Intervista ai DUFF: Totonno e Vinxz ci raccontano…

Intervista ai DUFF: Totonno e Vinxz ci raccontano…
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Leggi DUFF e il primo accostamento che si fa è la birra di Homer Simpson, invece loro sono 4 ragazzi cosentini (non ancora gialli per fortuna) che amano si la birra, ma sparano anche un punkrock 100% made in Italy. Premetto che non ho avuto il piacere di conoscerli di persona (anche se vorrei tanto), ma ci ho scambiato solo quattro chiacchiere tramite social. A prima impressione, oltre ad essere super super disponibili, mi sono ritrovato ad interloquire con persone schiette, sincere, simpatiche, divertenti, convinti ed entusiasti di ciò che fanno, persone belle dentro (a proposito a Basile piace la mazza :)) e nello stesso tempo piacevoli, tanto da sperare di riuscire, prima o poi, a farci una serata insieme, perchè vi garantisco…lo strippo è assicurato!!

Ma ora bando non alle ciance, ma alla smielataleccatadiculomelensenalinconica intro e partiamo con questa gradita intervista, effettuata proprio ai danni di Totonno e Vinxz.

PAOLO: salve ragazzi è un piacere fare 2 chiacchiere con voi, innanzitutto vi giro i saluti di Fabio “Deka”, dopodiché iniziamo subito con la prima domanda. Una breve intro della vostra band, in sintesi…presentatevi!

TOTONNO: Siamo una band punkrock nata a Cosenza nel lontano 1998. Cantiamo in italiano. Facciamo canzoni demenziali e canzoni serissime, senza vie di mezzo. E salutami il Deka! Credo lui sia stato uno dei primi ad aver creduto veramente in noi, ci ha dato un sacco di consigli, ci ha spinti a trovare un’etichetta e a fare concerti. Inoltre per me è un grande amico, con lui e il grande Fulvio Devil credo di aver condiviso alcuni dei concerti più belli della mia vita, nei primi 2000.

PAOLO: voi cantate in Italiano, mentre la maggior parte di gruppi nostrani convertono in inglese, fateci capire questa differenza, seguite una linea di pensiero ben precisa, nel senso “siamo italiani e facciamo punk italiano”?!?

TOTONNO: Ma in realtà è che mi è sempre venuto così di scrivere (a parte rare eccezioni). A volte mi vengono prima i testi, e ci scrivo una melodia sopra, invece quando nasce prima la melodia è un pò un casino, perchè è difficile far suonare bene un testo in italiano su una melodia veloce. Ma ci provo lo stesso. E poi c’è anche il fatto che ho sempre odiato quei gruppi italiani che si nascondono dietro il cantato in inglese perchè non sanno cosa dire. L’inglese è facile, e suona “dannatamente cool”, ma nell’80% dei casi è solo una scusa per darsi un tono ed al contempo scrivere testi insulsi, vuoti e sgrammaticati senza che nessuno se ne accorga. E questo mi fa schifo, è una mancanza di rispetto verso le persone che ti supportano. Per me se canti in italia devi cantare in italiano, punto. Quando farò un disco per l’estero lo farò in inglese, tra l’altro è un’idea che per il futuro non mi dispiacerebbe.

PAOLO: il punkrock del sud contro il punkrock del nord?Attinenze, similutudini…insomma dov’è la differenza?inoltre, quale pubblico è più caliente?

TOTONNO: Per ovvie ragioni di vicinanza noi abbiamo sempre gravitato un pò di più attorno alla scena del centro-sud, ma devo dire che in fondo differenze non ce ne sono tantissime. E’ un mondo in cui per fortuna abbiamo sempre trovato grande amicizia, supporto ed appoggio. Vabbè gli stronzi ci sono sempre, al sud, come al nord. Ma magari alla fine gli stronzi ti servono pure ad apprezzare meglio le persone speciali che ti capita di conoscere sulla strada.

 

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PAOLO: come viene percepito il punk in italia?

TOTONNO: La gente collega il punk a cose futili, come l’avere tatuaggi, spaccarsi di droghe e picchiare chiunque per nessuna ragione (e ti sto citando Drugs Are Good dei NoFX, che prende per il culo proprio questi stereotipi). Penso che questo approccio possa funzionare solo quando hai 16 anni. Oggi il punk lo vedo più come una scelta personale, uno stile di vita, come spiegava Greg Graffin nel suo “A Punk Manifesto”. Non è soltanto il punk in se, è soprattutto come ti approcci all’essere te stesso, come continui sulla tua strada nonostante tutto e tutti, come arrivi ad affermare  la tua unicità ed individualità. Noi in questo senso siamo dei  dinosauri, siamo rimasti in pochi a fare questa vita musicalmente  parlando. Continuiamo a fare sempre lo stesso genere che andava  20 anni fa, senza seguire le mode, senza aver mai cambiato nulla, senza essere mai stati a sentire quelli che si atteggiano a guru del punk, e credo questa sia la cosa più punk di tutte.

