HATEBREED: Satisfaction is the Death of desire

HATEBREED: Satisfaction is the Death of desire
A cura di   |     |  
 Scrivi un commento!
HATEBREED: Satisfaction is the Death of desire

In attesa del nuovo album “Perseverance” abbiamo voluto recensire il primo e ormai datato cd degli Hatebreed perché è un disco di notevole spessore. La potenza del quintetto americano è devastante, il suono decisamente ruvido e granitico, i tempi belli tosti e tenuti con autorità dalla batteria. La voce di Jamey Jasta è altrettanto possente e a tratti simile a quella di Max Cavalera. Il loro hardcore è quindi in sintonia con bands più note e diverse con le quali hanno avuto la meritata opportunità di suonare (Slayer, Sepultura, Soulfly, Slipknot, Deftones, Entombed, Biohazard, Obituary, Linkin’ Park tanto per citarne alcune). Le quattordici tracce sono un susseguirsi di palm-muting veloci, cambi di tempo e parti gutturali dalle frequenze bassissime che non danno tregua (nessun pezzo raggiunge i 3 minuti!). L’ascolto può ad alcuni risultare un po’ troppo omogeneo e l’lp eccessivamente lungo ma non si possono proprio trascurare brani come Empty Promises, Burn The Lies o Puritan. La velocità più netta si troviamo invece in Not One Truth (il cui ritornello è uno spaccasassi), in Mark My Words, in Last Breath, in Burial For The Living e in Worlds Apart. E alla fine dobbiamo proprio ammettere che sarebbe da vedere in versione live un gruppo come questo, roba da far tremare qualsiasi muro! I pezzi: Empty Promises – Burn The Lies – Before Dishonor – Puritan – Conceived Through An Act Of Violence – Afflicted Past – Prepare For War – Not One Truth – Betrayed By Life – Mark My Words – Last Breath – Burial For The Living – Worlds Apart – Driven By Suffering.


Cosa ne pensi?   ...Scrivi il tuo commento!

Per scrivere un commento puoi:
effettuare il Login o registrarti
 
o compila i seguenti campi: