DIVISION OF LAURA LEE: Blackcity

DIVISION OF LAURA LEE: Blackcity
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DIVISION OF LAURA LEE: Blackcity

Il paragone con gli International Noise Conspiracy viene automatico ascoltando “Blackcity”, seconda opera degli scandinavi Division of Laura Lee, e prima ad essere pubblicata dalla Burning Heart. Innanzitutto condividono la stessa label, e poi la loro musica ha parecchie cose in comune con quella dei più famosi “sovvertitori musicali”, le affinità però si fermano qui, e le dodici traccie che compongono questo lavoro ci presentano una band giovane ma già capace di esprimersi ad ottimi livelli. L’idea di base del gruppo è quella di un post-punk che punta meno sulla violenza ed incisività e più sul lato malinconico, oppure, come loro stessi amano definirsi, “i Fugazi che incontrano Jesus & The Mary Chain e i My Bloody Valentine” che rende ancora meglio l’idea, ascoltare “Trapped In” per capire. Del punk c’è l’energia primordiale, ma quello che più si sente è una devozione sfrontata al garage anni ’70, devozione che pur nascosta da riff e campionamenti pervade tutto il disco. Come non ritornare indietro di trenat’anni ascoltando l’iniziale “Need to Get Some”, oppure la title-track? Personalmente li preferisco quando si cimentano con ritmi più tirati come nella fugaziana “We’ve Been Planning This For Years”, riuscito mix di hardcore e vintage sound con una voce che ricorda molto da vicino proprio quella di Ian McKaye, ma anche gli episodi più dilatati hanno un forte fascino.Rischiano grosso i Division of Laura Lee, con un disco certo non facile ma che potrà affascinare i più attenti alle novità ed alle sonorità oblique, un disco che dimostra molto più mestiere di altre bands con lunghe discografie alle spalle.


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