GROEZROCK FESTIVAL, Giorno 1, 1/5/2015, Meerhout (Belgio)

Eccomi qua.
Ancora una volta eccomi a raccontare del Groezrock. Senza stare a descrivere nei minimi dettagli cosa sia (ormai lo conoscete tutti e molti di voi ci saranno stati almeno una volta), mi limito a dire che è il miglior festival a cui abbia mai partecipato.
Non sto parlando di nomi (si casca sempre bene a livello di band), sto parlando di ambiente e atmosfera. Il senso di amicizia e di festa che si respira nell’area si mischia con la puzza di fango, erba e birra e ti convince a non volertene andare mai, lasciandoti un grosso senso di nostalgia appena l’ultimo gruppo dell’ultimo giorno stacca i suoi amplificatori. Questo è quello che provo ogni volta che esco dall’aerea festival della piccola cittadina belga di Meerhoout.

Ma andiamo per ordine.
Anche quest’anno non saremo soli, gli amici romagnoli si uniranno a noi per due giorni fantastici, tre se contiamo il pre-Groezrock…
E pensare che poteva saltarci tutto, o quantomeno complicarci di molto la vita, se non fosse stato per Marco che, con la sua gentilezza, ha ovviato ad una nostra comune disorganizzazione per la prenotazione della macchina a noleggio…. Grazie ancora Mark!
Botte di culo a parte, artiamo proprio dal pre-fest.
Il pre-fest si svolge nel paese di Ham (a pochi chilometri da Meerhout): nel “teatro” che lo scorso anno mi ha regalato un incredibile concerto dei Menzingers, quest’anno si esibiranno i padroni di casa We’re Wolves, i francesi Forus, i Timeshares, i miei amati Off With Their Heads e, udite udite, i Refused! Si proprio così, l’ hardcore band svedese in un locale da poco più di 300 persone (questa cosa l’abbiamo scoperta in macchina poco dopo la partenza in direzione Ham e la notizia ci ha decisamente turbato per la possibilità di un tutto esaurito che fortunatamente non è stato riscontrato).
A causa di interminabili file sull’autostrada che mi hanno fatto sembrare l’Italia non così lontana, ci perdiamo le prime due band e arriviamo giusto in tempo per i Timeshares. La band di New York, apprezzata scoperta dell’ultimo periodo, suona un punk-rock di stampo moderno non molto tirato, ma molto melodico. Purtroppo non li ho approfonditi prima della partenza, ma questo live set di una mezz’oretta scarsa mi ha ulteriormente convinto a dar loro più di una chance.
Ecco finalmente arrivato il turno degli Off With Their Heads. Sottolineo che la band guidata da Ryan Young è una di quelle che mi ha convinto a riprendere l’aereo in direzione Bruxelles Charleroi, ma il fatto che li avessero piazzati sull’immenso main stage un po mi aveva fatto dispiacere perchè il quartetto di Minneapolis è un gruppo da contatto diretto e continuo con il pubblico. Una volta annunciati al pre-fest ero contento come un 15enne a una convention porno e questa mia contentezza sarà amplificata dal bellissimo concerto regalatoci: carichi come molle, gli OWTH attaccano con Start Walking, Your Child Is Dead, Nightlife Theme Song, per poi concludere con Drive Clear The Air. Nel mezzo quasi tutto “Home”, mancano all’appello solo Shirts (PERCHE’??) e Take Me Out, mentre i pezzi più datati scarseggiano (ci rifaremo in parte 2 giorni dopo). Concerto da incorniciare per un sacco di cose, una su tutte l’empatia creatasi tra la band e il pubblico.
E’ giunto il momento dei Refused. Non ho mai apprezzato la band svedese, ci ho provato, ma non sono mai riuscito ad ascoltare 2 pezzi consecutivi. Il locale va piano piano riempiendosi e il pubblico presente va in visibilio quando i 5 di Umea salgono sul palco: stage diving e crowd surfing si sprecheranno durante tutta l’esibizione, della quale ricordo solo The Shape Of Punk To Come, Rather Be Dead, Refused Are Fucking Dead e l’immancabile New Noise (forse l’unico pezzo che tollero).
Una volta terminati i Refused, ci dirigiamo verso l’albergo perché l’indomani comincerà il Groezrock vero e propio.

Groezrock 2015, giorno 1

Il mio Groezrock comincia alle 14.00 quando i Masked Intruder salgono sul main stage (perché privarci dello spettacolo propostoci due anni fa sul palco piccolo e senza transenne?). La punk-rock band del Wyoming mi regala un concerto incredibile. La grandezza del main stage viene annullata dalla continua interazione di Jackson (a.k.a. lo sbirro che accompagna da sempre i 4 mascherati) e di Green con il pubblico assiepato alle transenne. A livello di scaletta, nulla da segnalare rispetto a 6 giorni prima: Stick ‘Em Up, I Don’t Wanna Be Alone Tonight, 25 To Life, The Most Beautiful Girl, Heart Shaped Guitar (la cui parte femminile viene cantata ottimamente dalla frontgirl dei Not On Tour), Saturday Night Alone (unica novità, assieme a Locked Up And Lonely, rispetto al concerto dell’Honky Tonky) e tutte le altre si susseguono senza un attimo di tregua.
Ogni volta che vedo i Masked mi si stampa un sorriso ebete sulla faccia, non c’è niente da fare.
Prima degli Against Me!, altra band che aspetto moltissimo, è il momento dei Dwarves che si presentano sul palco con un Nick Olivieri (Queens Of The Stone Age e Mondo Generator) completamente nudo (!!!). La band di Chicago non mi ha mai esaltato, e questo live conferma la mia non esaltazione: ricordo solamente Free Cocaine, Sluts Of The U.S.A.I Will Deny. A discapito del mio personale amore mai sbocciato per il gruppo guidato da Blag Dahlia (probabilmente uno dei pochi amici rimasti a Ben Weasel), come antipasto agli AM! i Dwarves ci stanno alla grande.