PAOLO: Psensa girarci intorno, i kids vanno dietro le mode (ahimè), di conseguenza confondono il punkrock  per musica pop, se foste cresciuti come band in Inghilterra o in America sarebbe stato diverso? Di conseguenza cosa vi spinge ad andare avanti?

TOTONNO: Che se fossimo nati in America saremmo stati dei mostri sacri, questo ce lo dicono in tanti. Io non ci credo, penso che in un posto diverso saremmo stati persone diverse e avremmo avuto un percorso diverso. Io ho iniziato a fare punkrock perchè sono uno sfigato. E poi sono abbastanza fatalista, noi siamo così come siamo, proprio grazie al percorso che abbiamo fatto. E’ la nostra vita, continuiamo a suonare in giro e fare dischi perchè ci emoziona ancora come se fosse la prima volta.

PAOLO: oggi giorno molte band lanciano i loro album in free download, voi invece ho notato che non usate questa tecnica di condivisione…come cercate di arginare oramai questo dato di fatto?

TOTONNO: Per ora abbiamo preferito un approccio un pò più old school, ma sono sicuro che utilizzeremo qualcosa del genere per le nostre uscite future.

PAOLO: quali band vi hanno influenzato maggiormente…a parte i NOFX :)?

VINXZ: Direi sicuramente la scena anni 90 Californiana a livello musicale, ma anche band italiane come “Elio e le storie tese”

 

PAOLO: Aspettative presenti e furure?

TOTONNO: Più che delle aspettative ho un sogno: mi piacerebbe che al punkrock in italia succedesse quello che è successo al rap negli ultimi anni. Ricominciare a vedere in televisione i video musicali di gente che viene da una controcultura come la nostra, l’emersione del sommerso. Mi piacerebbe soprattutto che le band validissime che abbiamo conosciuto in questi anni in giro per l’Italia finalmente ricevessero il riconoscimento che meritano. E sarei un falso se non ti dicessi che ovviamente ce lo meritiamo anche noi.

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PAOLO: il vostro ultimo lavoro risale a 3 anni fa, state progettando qualcosa di nuovo?

TOTONNO: Abbiamo tantissime idee in ballo, un “The best” in acustico alla Johnny Cash, un Ep reggae, un Ep in inglese, un Ep di cover. Vedremo quale di queste idee si trasformerà in realtà per prima.

PAOLO: com’è il vostro rapporto con le varie etichette con le quali avete collaborato durante il vostro lungo percorso da punkband? Vi hanno sempre trattato bene?

VINXZ: Abbiamo sempre avuto un buon rapporto con tutti, anche se nessuno c’ha mai portato a San Remo!!!

PAOLO: il vostro live ideale?

VINXZ: Dopo moltissimi km percorsi, posso dirti che forse uno stereotipo di live ideale non esiste. Ogni live ha il suo perché, sia con 10 che con 1000 persone!! Quello che conta è essere presi bene e trovare la giusta accoglienza/voglia di spaccare tutto!

PAOLO: come prende vita una vostra canzone?c’è chi scrive testi e chi la musica o si tratta di lavoro corale? Inoltre quale canzone sentite più vostra?

TOTONNO: Scrivo io testi e musiche nel buio delle mia cameretta, faccio delle demo e le mando agli altri. Loro le imparano ed iniziano a tirare fuori idee nel buio delle loro camerette, poi le portiamo in studio e lavoriamo assieme agli arrangiamenti. Le canzoni le sento tutte mie nello stesso modo. Il pubblico tende a preferire le canzoni più demenziali e leggère, quelle scritte in mezz’ora sull’ispirazione del momento, invece ci sono brani più seri che ho impiegato mesi a finire. Uno di questi, tra i migliori secondo me, è “Giorni Persi”, del 2006

PAOLO: non mi rimane che ringraziarvi e farvi i miei più sinceri complimenti…e continuate così!!!Ma una tshirt per me a scrocco ci esce ;)?

TOTONNO: Grazie mille per la bella intervista…per la maglietta ok, ma ci sono rimaste solo quelle con scritto “A Basile piace la mazza”.

VINXZ: Si, ma solo se capiti ad un nostro live!! Fai attenzione però…non c’esce solo la tshirt!

 

 

 

 


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