GOOD RIDDANCE

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Intervista realizzata con Russ (voce della bands) al Rainbow Club di Milano il 05 Ottobre 2001 appena prima dell’esibizione della famosa Hardcore band: i GOOD RIDDANCE
State per finire il tour europeo ..hai qualche aneddoto particolare da raccontare, magari qualcosa che è accaduto durante il tour?

Con la data di questa sera terminiamo il tour che ci ha portato in giro per l’Europa, ma torneremo presto…non preoccupatevi!

Comunque è andato tutto bene: c’è stata sempre molta gente, quindi non posso assolutamente lamentarmi! Abbiamo suonato in molti posti, tutti molto grandi, e ho conosciuto moltissimi ragazzi. Tutti conoscevano perfettamente i testi delle nostre canzoni… E’ stato bellissimo, una vera soddisfazione!!!

Purtroppo non ho nessun aneddoto da raccontarvi, non è successo nulla di pazzesco da raccontare, per fortuna è filato tutto liscio!

 

Descrivici brevemente come i Good Riddance si sono formati, come avete iniziato…

Siamo nati e cresciuti in California, vicino a San Francisco. Nel 1980 facevo parte di una piccola band e con loro suonavo durante feste e con gli amici, ma non era nulla di serio, solo cover. Dopo poco decisi di fare musica in modo vero, con maggiore serietà: non volevo più suonare solo cover : volevo scrivere pezzi miei e vedere se potevano piacere anche ad altri. Nel 1990 i Good Riddance si formano e nel 1992 abbiamo iniziato a muovere i primi passi nella scena musicale californiana. Siamo stati contattati da alcune piccole case discografiche  e abbiamo iniziato a suonare in giro per farci un po’ di promozione. Nel 1994, con l’arrivo del nuovo batterista, siamo diventati una vera band: i nostri impegni si sono moltiplicati e abbiamo iniziato a fare tour negli States. Questa è la nostra prima volta in Europa e in Italia! Ecco questo è tutto!!

 

Com’è iniziata la vostra collaborazione con la Fatwrek?

Per caso. Con un demo. Lavorare con loro è bellissimo: scegliamo cosa scrivere, cosa fare e quando farlo! Non ci viene imposto nulla… anche quando quello che facciamo non incontra totalmente le aspettative dell’etichetta. Una loro posizione negativa non implica un atteggiamento negativo verso il lavoro svolto…anzi se ne parla e si aspetta la risposta del pubblico. Come vedi siamo veramente supportati in ogni situazione e questo è molto importante!

 

Nel novembre del ’99 nei Good Riddance c’è stato un cambiamaneto di line up, il posto di Sean Sellers alla batteria è stato preso da Dave Raun ( già batterista di Lagwagon e Me First And The Gimme Gimmes n.d.r ) Cosa puoi raccontarci di Dave, siete soddisfatti di lui?

E’ un musicista molto preparato, quando lo abbiamo contattato conoscevamo già quello che sapeva fare e cosa poteva offrirci. Suona pulito e veloce…l’unica cosa è che abita dall’altra parte degli States, a Philadelphia, e questo crea un po’ di caos. Figurati che per registrare l’album si è dovuto trasferire in California per un po’ di mesi…è strato tutto molto divertente, è un grande!

 

Cosa ti attrae maggiormente delle musica e in particolar modo della musica hardcore/punk?

Per me il punk è stato la cosa giusta al momento giusto. Ero in piena adolescenza, avevo bisogno di trovare qualcosa che mi coinvolgesse veramente. Mi sentivo diverso dagli altri ragazzi della mia età: non volevo andare al college e non volevo diventare “qualcuno” nelle società. Il punk mi ha aiutato a tirare fuori tutte le emozioni più forti che da tempo tenevo chiuse dentro me…era l’unica via e per anni ha continuato ad essere parte della mia vita. Ancora oggi ascolto punk e riesco a liberarmi dallo stress, dalle inquietudini solo suonando qualche canzone, basta poco, una strofa.


I Good Riddance sono sempre stati considerati come una band politicamente impegnata e questo vostro atteggiamento traspare anche dai vostri testi. Cosa ne pensate di chi, invece, scrive testi molto più “leggeri”?

Non penso che sia una cosa sbagliata, dopo tutto sai che noia sarebbe se tutti parlassimo di politica, razzismo, e di tutti i casini che esistono nella società di oggi!!! Ognuno deve poter scegliere il tema da trattare e il modo in cui riproporlo. E’ positivo che ci sia chi decide di trattare qualcosa che esula dalla negatività presente nel mondo di oggi…ci sono grandi bands del passato che non parlavano che apprezzo moltissimo. Non bisogna prendersi troppo sul serio nella vita!

 

Secondo te ha più importanza la registrazione dell’album o una performance live dei brani?

Bella domanda!… Rispondo entrambe, anche se dipende dagli obiettivi che vuoi prefiggerti: sicuramente attraverso le performance live hai la possibilità di farti conoscere: se un ragazzo rimane colpito dalla tua esibizione cercherà informazioni sul gruppo. E’ una porta che si apre in un mondo sconosciuto.

Ma c’è chi ti conosce da molto  e che dà maggiore attenzione alla qualità di registrazione dell’album, ai testi alla melodia… Bisogna cercare una via di mezzo.

..ti diverti a registrare o lo trovi impegnativo?

Mi diverto sempre. Qualche anno fa non amavo molto riascoltare la mia voce e ogni volta pensavo: ”Dio, che schifo! Sono un pessimo cantante!”. Registrare era per me un incubo …non mi piacevo per niente e ascoltare le mia voce era una tortura. Ogni volta mi ripetevo: ”Questa è l’ultima volta..” e invece mi ritrovavo ancora lì…

Adesso sto cercando di migliorare, e penso che questo cd ne sia una dimostrazione, comunque mi scuso se le prestazioni sono un po’ deludenti…farò del mio meglio, non disperate!


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