INDIEBOX COMPILATION Volume 3

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INDIEBOX COMPILATION Volume 3

Puntuale come una legge ad personam del Cavaliere torna ogni anno (a dire il vero il Cavaliere ne fa un pò più di una all’anno ma lasciamo stare) a farci compagnia e a farci conoscere giovani band del panorama punk rock italiano la Indiebox Compilation giunta quest’anno, grazie al grande successo degli scorsi anni, al terzo volume.

Non è la classica compilation autocelebrativa di una etichetta, oltre alle band del roaster della Indiebox vi sono band affermate del panorama internazionale e giovani band ancora sconosciute al grande pubblico ma che hanno voglia di spaccare e dimostrare il loro valore che non sfigurano in alcun modo accanto ai grandi nomi.
Ad aprire il pogo ci pensano gli Avenged Sevenfold con una canzone un po’ troppo metal per i miei gusti (d’altronde non mi hanno mai entusiasmato eccessivamente) che a giro breve lasciano il passo all’ottimo punk/hc degli A Wilhelm Scream , alla loro seconda partecipazione alla compilation. Dopo è il turno dei Rent To Kill giovane ma esperta political band austriaca che spara la sua aggressività seguita dall’Invasione degli Omini Verdi che giocano in casa e propongono un pezzo estratto dal loro eccellente ultimo album “Mondo a parte”. Dopo una piccola parentesi con l’Hc italiano degli Skruigners si torna a giocare in casa con il melodic Hc degli Standing Still seguiti dai compagni di split Okkupato e Virginia Madison.

Nel secondo cd invece si inizia con un vero e proprio pezzo di storia del punk mondiale, i grandi Tsol con la loro classica Code Blue che quest’anno festeggia ben 22 anni ma che mantiene la sua potenza e freschezza nonostante il tempo passi. Il punk rock italiano poi la fa da padrone presentando in rapida successione alcune tra le nostre migliori band come i Los Fastidios e i Klasse Kriminale con il loro Street Oi Punk seguiti dal grezzo punk rock delle Pornoriviste e dalle Cattive Abitudini. Dopo i Piebald invece si torna nuovamente a giocare in casa con il punk rock dei Pig Tails seguiti da Ddr e Duracel, giovane pop-punk band italiana con un gran futuro davanti.
Oltre che una rapida ma gustosa panoramica dello status del punk rock italiano la compilation mi ha dato modo di sentire band che avevo perso per strada dopo un primo demo. Mi fa molto piacere vedere band che ho conosciuto ormai 5-6 anni fa essere ancora attive con grinta e determinazione e sebbene non siano riuscite a trovare il loro “posto al sole” siano ancora cariche e pronte a spaccare con tanta voglia di punk rock: è inspiegabile ma questo è proprio il fascino del punk rock.

Una piccola notazione invece mi sento di fare ai curatori della compilation per la scarsa attenzione riservata a due giovani band straniere posizionate sulla griglia di partenza nelle retrovie (non che la tracklist sia stata stilata secondo una graduatoria di merito sia chiaro) ma penso che una maggiore considerazione la meritassero: i Big D and the Kids Table con il loro fresco ska punk che purtroppo in Italia è ancora molto sottovalutato e gli Amber Pacific che nonostante non propongano nulla di originale in merito e facciano parte del filone emo/pop che detestano trovo abbiano nei loro album dimostrato una maggiore maturità e consapevolezza rispetto alle band di quel filone nonostante ci sia molto da lavorare ancora sui testi fin troppo adolescenziali. Una piccola critica che ovviamente non muta l’ottima impressione sulla compilation.
L’idea della Indiebox nella sua splendida genialità mi riporta indietro di anni quando ancora il punk era ancora comunità e voglia di fare e sbattersi per una semplice e travolgente passione. Con nelle orecchie l’ultima traccia de “Le bambine barbute di donna concetta” (nome stupendo per la sua incredibile bruttezza) inserisco da capo il primo disco e con ansia attendo la compilation numero 4 che sono sicuro non mi deluderà.
Voto: 8 + (Punk rock a 360 gradi!)


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