Il frontman dei Dwarves Blag Dahlia. Photo by Amanda Milan for punkadeka.it

Di spalle, il bassista Nick Olivieri (The Dwarves, Mondo Generator, Queens Of The Stone Age). Photo by Amanda Milan for punkadeka.it

Against Me!. Adoro questa band, qualunque cosa proponga. Pezzi vecchi (I Was a Teenage Anarchist, Cliché Guevara, Pints Of Guinnes Make You Strong, Walking Is Still Hones, Trash Unreal White People For Peace) e pezzi nuovi (True Trans Soul Rebel, Unconditional Love, Fuckmylife666, Transgender Dysphoria Blues Black Me Out) sono manna per le mie orecchie. Non vedo già l’ora di rivedermeli.

A questo punto scatta l’ora della nostra classica “pausa pranzo”, prima di ripartire alla grandissima coi Lagwagon.
Alle 19.00 è previsto il meet & greet con la punk band di Santa Barbara, durante il quale ne approfitto per farmi firmare il 10″ della compilation targata Fat Wreck “Greetings From Groezrock” (di cui, intuendo dalle facce, Joey Cape & Co. ignorano l’esistenza).
Il concerto dei Lagwagon è, per il sottoscritto, una escalation di emozioni. Partendo dal presupposto che la band di Joey Cape non è mai stata tra le mie preferite, questo show (insieme a quello di Livorno di inizio aprile) le ha fatto recuperare posizioni su posizioni in una ipotetica classifica. I Lagwagon ci mettono un po a sciogliersi, ma quando lo fanno, parte lo spettacolo: Island Of Shame, Violins, Coffee And Cigarettes, Heartbreaking Music (con la immancabile dedica a Tony Sly), Alien 8, la sempre splendida Making Friend, Mr.Coffee e le conclusive May 16 Razorn Burn fanno del concerto dei Lagwagon uno di quelli che ho preferito in tutta l’edizione del Groezrock 2015. Dell’ultimo album”Hang” ricordo solo Obsolete Absolute, Made Of Broken Parts The Cog In The Machine.
Al di là della scaletta in sé, mi sento di dire solo una cosa: lunga vita ai Lagwagon!

Subito dopo il Lagwagon, è il momento di un’altra leggenda del punk-rock californiano. Salgono sul main stage i Pennywise. Jim Lindberg & Co., dopo il ritorno di tre anni fa dello storico frontman, tornano sul palco del Groezrock con una grande prestazione, in parte rovinata dai suoni tutt’altro che perfetti. Del non eccelso ultimo album “Yesterday’s” viene proposta solo Violence Is Never Ending, mentre il resto del concerto è un susseguirsi di pezzi che hanno reso i Pennywise la grande band che sono: in ordine sparso, Wouldn’t It Be Nice, Homesick, The World, Broken, Fight Till You Die, Society, Living For Today, Pennywise e la conclusiva Bro Hymn, suonate con la solita impeccabilità,  fanno godere la muraglia umana accorsa per l’occasione.
La cover di Tony Sly Devonshire And Crown, eseguita con Joey Cape, potrebbe essere la classica ciliegina sulla torta se non fosse per il fatto che questa improvvisata non abbia brillato affatto a causa di una intonazione del frontman dei Lagwagon che va e viene e di un testo imparato solo per metà…. Peccato davvero.
Altra nota di demerito le troppe cover proposte. Passi quella già citata di Tony Sly (anche se l’esecuzione non è stata il massimo, è da apprezzare l’idea), Do What You Want dei Bad Religion, per quanto meravigliosa, e Stand By Me potevano esserci tranquillamente risparmiate a scapito di uno dei 10.000 pezzi stupendi che i Pennywise hanno scritto nella loro 25ennale carriera.

Ci siamo. Con un po di rammarico per il tempo che è trascorso fin troppo velocemente, è giunto il turno degli headliner Social Distortion.
In linea generale la storica band californiana mi è sembrata più “presa bene” durante il concerto di Trezzo Sull’Adda di pochi giorni prima (e la stessa cosa può essere decisamente detta per il pubblico), ma l’amore che provo per i SxDx mi fa sorvolare sopra a queste piccolezze.
Nel venticinquesimo compleanno di “Social Distortion”, la prima parte dello show è incentrata interamente sui pezzi che hanno caratterizzato il 1990 dei Social D. (So Far Away, Ball And Chain, She’s a Knockout, A Place In My Heart, Sick Boys, Story Of My Life e via via tutte le altre). Fortunatamente Mike Ness & Co. ci risparmiano l’interminabile cover dei Rolling Stone presentata in terra lombarda e dedicano la seconda parte ad alcuni pezzi dell’ultimo album “Hard Times And Nursery Rhymes” (eccezion fatta per la sempre bellissima Cold Feelings).
Il concerto si chiude con le immancabile Ring Of Fire Don’t Drag Me Down.
Che dire… Chi come me si aspettava qualche novità a livello di scaletta, ci è rimasto male….
Ma poco importa: difficile pensare una chiusura di serata più degna di essere vissuta.

Mike Ness, Johnny Two Bags e David Hidalgo Jr. (Social Distortion). Photo by Amanda Milan for punkadeka.it

 

Dopo quattro chiacchiere col contingente italiano, ci dirigiamo alla macchina (riesco a sbagliare strada anche al ritorno) contenti e ansiosi di assistere al Day 2….

 http://www.punkadeka.it/groezrock-2015-la-gallery-completa/