CATCH 22: Permanent Revolution

CATCH 22: Permanent Revolution
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CATCH 22: Permanent Revolution

Dopo il pluri-incensato American Idiot sembra che scrivere concept albums sia un buon modo per far capire ai fans che una band è cresciuta e maturata…e dopo i Green Day, i nostrani PAY (col loro ottimo Federico tre) e il nuovo The Black parade dei My chemical romance, ecco giungere al traguardo del concept album anche la band ska-punk più famosa del New Jersey: i Catch22.

Un’idea coraggiosa questa, prima di tutto perchè per scrivere un concept album bisogna necessariamente passare attraverso canzoni che ricreano atmosfere diverse, e lo ska-punk per sua stessa natura non è un genere che può permettere granchè in questo senso; idea coraggiosa anche per la storia narrata nel concept: la storia di Leon Trotsky e del movimento Bolscevico dagli inizi alla metà del secolo scorso…il risultato, fortunatamente non è niente male.

Come dicevo prima lo ska-punk è una musica più di impatto, quindi riesce difficile creare atmosfere epiche, o tragiche a seconda dell’andamento della storia come dovrebbe succedere in un concept album, e questo è un po’ un limite di questo cd, però i Catch22 riescono a infilare 9 canzoni (+prologo e epilogo) veramente degne di nota muovendosi su coordinate leggermente diverse da quelle su cui si sono mossi nel passato: se prima lo skacore della band era esageratamente veloce, con dei fiati indemoniati, ora le ritmiche sono sicuramente più tranquille, si passa dal reggae al rocksteady allo ska più puro al punkrock, un punkrock sicuramente più commestibile di quello assolutamente folle che facevano in passato.

Le canzoni quindi sono tutte legate tra loro, e ognuna narra avvenimenti avvenuti realmente nella storia, inoltre sulla tracklist del cd, di fianco alle canzoni è indicata la data a cui fa riferimento il testo della canzone, il che rende ancora più interessante l’operazione. Purtroppo, e questo è per me abbastanza grave, mancano i testi, quindi l’operazione di raccontare una storia riesce solo a metà, e la storia viene raccontata solo a chi riesce a capire l’inglese ascoltando i testi.
Peccato, perchè i testi in questo cd devono essere molto importanti…il mio consiglio è di recuperarseli da Internet, procurarsi il cd, e farsi la lezione di storia meno noiosa che vi possa capitare.

Tracklist:
1. Prologue2. The Spark3. Party Song4. The Decembrists? Song5. A Minor Point6. On The Black Sea7. Bad Party8. Alma Ata9. The Purge10. Opportunity11. Epilogue


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