HASTE: When Reason Sleep

HASTE: When Reason Sleep
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HASTE: When Reason Sleep

Se state cercando un gruppo hardcore davvero massiccio lo avete trovato! Gli Haste, con questo loro secondo disco, spaccano proprio. Già potete immaginare: distorsioni aggressive ricche di frequenze basse per pesanti ritmiche in palm-muting o per accordi in ottave aperti, batteria granitica su cassa, rullante e tanti piatti e voci molto aggressive. Va specificato a tal proposito che nella line-up di questo sestetto ci sono due cantanti, uno dalla timbrica vocale corposa per i classici gutturali e l’altro dalla voce più acuta per squillanti urlati. Oltre a tutto questo c’è spazio per ritornelli cantati con melodie davvero apprezzabili come in Confessions Of A Lesser Known Saint, Off Parting Sound ed Engine. D’altro canto Brand New Opposites e To My Last Breath danno spazio alla cattiveria pura che trova forse la sua massima espressione dopo l’intermezzo strumentale / (è proprio questo il titolo) in Vicki… Is This A Compromise? Lungo tutto il disco non mancano poi passaggi melodici con chitarre pulite, cambi di tempo e neppure passaggi dalle sonorità leggermente black (Calendar Year) o psichedeliche (Binder). Gli Haste sono insomma un buon gruppo, cattivi al punto giusto e con buoni arrangiamenti; i loro pezzi andrebbero goduti in un bel pogo! Ma se siete fedelmente legati solo al punk lasciate stare… I pezzi: Intro – Brand New Opposites – Meridian Summer – Confessions Of A Lesser Known Saint – Off Parting Sound – To My Last Breath – Engine – / – Vicki… Is This A Compromise? – Binder – Calendar Year – Matches Under Bridges.


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