DEBORD: Hohle

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DEBORD: Hohle

Un disco assolutamente devastante questo Hohle dei milanesi Debord, musicisti votati ad un espressionismo sonoro davvero estremo… che travalicano il limite assolutamente insufficiente del brano tout-court per DEBORDdare in un territorio, quello delle quotidiane disperazione/nevrosi esistenziali in cui qualsiasi ascoltatore può identificarsi! Noise-core, recitano le loro press-notes…citando come pietre di paragone bands quali Neurosis, Melvins, Unsane ma la tensione emotiva autenticamente vissuta vomitata ed a volte quasi implodente in questi brani, generata dal parossistico lead-vocal (autore anche delle liriche) Gianluigi Viscusie dalle due chitarre Alberto De Angeli e Matteo Meneghelli é talmente urgente da paralizzare sensi e mente.La ‘caverna’, faticosamente progettata, composta e realizzata dai Debord tra il 2001 ed il 2002 come loro stessi scrivono… non poteva rispondere a criteri ortodossi ed abituali di registrazione dovendo vivere ogni brano di una vita/situazione propria, e così troviamo registrazioni professionali accanto a prese dirette con un ‘panoramico in saletta’ (Non ci sono piu’) ed un brano live, Rimorsi (si farnetica di sangue e di omicidio) che é quanto di più angosciante si possa immaginare, inscenando un accanimento vocale debosciato (un G.Viscusi decisamente ‘out of control’…molto vicino al primissimoCave) ed un turpe anarchico scollamento/furore strumentale decisamente imparentati con gli acts più feroci dei Birthday Party più feroci!L’inserimento di tastiere/synths/samples ad opera di Omar Boasso é incredibilmente funzionale alla morbosità delle atmosfere dei Debord ( Rimorsi, Legàmi): si ascolti l’enigmatica Io vi amo (la discesa) a riguardo, un’oasi di ambient malsano prima degli psicodrammi/estremismi di Detlef, Un Ordine e dell’altro live recording, il teatrale-elettronico/tesissimo Non ci sono più..degno dei più inquietanti Throbbing Gristle: come l’ormai dimenticata band sperimentale inglese ma in un contesto noise i Debord mettono in scena con Hohle una sorta di ‘Teatro della Crudeltà’ del quotidiano attraverso episodi shokkanti, Chi sei?, 8.6, Pamplona, Legàmi che ti si conficcano nella carne e nei sensi.Un disco.. Hohle, una band… Debord, una produzione della benemerita e coraggiosa Fridge Records decisamente consigliati a chi ama le emozioni forti.Un calcio nello stomaco del panorama del rock (punk?) estremo italiano.


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