HIGH FIVE DRIVE: Fullblast

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HIGH FIVE DRIVE: Fullblast

La No Reason Records rinnova la sua partnership internazionale con piccole ma gagliarde etichette indipendenti europee e giapponesi dando alle stampe in Italia il nuovo lavoro degli High Five Drive. I 4 baldi giovani degli H5D provengono dal Canada, precisamente da Winnipeg, città natale di un’altra storia melodic hc band, i Propagandhi.
Come gli ultra politicizzati concittadini, propongono un potente melodic hc che sin dalla prima traccia risulta estremamente potente mantenendo però sempre una vena melodica che attenua le asperità dei riff di chitarra di stampo metal. In cabina di regia di questa piccola gemma di Hc melodic vi è John Peters, artefice, tra le tante band che ha seguito, dei successi di Comeback Kid.

Fullblast parte con “Vengeance Theme” e “Eight hour drives” che da subito portano i ritmi a livelli altissimi con una sezione ritmica che la fa da padrone. Il loro melodic hc ricorda molto da vicino quello degli A Wilhelm Scream, sia per quanto riguarda il sound che per la voce graffiante di Greg (cantante).
Il pezzo che forse mi ha più impressionato è “Our great war” dove la band dimostra tutto il suo talento riuscendo a comporre una canzone con molteplici sfaccettature che posso considerare il loro manifesto musicale ove sono presenti diversi cambi di ritmo e parti più melodiche si alternano a sfuriate hc.

In alcuni frangenti confesso che mi ricordano i Rufio sebbene a differenza di quest’ultimi non abbiano quell’accento spiccatamente pop-punk. Il disco continua potente e la band inserisce anche due splendide ballate acustiche (“Never give up” e “The memories that keep”) che non si presentano come la classica paraculata, come va tanto di moda, ma che riescono a trovare un loro senso in questo disco. Come per i Rise Against, che inseriscono sempre una ballad nei loro dischi, dimostrano una capacità compositiva che trascende il singolo genere dimostrando solidità anche in campi non proprio familiari.
L’unica pecca forse è l’eccessiva tecnica proposta dalla band, in alcuni brani in cui sembra più una sfida tra i vari componenti per dimostrare chi è il più bravo. Comunque ce ne fossero tanti altri album con queste pecche.

Come già detto nella recensione per i compagni di etichetta “This is a Standoff”, se da un lato una parte del melodic hc è venuto a morire con la defezione di importanti band dall’altra dimostra di saper vivere di vita propria anche senza grandi prove dei maestri del genere che ormai sparano le loro ultime cartucce forti di una fan base solida e che nonostante tutto si turerà le orecchie e continuerà a seguirli.
Un disco che gli amanti del genere e che, come il sottoscritto, sono nati negli anni ’90 è vivamente consigliato, nella vostra collezione tra “Trashed” e “Twisted by design” questo disco non sfigura assolutamente.

Voto: 8 + (Se “Coaster” vi ha deluso, questo disco vi ricorderà il vostro amore per l’hc melodico)
1. Vengeance Theme2. Eight Hour Drives3. Foreign Mantras Make Great Role Models4. Our Great War5. Inspiration Is Realization6. Party Of One7. Never Give Up8. Peace Lies Beyond Our Fear Of Each Other9. The Memories That Keep10. Save Yourself11. Nowhere To Hide12. Underbreath Regrets


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