GROEZROCK 2013 – A tale from the pit

GROEZROCK 2013 – A tale from the pit
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Anche quest’anno ritorna uno dei festival più importanti della scena europea: il GROEZROCK. Arrivato alla sua 22esima edizione, l’evento  targato punk rock e hardcore  ha avuto luogo ancora una volta nel piccolo paese di Meerhout in Belgio, con una line-up per tutti i gusti che vanta nomi del calibro di: Bad Religion, Rise Against, Pennywise, Bring me the Horizon, Black Flag e molti altri.

Con l’entusiasmo di chi è appena tornato dal suo primo Festival voglio raccontare la mia esperienza al GROEZROCK 2013, uno dei festival Punk e Hardcore più importanti della scena europea.

Armata della mia fedelissima macchina fotografica da combattimento (Canon 400D) e di un paio di obiettivi partiamo alla volta di Meerhout (Belgio).
E’ venerdì pomeriggio ed il tempo non è dei migliori, quanto basta per montare la tenda ed è subito sera.

Bisogna dirlo: il festival incomincia già dal venerdì nell’area camping. Tra l’entusiasmo, l’alcol e il dj set il clima di festa si fa sentire. Alle 22 inizia il “Groezrock Acoustic Punk Meeting”, che oltre a lasciare il “Palco” (in questo caso un paio di casse di birra) aperto a chiunque voglia esibirsi, ha ospitato Russ Rankin (Good Riddance/Only Crime) ed il grandissimo Joey Cape, che nell’euforia generale hanno suonato un paio di pezzi.

#DAY ONE
 
Nonostante la sveglia all’alba a causa della tenda semi allagata, siamo carichissimi e pronti ad iniziare la giornata.
I primi ad esibirsi sono i Buried in Verona, band metalcore dall’Australia. La risposta del pubblico è positiva e l’Etnies Stage è già abbastanza pieno. A seguire sullo stesso palco gli Attila, una band attesa da molti e che non delude le aspettative: 30 minuti di deathcore di una sorprendente precisione che fa esplodere le prime file.
Appena terminato ci precipitiamo al Monster Stage per vedere gli ultimi 10 minuti dei Far From Finished.
Attila - Groezrock 2013 Passare dal metalcore dei Chelsea Grin a ballare lo ska punk degli Streetlight Manifesto rende perfettamente l’idea dell’anima di questo festival, che riesce nel suo intento di far convivere pacificamente diversi generi. Un’esibizione travolgente la loro, che fa’ ballare tutto il Monster Stage.
Con grandissimo dispiacere dobbiamo rinunciare all’esibizione di Joey Cape per non perdere nemmeno un minuto di uno dei gruppi che più aspettavo: i Wilhelm Scream, dei veri e propri veterani del Groezrock che quest’anno si sono esibiti sul palco principale davanti ad un gran numero di fan. Mi fiondo nelle prime file e riesco per miracolo a salvare la mia macchina fotografica mentre mi godo il concerto (40 minuti spettacolari).
Con a stento il tempo per mangiare e per vedere qualche canzone degli AC4, è il momento deiPulley, band indipendente attesissima  che mette tutti d’accordo con l’inconfondibile voce di Scott Radinsky e con il loro stile che spazia dal punk rock al melodic hardcore punk.
La giornata passa così, saltando letteralmente da un palco all’altro in modo da vedere più gruppi possibili.
Ascoltiamo un paio di pezzi dei The Kids e dei The Story So Far in modo da arrivare in tempo e scatenarci per il gran finale degli Aquabats!, tra materassini, salvagenti e palloni gonfiabili.
Prima di tornare al palco principale per il Live di Frank Turner and the sleeping souls, una garanzia del folk punk, incuriositi da questa band decidiamo di vedere i Trapped Under Ice. Che dire, una rivelazione: i loro suoni e la loro potenza in stile Hardcore Punk NewYorkese ci lasciano piacevolmente colpiti. Uno dei live migliori di questo festival.
E’ la volta degli Hatebreed. Chiunque conosca questo gruppo sa’ di cosa sto parlando quando dico: un live devastante. Loro stessi  hanno detto: “Ci hanno definiti troppo hardcore per piacere al metal e troppo metal per piacere all’hardcore.. il bello di questo festival è che vengono presentate tutte le sfaccettature della musica metal”

…Su “Everyone Bleeds Now” il pubblico sembra impazzire.

Alle 21 il Monster Stage è pieno fino all’orlo per i Pennywise, che ritornano con lo storico cantante Jim Lindberg. Un gruppo che non ha bisogno di presentazioni, che  in un’ora ha snocciolato i propri cavalli di battaglia come “Society”, “Bro Him” and “Fuck Authority” ma che ha anche sorpreso tutti con una cover dei Black Flag “Gimmie Gimmie Gimmie”.

Scappiamo letteralmente all’Etnies Stage per due live esplosivi: i Kid Dynamite e iComeback Kid, che riscaldano la folla a colpi di hardcore punk.

