CONCRETE BLOCK: Il Crepuscolo degli Dei

CONCRETE BLOCK: Il Crepuscolo degli Dei
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Allo United Club di Torino, tempio del rock e del punk, della motor city italiana,abbiamo incontrato Saverio Sgaramella per far due chiacchere con lui sull’ultimo disco dei Concrete Block.

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Davide: Ciao Saverio, il nuovo disco dei Concrete Block, che ho potuto ascoltare e apprezzare, lo trovo in linea con le vostre fatiche precedenti ma allo stesso tempo credo siate andati oltre: non un semplice album hard core ma un lavoro che originale, in cui si possono sentire influenze metal e doom. Raccontaci di come ha visto la luce “Twilight of the Gods”.

Saverio:  Cercavamo proprio questo e volevamo un disco attuale. Al momento l’HC classico non ha più nulla da dire… se ascolti la roba che esce sembra la stessa che si sentiva 15 anni fa. Mi sono rotto le palle con tutti questi luoghi comuni citati nei testi all’infinito… la scena, la strada e altre cazzate…

 

D: Forse è anche per questo che il titolo del nuovo è il “Crepuscolo degli Dei”?

S: In realtà è una concetto che va oltre.. è quello che dici però c’è anche un lavoro di introspezione. Non volevamo assolutamente parlare di quei luoghi comuni che ti dicevo prima… volevamo parlare dell’Uomo, di tutti i suoi difetti. E siccome parliamo del lato oscuro della personalità degli uomini, volevamo che la musica rispecchiasse i contenuti dei testi.

 

D: Andare oltre agli stereotipi: “la scena è tutta unita” ecc…

S.: La scena è una cazzata lo sappiamo benissimo, la realtà è che per procurarti una cazzo di data per suonare devi far finta di essere amico di persone che ammazzeresti. C’è un sacco di finta amicizia.

 

D:. La formazione rispetto al disco precedente quasi tutta cambiata…

S.: La line up è cambiata ed è stata rodata negli ultimi 5 anni. È da settembre 2012 che abbiamo una formazione stabile e quindi abbiamo deciso di scrivere il disco. Sono tutte persone che appartenevano al giro dello United, o che hanno suonato in altre band di nostri amici, o erano fans, come Beppe il chitarrista o come anche il bassista.

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D: Sicuramente chi ha avuto la possibilità di sentirvi dal vivo in queste prime date del tour di “Twilight of the Gods” ha potuto apprezzare un sound fresco che va al di là degli schemi di molte band italiane.

S: Quello che vedo in molte band italiane è che vogliono scimmiottare questo newyorkesismo – che ci è stato appioppato nel tempo anche a noi – ma io obbiettivamente che a New York ci sono stato e di ragazzi di NY ne conosco diversi di persona, credo che umanamente abbiamo poco a che spartire perché siamo persone totalmente diverse. Se vogliamo parlare di strada sicuramente ho tanto da insegnare a tutti sti qui che parlano tanto ma non hanno vissuto mai un cazzo. Siete dei bravi musicisti, parlate di quello che siete, parlate di voi, non menatevela da delinquenti, non siete un cazzo di niente, se vi fate un mese di galera piangete come le puttane.

 

D: Come sei approdato con questo nuovo album alla F.O.A.D. Records?

S: Loro li conosco da tempo ed erano gli unici che potevano darmi un minimo di garanzia e visibilità. Un gruppo come il nostro, italiano, in questa situazione non avrebbe mai potuto proporsi ad un’etichetta estera e avere lo stesso riscontro. L’unica alternativa sarebbe stata autoprodursi tutto ma non siamo ricchi e senza un appoggio esterno non avremmo mai potuto fare questo lavoro. La F.O.A.D. è un’etichetta in linea con i nostri lavori. Oltre un anno fa Luca uno dei leader dell’etichetta ci vide dal vivo con questa formazione e ne iniziammo a parlare… è venuto tutto in modo naturale e spontaneo… siamo persone con gli stessi gusti musicali, ci conosciamo da anni. Giulio [“The Bastard”, ndr], l’altro socio, che è molto scettico su tutto, quando ha sentito la preproduzione è rimasto basito e si è convinto del lavoro.

 

D: Dove avete registrato il disco?

S: Il disco è stato registrato da One Black Sock, uno studio di Torino… sono molto bravi e lavorano molto bene. Mi sono in interessato a loro dal momento che il sound engineer aveva fatto la stessa scuola di Daniele Giordana che aveva fatto il nostro primo disco. Mi sono fidato del metodo di registrazione e del background di questo fonico. Mi sono informato su diversi studi ma loro erano gli unici con un tipo di backline adatto alla produzione. Carlo, l’ingegnere del suono, ha lavorato con noi, insieme a lui abbiamo fatto le voci, arrangiato le chitarre, la registrazione è durata un mese. Una volta noi avevamo un’attitudine molto punk, entravamo in studio con i pezzi tutti pronti, registravamo e uscivamo. Questa invece è stata la prima volta che abbiamo  finito di scrivere i pezzi in fase di registrazione come fanno tutti i gruppi veri.

 

D: Da dove è nata la scelta della copertina?

