BRAD: Welcome to Discovery Park

BRAD: Welcome to Discovery Park
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BRAD: Welcome to Discovery Park

Questo terzo lavoro dei Brad (di stanza a Seattle ) viene distribuito solo ora in Europa: con un po’ di ritardo ci godiamo comunque questo Welcome to Discovery Park, vero capolavoro di atmosfere lente, dilatate e soffusamente psichedeliche!Ricordo la notevole sorpresa suscitata da quell’eclettico primo lavoro Shame (1993) che già si distaccava notevolmente dall’ortodossia del grunge-sound quando si pensava che una band con in organico Stone Gossard, chitarra dei Pearl Jam (ma anche ex- Mother Love Bone e Green River) e Shawn Smith cantante e tastierista ( Satchel e Pigeonhed) ne ricalcasse in qualche modo l’estetica musicale.Anche Welcome to Discovery Park, nonostante sia stato registrato agli studi X e Litho di Seattle tra il 2001 ed il 2002 è un ennesimo epitaffio su quel suono epocale che tanti documenti sonori memorabili ha prodotto, al massimo ne raccoglie le vestigia ormai estenuate nella tesa Drop it Down, con il wah-wah di Stone Gossard incombente e nella nervosa inneggiante Revolution . Ma sono veramente duri frammenti isolati nell’economia del disco: Shawn Smith ed il suo songwriting sono i deus ex-machina di questi Brad. Shawn veste con il suo vocalismo malinconico ed etereo ( quasi Wyatt (iano) come in Arrakis) ed un pianismo introverso delle ballate indolenti che ti si insinuano sotto pelle già a primo ascolto…a quelli successivi è già resa incondizionata!Brothers and Sisters, Never Let Each Other Down, If You Could Make It Good, Shinin’, Sheepish, sono autentici gioielli d’ispirazione pensosa e country con le calde tastiere di Smith e Mike Berg ad implementarla, nei quali Smith e Gossard mostrano anche chiari riferimenti a menestrelli americani come Tom Petty e Neil Young.Diverso il discorso per le epiche dilatate All is One, Arrakis ( etereo capolavoro, senza mezzi termini!), It Aint’t Easy, Yes, you are ( con un solo memorabile dell’ospite Thaddeus Turner), Make Me Crazy dove Brad si ritagliano un concetto di profonda psichedelia dai chiari riferimenti (a volte) sixties-S.Pepper con synthesizers ed organi ad avvolgerci languidamente . Infine le gioiose corali Couch T-bone e La,la,la dove addirittura il sapore è di pop sopraffino.Un’ipotesi compositivo- timbrica affascinante, questo disco, che spero i Brad approfondiscano!Welcome to Discovery Park ! : non vi pentirete della puntatina…anzi sarete seriamente tentati di allungare il week-end !


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