Una volta lasciata la mia macchina fotografica al sicuro, ritorniamo al main stage in vista degli headliner di oggi: i Rise Against. La perfezione, l’energia ed il coinvolgimento delle loro esibizioni sono ben note: nelle prime file non c’è spazio per muoversi e la gente, com’è giusto che sia,è più scatenata che mai. La scaletta è incredibile (http://www.setlist.fm/setlist/rise-against/2013/de-vlessenhoeve-meerhout-belgium-43d823fb.html)e il frontman Tim  McIlrath, con l’umiltà che contraddistingue questa band, esorta tutti a sostenere gli artisti dell’Acoustic Stage ed invita sul palco Dave Hause e Geoff Rickly. Pelle d’oca.

#DAY TWO

Il secondo giorno decidiamo di prendercela con calma e in tutta tranquillità ci avviamo verso l’area festival. Decidiamo di iniziare con qualcosa di soft, e assistiamo allo splendido live acustico degli Arizona e dei Grey Like Masquerade.

Dopo qualche pezzo dei Masked Intruder  decidiamo di approfittarne per pranzare, in vista di un concerto che non vogliamo assolutamente perderci: quello degli Stick To Your Guns, band hardcore punk della scena Straight Edge, come molte altre quest’anno. L’esibizione è impeccabile e l’energia sprigionata sul palco viene trasmessa al pubblico: la risposta è fortissima.

Pure Love - Groezrock 2013Raggiungiamo di corsa il Monster Stage per la fine dell’esibizione dei The Flatliners, ambasciatori del punk rock: il tempo di goderci gli ultimi pezzi e siamo di nuovo in marcia verso l’Etnies Stage per i Pure Love, la nuova band dell’ex cantante dei Gallows Frank Carter e dell’ex chitarrista dei The Hope Conspiracy Jim Carroll. Inaspettatamente l’esibizione di questa rock band si rivela una delle migliori dell’intero festival. Nonostante il cambio di stile l’anima rimane quella di uno show Hardcore e il coinvolgimento del pubblico è totale: crowd surfing continui da parte dei due, un circle pit che arriva fino a fuori dal tendone e per finire tutti sul palco durante l’ultimo pezzo. A quanto pare non si rinnega la propria natura!

Un panino al volo ed è la volta degli Strung Out, storica band melodic hardcore punk arrivati ormai al loro ventesimo anniversario. Il pomeriggio prosegue freneticamente, tra il travolgente hardcore della band californiana First Blood (tra le esibizioni migliori), e il punk rock dei Polar Bear Club.


Torniamo al palco principale, coincidenza vuole, per sentire uno dei pezzi forti dei The Starting Line: “The Best of Me”, prima di spostarci per trovare dei buoni posti per gliStrife.

Alle 20 l’Impericon Stage è preso d’assalto per una delle band più inaspettate di questa edizione: i Bring Me The Horizon, gruppo metalcore inglese che con il loro ultimo album “Sempiternal” hanno ridefinito la propria identità abbandonando  l’impronta deathcore dei precedenti lavori. Una formula che funziona a giudicare dal pubblico: ho assistito ai cori più intonati, precisi e suadenti di tutto il festival. Tant’è che dopo un paio di canzoni dei Billy Talent ho preferito tornare a gustarmi il loro live, giusto in tempo per “Sleepwalking” e “Anti-vist”. I miei complimenti a questa band!

Il Groezrock di domenica è letteralmente pieno di gente ed è facile intuirne il motivo. Una piccola pausa prima di ricominciare le corse!!

A questo punto la situazione si complica: la sovrapposizione di orari ti costringe a scegliere tra due band storiche, i Black Flag nella loro prima formazione, ed i Bad Religion.
 Con nostro immenso dispiacere, dopo circa 6-7 pezzi dei Black Flag abbiamo raggiunto in tutta fretta il Monster Stage, non molto pieno a causa della concorrenza. Basta far passare i primi pezzi “The Past is dead”, “We’re Only gonna die” e “New Dark ages” per dovermi ricredere: il main stage è pienissimo e su “True North” la gente si scatena. La situazione nelle prime file è travolgente, tra ballo, moshpit e cori il divertimento è assoluto. Questa band è e sarà sempre una garanzia, e la scaletta non delude (http://www.setlist.fm/setlist/bad-religion/2013/de-vlessenhoeve-meerhout-belgium-2bd81c0e.html). Anche la risposta all’ultimo album è positiva, tant’è che su “Robin Hood in Reverse” il pubblico è in delirio.

Purtroppo non ho nessuna foto degli headliners perché ho preferito gustarmi il concerto dalle prime file!!

Rimane fisicamente impossibile ad un festival riuscire a vedere tutti i gruppi che vorresti, è una selezione difficile ma necessaria.

Alla fine di tutto ciò il  mio unico pensiero è: Non vedo l’ora della prossima edizione!

http://bit.ly/Yodk3y


Commenti (2)

  1. Davide Tamburlini ha detto:

    Certo mettere i (Black) FLAG in contemporanea con i Bad Religion è da geni … neanche in Italia penso che saremmo riusciti a fare una cosa simile.

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