S: Io sono un appassionato di immagini esoteriche, immagini legate all’immaginario massonico… ero su internet che cazzeggiavo e ad un certo punto mi è uscito questo dipinto di Carlos Schwabe e dal momento che lo trovavo in sintonia con il concept e dal momento che non dovevevo pagarlo – le opere d’arte dopo un tot di arte diventano patrimonio dell’umanità – mi son detto: “Questo qui è un disegno della madonna e posso usarlo”. Il titolo dell’opera è “Il Fauno”.

 

D: Il fauno che danza ricorda il terrore panico…

S: A me piace molto il tramonto sullo sfondo e lui che si accascia suonando… per me è il simbolo di un cambio di direzione, gli antichi Dei che spariscono per dare spazio all’uomo.

 

D: Cosa pensi degli “antichi Dei”, dei gruppi “storici” dell’HC? Hanno ancora qualcosa da dire?

S: Il problema dei gruppi storici è che loro potrebbero fare quello che cazzo vogliono, ma non lo fanno. A un certo punto se sei un gruppo professionista ti trovi la formazione in grado di scrivere un disco, un po’ come ho fatto io con questo disco, e vai avanti per prove ed errori cercando qualcosa di nuovo. Mi meraviglio che questi qua continuino a vendere la stessa cazzata: “my family for my friends” e.. ci avete rotto il cazzo… scrivere un disco deve essere una continua evoluzione. Diventare la cover band di te stesso lo trovo ridicolo.

 

D: Ultimamente hai ascoltato qualche disco che ti ha colpito particolarmente?

S: Dal mondo dell’HC l’ultima cosa decente che credo sia uscita negli ultimi anni è il disco dei Kingdom Of Sorrow, se li vogliamo definire HC. Quello che mi ha rotto il cazzo son tutti sti ragazzini con le divise da pallacanestro, con ste scarpe da 500€, con delle backline della madonna ma che comunque non dicono un cazzo. Son tutti uguali, hanno tutti la stessa mimica, tutti che dicono la stessa cosa, l’uno la copia dell’altro… mischiano quei 2-3 gruppi assieme: basi dei Madball, riff di un altro gruppo, shakerano tutto assieme e via.. ma non viene fori un cazzo. Riuscite ad andare in giro perché siete pieni di soldi e perché potete permettervelo. Tutto questo distrugge il talento. Se non sei veramente forte di carattere e determinato ti riempi di frustrazione perché pensi: “Ma come cazzo è che questi qua vanno in tour e io non riesco mai a partire, ad andare da nessuna parte, nonostante di attitudine sono diecimila volte meglio di loro…” questi qua sono un fake, pieni di tatuaggi…  tatuati in faccia… ma ti rendi conto che se qui in Italia ti tatui in faccia sei fottuto… io ho degli amici tatuati in faccia e sono borderline.. da un giorno all’altro rischiano di finire a fare i barboni, non salgano di certo su un palco con un backline da 10.000€…

I gruppi tedeschi son tutti uguali, quelli olandesi pure… Perché mi devo comprare sta merda e non posso andare da loro a spaccargli il culo? Perché tecnicamente gli spacco il culo a questi qua… non c’è storia… e se io non riesco a vendermi da loro è perché questi si cagano addosso… non è un discorso da arrogante il mio, ma sono i fatti come stanno. Vogliamo parlare di tablature dei pezzi, di come si scrive la musica? Per questi è tutto solo immagine e fumo…

Voglio vedere sti gruppi  quando vanno in tour quanti cazzo di dischi e quante cazzo di magliette vendono… il merchandise che riesci a vendere a fine concerto è il termometro di piacimento della band… i ragazzi che vedono 10 gruppi tutti uguali voglio vedere cosa comprano… tutte ste super grafiche che pagano 100€ l’una per ogni maglietta che fanno… voglio vedere quante ne vedono e c’hanno 100 tipi di magliette diverse. Ci sono che cose che mi fanno incazzare perché so quanta fatica mi costa. Io in tour a gratis non ci vado: se suono da te tu mi devi pagare per quello che valgo… così son bravi tutti… all’italiana.. non c’è meritocrazia.. va avanti il figlio del ricco e chi  deve lavorare o il disoccupato se la prende nel culo…

 

D: Progetti futuri?

S: Spero di poter suonare più possibile senza andare a distruggere la mia vita privata, spero che questo progetto diventi semiprofessionale, poter andare a suonare  3-4 mesi in giro all’anno … se il gruppo cresce ci leviamo dai coglioni perché l’Italia è un posto invivibile… qualsiasi persona con un minimo di senno alla prima possibilità se ne andrebbe da sto cazzo di paese.


Commenti (2)

  1. poi ricettacolo di frustrati e nazi…che bella fine, United Club.

    • Rakcunt ha detto:

      Woptime ora Concrete Block nulla da dire musicalmente parlano spaccavano e spaccano ancora e brutalmente anche . Il resto è il personaggio che se creato il cantante che lascia desiderare pare il padrino suvvia .Che poi lo united è un circolo arci in quel del piemonte conta praticamente un cazzo . Se bazzicano i nazi e frustrati non lo so .Non vivo piu’ in Italia da 3 anni . Musicalmente pero’ ne sanno parecchio ultimo disco è devastante sonoramente parlando .

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