IN-SANE: Trust these hands…

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IN-SANE: Trust these hands…

La Slovenia d’ora in poi verrà ricordata non solo persplendide bionde con gambe chilometriche ma grazie all’ultima band che haassoldato la No Reason Records avremo degli ottimi motivi per ricordarla ancheper dell’ottimo melodic hc. Loro si chiamano In-Sane e il loro ultimo disco“Trust these hands…are worthless” sembra uscito dalla scatola del tempodirettamente dalla metà degli anni ’90, melodic hc di quelli che non se nesentivano da tempo.

 

Non ho mai nascosto il mio schifo per la maggior parte delleproduzioni contemporanee del mainstream punk rock e quindi quando trovo nellacassetta della mia posta queste produzioni non posso che entusiasmarmi. Sicuramenteaggiungono molto poco al genere ma riescono a fare una cosa che a cui in pochiriescono, emozionare.

 

Senza troppi fronzoli ma con chitarre sempre tirate e unabatteria che batte il tempo costantemente il trio sloveno spara le sue 12tracce tra potenza e melodia con la voce di Dario e Mateja che si alternano.  Loro si definiscono “heart-core”, io sonotradizionalista e li preferisco definire semplice ma dannatamente ottimomelodic hc.

 

Sin da primo ascolto la mente non può che andare aicompianti Satanic Surfers che hanno deliziato le orecchie dei punk rocker difine anni 90. Dopo l’intro strumentale di “At The Break Of A New Dawn” attaccapotente “Bleed (the story of a kid)” che mette da subito le cose in chiaro peril resto del disco. Le 12 tracce proseguono potenti e tirate e l’album nonsoffre mai di cali di tensione per tutti i 40 minuti. Menzione particolare per“Mrtev Policaj” in cui la band si cimenta in una potente punk rock song nellapropria madre lingua.

 

Gli Insane dimostrano un’innata abilità nel saper rifarsi adun genere dato ormai per spacciato dimostrandone la sua vitalità a prescinderedalle mode estemporanee che mietono proseliti ma che dopo poco vengonodimenticate.

 

Un disco potente che ci presenta una band di cui sentiremoparlare ancora a lungo perché dove c’è passione e sincerità il germe del punknon muore ma continuerà a sputare la sua rabbia.

 

Voto: 8 ½ (Ennesimo grandisco per la No Reason Records!)

 

Tracklist:

01. At TheBreak Of A New Dawn
02. Bleed (The Story Of A Kid)
03. From Inside Out
04. Fail Stereo Fail
05. Blackout
06. Upon The City Lights
07. Autocratic, Autoerotic
08. Mrtev Policaj/Dead Cop
09. Red Carpet Pretenders
10. Choices Made
11. Amplify The Words


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