JOEY RAMONE: Don’t Worry About Me

JOEY RAMONE: Don’t Worry About Me
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JOEY RAMONE: Don’t Worry About Me

A pensare al disco solista del compianto Joey mi ritorna in mente quanto lessi all’epoca dell’omonimo disco dei Sublime: “un disco che trasuda felicità”; oggi come allora quella felicità era tanto forte quanto densa di malinconia perché si sapeva che era l’ultima occasione per ascoltare una grande voce, e “Don’t Worry About me” mi fa ritornare in pieno quella malinconia. Un disco che sicuramente si discosta leggermente da tutto quanto fatto dai Ramones; lavoro meno tirato e più melodico che fa capire cosa intendeva Joey quando diceva che non gli era piaciuto lo show d’addio dei quattro di New York: “troppo rumore” era la sua affermazione a riguardo. La produzione del fedele Daniel Rey, oltre ad una guestlist di rilievo assoluto che comprende Jerry Only come Captain Sensible così come Marky Ramone, aggiunge magia alla magia di un Joey Ramone con il sorriso sulle labbra che canta “Maria Bartiromo” oppure “I Got Knocked Down (but I’ll Get Up)”, così m’immagino il nostro al lavoro nella lunga gestazione del disco. Un disco che, fuor di poesia e timori referenziali, si dimostra nel complesso un gran bel disco, con ottimi brani e due azzeccate cover quali l’Armstrongiana “What a wonderful world” (in apertura) e “1969”, con gli Stooges a chiudere un cerchio che vede proprio in Joey l’anello mancante. Un disco che non è un “raschiare il barile” sfruttando l’immagine di un eroe ma non è niente più di quanto Joey non avesse già deciso: “Don’t worry about me” diventa il suo testamento in musica; undici traccie per lasciare su questa terra un’immagine di se stesso il più autentica possibile, che ci fa ammirare così ancora di più -se mai è possibile- l’uomo prima dell’artista; commovente.


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