Festardor (13/14 ottobre 2017 – Betera/ESP)

Day 1:
Venerdì, 13 ottobre parto con tranquillità verso le 6 di mattina da casa per raggiungere l’Aeroporto Bologna. Volo di due orette per raggiungere Valencia e dopo un giretto in centro mi sposto a Betera, un paese a circa 15 minuti di macchina dalla città. Sistemo le cose in camera e mi accompagnano al festival. Le ormai solite pratiche per entrate, bracialetti giusti e si parte – con un pò di fatica visto che ancora una volta il terreno ad un festival è fondamentalmente di sabbia e per uno in sedia a rotelle non è il massimo. Ma sono piccoli dettagli che non diminuiscono la voglia di festival dopo qualche settimana fermo.

Vedo due band della Comunità Valenciana, più precisamente Pupil-les, una band di sole donne, e Vadebo. C’è già un discreto pubblico e anche il fatto che i concerti proseguino senza sosta grazie al fatto che ci siano due palchi uno attaccato all’altro è una cosa che dalle nostre parti si può soltanto sognare…purtroppo. Dopo tocca ai Sons of Aguirre, famosa band di rap politico. La partecipazione ai concerti aumenta di gruppo in gruppo. Poi salgono sul palco i Gritando en Silencio, gruppo rock di Siviglia (Andalusia). Fin qui tutti concerti davvero notevoli.

Dopo mi divido tra il concerto dei Riot Propaganda, band di rap politico formata da membri di Habeas Corpus e Los Chikos Del Maiz – e il backstage, visto che stanno arrivando i Boikot. Quel backstage come sempre diventa subito “casa mia”. Quattro chiacchiere a 360 gradi, mangiare un boccone e pronti per il loro concerto.

Pronti, via. “Jarama” apre le danze e il pubblico comincia subito a saltare e cantare. Prosegue con tutti i classici come “De Espaldas Al Mundo”, “Ska-lashnikov” e via dicendo. C’è il giusto spazio anche per una famosa canzone popolare valenciana suonata da Xabi con la fisarmonica. Chiusura di concerto con la famosissima “Zu Atrapatu Arte” dei Kortatu prima dell’ultimo pezzo “Grito En Alto”. Super concerto, il solito, di Juankar e compagnia su un palco sempre bellissimo. Tra proiettore, spettacolo di fuoco e soprattutto sei grandissimi musicisti non manca proprio nulla.

Chiusura di serata nel backstage dove oltre a qualche amico che non vedo da un pezzo, c’è anche tempo per conoscere di persona qualcuno dei KOP, altra formazione famosissima in terra iberica. Day 1 si chiude qui.

Day 2:
Mi alzo con molta calma verso mezzogiorno e mi preparo per scendere in paese e andare a pranzo. Proprio il fatto che raramente si resta soli e quasi sempre si può stare in compagnia di “gente nostra”, è un motivo perchè adoro particolarmente questi festival. Dopo un gran pranzo scopro che dal centro del paese un bus navetta GRATUIO porta la gente al festival. Questa sì che è organizzazione direi. Arrivo, faccio un giro nella zona campeggio con alcuni cari Amici e poi entriamo.

Salgono sul palco i Gatillazo del mitico Evaristo. Musicalmente sono sempre una vera certezza ed è sempre bello ascoltare i loro vari classici e vedere questa leggenda sul palco.

Dopo spazio agli El Ultimo Ke Zierre. La storica punk band della provincia di Castellon da queste parti gioca praticamente sempre in casa. Il loro Punk è quello di sempre: diretto, senza troppi sperimenti e una garanzia live. Tra poco uscirà anche il loro nuovo album e già non vedo l’ora di ascoltarlo.

Avanti con i Los De Marras. Col loro rock i valenciani sono per me ormai una delle band che vedo davvero sempre volentieri nei vari festival. Fanno i vari classici come “A Tu Vera”, “Revolviendo”, ecc. e anche qualche pezzo del disco nuovo come la bellissima “Poeta”.

Il mio Festardor 2017 musicalmente parlando si chiude con uno dei migliori gruppi live per me: i Non Servium. La formazione di Mostoles col suo front-man Karlitos come sempre spinge sull’acceleratore che è un piacere. I loro live sono sempre caratterizzati da un’estrema intensità, anche “violenza” e una carica pazzesca. Loro proprio non deludono mai. P.S. Speriamo di rivederli presto anche in Italia!

Viaggio di ritorno tranquillo e arrivo a casa stanco, ma molto felice.

Ma non potrei chiudere il live report senza un enorme ringraziamento a tutta la gente che mi ha fatto sentire a casa questi due giorni – con la musica, con la compagnia (c’è anche chi è venuta anche appositamente nel paese per non lasciarmi da solo nemmeno a pranzo), le chiacchiere, le risate insieme. Perchè le band sono il contorno, ma chi fa diventare veramente speciale un festival, un concerto, sono le persone. GRACIAS!!!