BRING ME THE HORIZON: Suicide season

BRING ME THE HORIZON: Suicide season
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BRING ME THE HORIZON: Suicide season

Potete odiarli, definirli mediocri e inutili, ma mettetevi il cuore in pace, alla fine a spuntarla sono sempre loro, i Bring Me The Horizon. Il perché è presto detto e basta dare un’occhiata alla loro discografia: al suo interno un EP metalcore (uscito nel periodo di massimo splendore del genere), il debutto “Count your blessings” nel bel mezzo dell’ascesa del deathcore e oggi “Suicide season”, il primo “vero” album della band di Sheffield.  
Un disco che appena lo si mette nel lettore lascia basiti, suoni pompatissimi (aver lavorato con un produttore come fredrik Nordstrom ha giovato non poco) e canzoni che si stampano in testa al primo ascolto.  
 
Un disco dal forte impatto, dove una volta tanto a colpire non è il fascino del tatuatissimo cantante Oliver Sykes ma il contenuto, vario, provocante e dannatamente efficace come mai prima d’ora. I testi spiazzano e al tempo stesso incuriosiscono, visto che qui non si parla solo del rapporto del frontman con l’universo femminile ma di ciò che lui e la band hanno vissuto negli ultimi tempi, usando termini forti e cori che centrano da subito l’obiettivo.  
Se i testi si fanno apprezzare di sicuro colpirà molto anche lo stile canoro intrapreso da Oli, che abbandonato quasi del tutto lo screamo dei tempi d’oro lascia a urla e rabbia il compito di fare il bello e il cattivo tempo di un lavoro davvero al di sopra delle righe. Musicalmente la band è migliorata parecchio, si passa da schegge inclini al thrash a sonorità che tanto ricordano il death melodico di cui la scuola scandinava  va fiera. 
 
Tecnica ed esecuzione vanno a braccetto, ricordando a sprazzi Gallows, At The Gates e Bury Your Dead per fare qualche nome. A questo aggiungeteci una buona dose di elettronica e il gioco è fatto, “Suicide season” è uno dei migliori lavori alternative del 2008. Per farvi un opinione vostra ascoltatevi “Chelsea smile”, “Death breath” o “The sadness will never end” e poi fateci sapere.  
In fondo le recensioni entusiastiche e le copertine di molti magazine internazionali non avevano poi torto questa volta… Promossi a pieni voti! 
Voto: 9/10 
 
 
 Tracklist: 
01. The comedown02. Chelsea smile03. It was written in blood04. Death breath05. Football season is over06. Sleep with one eye open07. Diamonds aren’t forever08. The sadness will never end09. No need for introductions, I’ve read about girls like you on the backs of toilet doors10. Suicide season


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