex Hot Water Music) + TAT

LONDON, MEAN FIDDLER 10/02/07

Arrivo puntuale alle 18:00 quando aprono le porte al Mean Fiddler e dopo una fila di circa mezzora riesco finalmente ad entrare nel locale. Il Mean Fiddler è sold-out e l’attesa tra le gente per queste band è palpabile. Pensavo vi fosse solo una open band e invece vi sono anche i TAT, oggetto del mistero per il sottoscritto.

Alle 18:45 salgono sul palco appunto i TAT (www.tatness.com /www.myspace.com/tat) e da subito il pubblico, senza bisogno di alcuna richiesta da parte della band si avvicina al palco. Al pubblico inglese non interessa se sei famoso o meno, se sei su di un palco ti rispetta e ti ascolta con attenzione e se riesci a conquistarlo non si fa alcun problema a partecipare allo show  attivamente (quando mai questo sarebbe possibile in Italia!). Non conoscendoli ascolto molto attentamente la band, un power-trio con “frontwoman” alla voce. Due canzoni e posso dire che la cantante è la migliore singer che abbia mai visto su di un palco. Riesce a conquistare l’arena dopo poche canzoni, con una voce potente e graffiante e una attitudine e grinta sul palco che non ho mai visto ad una ragazza cosi giovane. Se dovessimo fare un paragone posso dire tranquillamente che Brody Dalle dei Distillers non sarebbe degna nemmeno di accordarle la chitarra, per intenderci. La band è compatta e solida e il loro Punk’n roll / Pop Punk conquista tutto il Mean Fiddler che partecipa con cori e circe pit. Performance straordinaria da parte di tutta la band e specialmente della cantante. Dopo il concerto i ragazzi vanno al banchetto per parlare con i ragazzi e parlando con la cantante scopro che hanno partecipato allo scorso Vans Warped Tour. Voto: 10 (Semplicemente grandiosi! Mai visto nulla di simile da una giovane band).

Il giorno prima del concerto mi informo su chi fossero questi “The Draft” e con mia somma sorpresa scopro che sono la nuova band formata da tre membri degli Hot Water Music.

Sono sempre stato un grandissimo fan degli Hot Water Music, soprattutto dopo la loro immensa performance che ho avuto il piacere di vedere nel 2002 a Roma davanti a sole 20 persone per il tour dello splendido “Caution” in cui loro diedero vita ad un live-show fenomenale nonostante l’esiguo pubblico. Scoperto questo l’attesa per me si sposta dai Bouncing Souls ai The Draft. Salgono sul palco e dopo un breve inizio acustico (che mi ha lasciato per un momento spiazzato)  partono con tutta la loro carica con “New Eyes open” prima traccia di “In a million pieces” (album che consiglio vivamente). Il pubblico letteralmente esplode, sul palco loro riescono ad essere a dir poco trascinanti e coinvolgenti. Dimostrano di avere una carica incredibile e il pubblico contraccambia con cori e grande partecipazione. Non mi aspettavo una partecipazione cosi grande da parte del pubblico che conosce a memoria la maggior parte delle canzoni. Incredibile il feeling che da subito si instaura tra il pubblico e il gruppo. Show a dir poco impeccabile che mi ha fatto venire letteralmente i brividi sulla pelle. Grandissima performance che non mi ha fatto rimpiangere nemmeno per un secondo i grandi Hot Water Music. Voto: 10 – Impressionanti.

Dopo di loro è il turno degli headliner, i grandissimi Bouncing Souls. Ormai questa è la quinta volta che li vedo dal vivo ma sinceramente non mi stancherei mai di rivederli. Attaccano subito con la prima traccia tratta da “The Gold Record” loro ultimo album.

Il pubblico non ha bisogno di scaldarsi e da subito partecipa allo show. Loro sono indubbiamente una delle migliori punk live band che la scena abbia e anche in questo caso lo hanno dimostrato pienamente. La loro carriera ormai vanta circa di 10 album e immagino che fare una scaletta sia veramente arduo. Durante il live-set pescano dai primi album canzoni come “East coast fuck you”, “I like your mom”, “Argyle”,  “Born to lose” o la ormai classica “Hopeless Romantic”.

Ovviamente non potevano neanche mancare nuovi classici come “Kids and heroes”, “Gone”, “Sing along forever” o la mitica “True believers” che ha creato veramente il delirio tra il pubblico. Mi spiace solo che da “Anchors aweigh” abbiano fatto solo tre canzoni, che trovo forse il loro album più completo.

La maggior parte delle songs ovviamente proveniva da “The Gold Record” anche se stranamente non hanno fatto la splendida “Letters from Iraq” che insieme alla traccia 8 sono le mie preferite. Uno show di più di un’ora e mezza senza interruzioni in cui la band trascina tutta l’arena in uno show epocale. L’ottima acustica del Mean Fiddler (forse il posto dove ho sentito l’acustica migliore in vita mia) dà decisamente una mano alla band. Unica nota stonata secondo me del concerto è la canzone conclusiva dello show che è l’ultima traccia di “The Gold record” cantata in acustico con chitarra e voce. Mi ha lasciato con un po’ di amaro in bocca, finire un concerto punk con una canzone acustica (seppur splendida) è come lasciare qualcosa a metà. Come canzone finale avrei preferito decisamente “Gone”. Voto: 9 ½ (Bouncing Souls…cosa dire di più?!)

 

Ps. prima del concerto ho il piacere di scambiare quattro chiacchiere con il cantante (tutta la band prima del concerto è tranquillamente in mezzo al pubblico a divertirsi e a scambiare 4 chiacchiere con chiunque) che si ricorda di me e mi dice che gli dispiace non poter venire a suonare spesso in Italia.

Purtroppo in Inghilterra riescono a fare 10 date consecutive in cui fanno quasi tutti sold-out. In Italia invece quando suonano in un festival sotto il palco si trovano migliaia di persone che conoscono le loro canzoni e che partecipano ma appena fanno un tour per club (anche solo di una data) faticano ad arrivare a cento persone e non capiscano proprio il perché. Forse la colpa sarà del pubblico italiano a cui piace molto lamentarsi che ci sono pochi concerti e poi a quelli che ci sono non vi và?! …a voi l’ardua sentenza…


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