CATTIVE ABITUDINI: Il Meglio Del Peggio

CATTIVE ABITUDINI: Il Meglio Del Peggio
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CATTIVE ABITUDINI: Il Meglio Del Peggio

Doppia Recensione

 Ecco giungere al secondo disco le Cattive Abitudini che dopo la prima uscita su Le Parc si accasano alla neonata Indiebox. Molti di voi sapranno bene che questa band nasce delle ceneri degli “storici” “Peter Punk”, una brutta e (purtroppo) incancellabile pagina del Punk Rock italiano. Come potrete ben capire, un’onta sul loro “curriculum mortae” difficile da cancellare o dimenticare. Se Roberto Baggio è riuscito a esser perdonato dal maschio italico dopo la sciagura dagli 11 metri di Passadena e Lapo Elkann dalla folle notte a base di vaselina ed eroina anche loro avevano diritto ad una chance per redimersi dal loro passato e per farsi perdonare. Con “Il meglio del peggio” posso dire davvero che ci sono riusciti.

 Dopo un primo album ove hanno presentato la loro nuova identità, con “Il meglio del peggio” fanno le cose dannatamente sul serio riscattando un passato che ormai sembra lontano anni luce. La prima volta che ho sentito questo disco ho da subito avuto l’impressione di trovarmi di fronte ad un “concept album”. Ebbene si, avete letto bene un “concept album” vero e proprio.

 Le “Cattive Abitudini” con la loro verve scanzonata e ironica, che i nostri amici americani definirebbero da “real motherfuckers”, raccontano la vita vista dagli occhi di un ragazzo che ha una grande passione in fondo al cuore che si chiama Punk Rock, in una società che considera il diverso un nemico e che vive costantemente in bilico tra apparenza e falsità, tra sorrisi e lame affilate pronte ad affondare il colpo.  

Purtroppo non nascondo la mia vena integralista in termini di musica e fortunatamente nemmeno le “Cattive Abitudini”. Molte band dietro sorrisi di circostanza cercano di fingere una certa compiacenza  verso quella che effettivamente è solo una moda che cerca di distruggere quanto di buono, vero e sincero è stato fatto negli ultimi venti anni in termini di Punk Rock. Non le mandano certo a dire ed ergendosi a supereroi sparano invettive pungenti sotto forma di riff di chitarra e rullate di batteria al fulmicotone verso chi vuole impossessarsi della nostra passione e della nostra storia.  

La nostra musica è nata per opporsi all’omologazione e al conformismo della nostra società e vedere ai nostri concerti dei beoti col “ciuffo spettinato” (“Appartamentus”) che sembra che siano stati investiti dalla costellazione di Perseo è veramente triste e deprimente.  
L’unico appunto che mi sento di fare al disco è di carattere prettamente estetico e riguarda l’artwork che non riesce ad essere all’altezza del livello musicale espresso. Fortunatamente l’unica cosa che conta, la musica, è davvero di ottima qualità. 

Un album potente e sincero che senza tanti fronzoli e orpelli vuole ricordare a tutti che il punk è una musica che nasce dal cuore, dal sentimento e dalla passione e che è grazie a queste cose che riesce a regalare vere emozioni. 
Frase del giorno: “…mamma ho il ciuffo spettinato…per fortuna sono pelato…” Appartamentus, Le Cattive Abitudini 

a cura di Riccardo Signorini

Secondo album per le Cattive Abitudini, molto al di sopra, diciamolo subito, del precedente “Tutto Fa Parte Di Noi”. Così dicendo forse darò un dispiacere al gruppo nato dalle ceneri dei Peter Punk, che nella lunghissima traccia nascosta di ringraziamenti e svagellamenti vari invita i recensori a parlare male del disco, perché le cattive recensioni avevano portato bene al primo CD (ed ad un personale grosso scazzo col loro manager….).  
 
Ma tant’è, questo è un disco più vero e passionale del precedente, che si affranca e di molto dall’archetipo Peter Punk che troppo pesava sull’esordio (e bene hanno fatto Ettore e c. a togliere quell’orribile “ex Peter Punk” dalla copertina…).  
 
I Trevigiani iniziano subito alla grande con “E Rabbi Sia”, e poi proseguono alla grande con il loro Punk Rock di stile Italico, che deve molto più a Pornoriviste e, soprattutto, Derozer, che non ai Peter Punk. Molto belle anche la Title Track,  “Doppia R”, un po’ fuori dagli schemi con una voce urlata che si fa’ apprezzare alla grande, la tiratissima “Attenti Al Ladro”,  “Punti Persi”, e “Giudizio Universale”, contro i punk firmati…. 
 
Al contrario, mi piacciono meno “Catene”, in cui cadono nella tentazione di rivisitare il mondo Peter Punk, e soprattutto la conclusiva “Infinito”, un lagnoso brano melodico-armonico che ci potevano risparmiare. 
Dodici brani in tutto, più tre tracce video qualitativamente scadenti, e due super bonus in cui i nostri si divertono a giocare con NOFX e Banda Bassotti con eccellenti risultati. 
  Voto 8 + (Un riscatto su cui non avrei mai scommesso un cent! Continuate cosi ragazzi!)


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