HEROES DIE TOO: Women And Children First

HEROES DIE TOO: Women And Children First
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HEROES DIE TOO: Women And Children First

Arrabbiati. Lo dicono i loro testi, lo dice la loro musica.

Gli Heroes Die Too sono usciti quest’anno con un EP da 6 tracce, molto fast, molto melodic, molto hardcore. Un gruppo che da Udine è andato dritto in Slovenia per aprire un concerto agli Strung Out, ma solo dopo aver fatto un tour da 8 date in UK. Women And Children First è il loro primo lavoro, autoprodotto e digitalizzato per poter essere diffuso agli stessi livelli dei contenuti porno – ergo scaricatevelo, è gratis!

Le tracce trattano di argomenti diversi, ma c’è una tematica comune che le unisce: la volontà e il coraggio di non mollare e di andare avanti con le proprie gambe, senza mai spegnere il cervello… della serie la vita è dura, ma noi siamo più duri di lei. In Real Life ti spinge a lottare contro le difficoltà della vita, non a caso usa la metafora dell’uomo in mare che deve arrivare ad una spiaggia che sembra irraggiungibile. When 6 Was 5 è un brano contro la guerra e contro le ideologie che spingono a combatterla, con riferimenti non troppo celati all’epoca fascista. Un grido contro la sicurezza apparente del conformismo.

E poi c’è Wishlist: chi l’ha detto che nella vita arrivare al traguardo significa necessariamente sposarsi e uscire tutte le mattine in giacca e cravatta per andare in ufficio? O diventare una self-made woman, realizzata fuori ma frustrata dentro? C’è un po’ di Derozer nella terza traccia di questo EP, lo stesso orgoglio di essere rimasti se stessi nonostante il passare degli anni, avendo resistito alla tentazione di entrare in quel vortice di uniformità che ti rende socialmente accettabile ma che ti toglie la libertà.

I Just Need To Sleep trasmette una sensazione di disagio interiore che nessuno riesce a capire, dove l’unico modo per guarire è quello di staccarsi dal mondo, mentre in Ice Cold il gelo è tutto ciò che rimane quando ti accorgi che una relazione non è andata come sarebbe dovuta andare. Si finisce con Close Circuit, una critica forte ed efficace al sistema grande fratello. Giudizio complessivo? Un EP bello, carico, l’ideale per sconfiggere la spossatezza che ci affligge nei mesi estivi.


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