C.S.C.H.: …se fossi una ragazza

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C.S.C.H.: …se fossi una ragazza

Ventisei minuti di delirio… ovvero l’esordio dei C.S.C.H. Abbastanza giovani da essere irriverenti ed incoscienti senza calcolo, “…se fossi una ragazza” è certamente un’opera prima molto interessante. Rispetto alla prima volta che mi capitò di sentirli in una compilation (era “XXX”) i suoni si sono fatti più ruvidi, e la sporcizia esaltata dalla registrazione in quel di Modena da al tutto un approccio sonoro per certi versi inedito in Italia. I C.S.C.H. si dedicano ad un robusto punk con pesanti influenze rock, un po’ come se Lemmy dei Motorhead avesse vent’anni in meno e fosse originario del nord italia, e hanno dalla loro dei testi decisamente adatti alle atmosfere che evocano. Un immaginario mondo di donne e calcio tratteggiato però con tanta ironia e che ha il suo apice nel brano che da il titolo del disco, vero concentrato di sogni e nefandezze che non può non piacere. Da segnalare poi anche “il C.A.T.” e “L’Uomo Radioattivo”, altri espliciti esempi delle qualità compositive dei C.S.C.H. e, ma per motivi non propriamente musicali -capirete ascoltando…-, anche “L’Importante è divertirsi” e “Un Minuto di Raccoglimento”. Non c’è che dire, per chi vuole ogni tanto staccare la spina e concedersi una mezz’ora di cattivo gusto con melodie ridotte ai minimi termini e una vocalità che definire grezza è un eufemismo credo non possa prescindere dai C.S.C.H., capaci di dimostrare che anche in Italia riescono a nascere bands che, una volta tanto, non ripetono all’infinito gli stessi abusati stilemi. Divertente, molto.


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