KLAXON

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Dalle periferie romane, sono certo che siete in moltissimi a conoscerli e se non li conoscete avrete qui l’opportunita’ di entrare in contatto con una delle Punk Band Italiane che meritano di essere annoverate fra quelle che hanno lasciato un segno indelebile …

…su coloro che hanno avuto la fortuna di venire a contatto sia pure solo e semplicemente con le loro poesie di strada fatte canzoni e rese di facile fruizione per mezzo di quella cultura musicale che prende la definizione Punk Rock e che sfocia nel Combat, definizione che personalmente attribuisco ai The CLASH di cui i KLAXON sono sfegatati e sinceri fans ma non solo…una intervista che cerca di andare a fondo di alcune tematiche, senza rivangare passati ma cercando di guardare avanti perché i ragazzi possano costruire un futuro migliore grazie alla conoscenza di chi anni prima ha battuto la strada e senza pretese e presunzioni è ancora qui.

Lo spunto è il loro ultimo album – BRUTTI, SPORCHI e CATTIVI – che è uscito su etichetta Raged records, disponibile da un po di mesi e di cui potete leggere la recensione pubblicata sempre su queste pagine.

D: partiamo dal presente visto che dopo anni i Klaxon sono ancora sulla strada a raccontare storie di periferia e di ragazzi…come arriva questo ultimissimo capolavoro?

R: innanzitutto grazie…questo disco è il frutto di un anno di lavoro certosino che è stato portato avanti nel corso di un periodo lungo e di intense prove dove con molta cura abbiamo selezionato i brani che ci ha portato a scegliere fra una trentina di nuove composizioni.Il risultato è quello che hai ascoltato e ci fa piacere che tu lo abbia definito capolavoro. Noi siamo contenti e soddisfatti del nostro lavoro, soprattutto siamo contenti di aver trovato il filo rosso che lega i pezzi uno all’altro in una via di continuita’ dove le tematiche sociali, a noi care, sono evidenti e si legano a storie di vita vissuta in modo reale.

D: Quando avete iniziato erano certamente anni bui ma forse un po diversi da questi che personalmente ritengo ancora piu’ bui, voi come avete vissuto e come vivete questi momenti?

R: certamente nei tempi passati c’era piu’ entusiasmo e in molti eravamo diversi. Ogi la situazione è certamente cambiata ma crediamo che le voci fuori dal coro come la nostra ma non solo, trova una utilita’ maggiore che nel passato. Oggi noi siamo nel nostro presente che è fatto di cose diverse: il lavoro, la famiglia, i figli, ma non per questo abbiamo smesso di puntare il dito che è sempre li come lo era un tempo e ancora di piu’, dita puntate alla societa’, alla politica e a molte altre cose che non vanno. Su queste basi e questa panoramica che costruiamo i dischi dei KLAXON oggi come ieri.

D: Solitamente si cade nel banale con la classica domanda di politica ma questa volta voglio lanciarvi questa frase e a voi dare una definizione che traete dalla stessa…”Rompere il cerchio, Distruggere la gabbia”

R: la politica è un arma da maneggiare con cura, da non puntare mai contro nessuno. Noi certamente abbiamo la nostra. La nostra politica è sempre stata di sinistra e anche se spesso ci ha deluso non riusciamo a cambiare e a cambiarla.Con le nostre canzoni, nel nostro piccolo mondo, cerchiamo di di dare una opinione che è certamente il nostro punto di vista, senza alcuna pretesa.Una sinistra altra che corrisponda alla nostra idea e al nostro senso di lealta’ rispetto, per noi e per gli altri.

D: Tornando al nuovo disco o CD, forse è meglio chiamarlo così per i molti giovanissimi, 13 tracce di storie con grandi citazioni, vogliamo raccontarle?

R: in questo disco c’è il filo rosso che lega tutti i brani, sono canzoni che affrontano il tema dello smarrimento culturale generale e di conseguenza quello politico che attualmente, ormai da anni, viviamo in questo paese. Una canzone come – è tutto loro quello che luccica – morde direttamente al collo chi dice che va tutto bene quando è palesemente chiaro che che così non è. Poi c’è – canzone retorica – che cerca di smuovere anche ritmicamente il culo a chi si è rassegnato ad una vita fatta di orticelli coltivati alle spese di poveri disgraziati che l’orticello non c’è l’ha. Segue ancora – basso chitarra, batteria – che è l’urlo che i KLAXON lanciano contro l’indifferenza, contro le banalizzazioni che fanno passare inosservate e banalizzano molti accadimenti addirittura giustificandoli. La storia di – anfibio e cresta – racconto di vita vissuta di lorenzo, viaggio che fece con il sigaro della banda bassotti per andare a vedere un concerto dei nabat a bologna, storia che è stata cantata dalla stessa banda bassotti in – partiro’ per bologna. – canzone della liberta’ – scritta dai gufi e ripresa da noi perché la canticchiava mia madre, canzone che oggi l’ho trovata molto vicina alla sensibilita’ dei KLAXON. – polvere – è una storia di periferia e di frustrazione, causa e male dei mali dei tempi moderni. – reset – è una canzone che vuole parlare del paradosso politico e culturale, forse bisogna resettare e ricominciare in un’altra direzione e senso. – frammenti di parenti – è il nostro modo di inveire contro l’orrore delle guerre da cui nessuno è immune, dunque fate molta attenzione. – canto disperato – è un middle time che si differenzia dalle canzoni dell’album e che lavora su un tema piu’ intimista. – fuori legge – canzone in perfetto stile 100 celle che racconta con rabbia che la legge non è uguale per tutti e che per questo vivremo fuori da questa. – no non ci sto – certamente il pezzo piu’ hard rock del disco intero e secondo il mio parere (andrea) un bellissimo solo di chitarra di roberto, ricorda lo stile di – amen fratelli – di 100 celle city rockers. Sempre un brano contro la guerra è – brutti, sporchi e cattivi – che abbiamo scelto anche per dare il titolo al nuovo disco perché ci piaceva l’idea di dare omaggio a dei grandi artisti italiani che hanno toccato con film, teatro, letteratura, molti temi a noi cari. In questo caso è ettore scola. in vita agra era luciano biancardi, giornalista anarchico livornese. Il testo del pezzo riassume tutti gli intenti del disco intero e quindi per noi è rappresentativo.

D: Joe Strummer sempre nel cuore e non manca la dedica sincera e sentita, come mai quest’uomo è rimasto abbondantemente all’ombra e solo dopo la sua morte sono stati in molti a ricordasene? perchè succede sempre così con i grandi e non si riconosce la loro arte, la loro validita’ quando sono in vita?

R: pensiamo che a joe strume sia interessato sempre il lato umano delle cose e della gente, la sua grande umanita’ e capacita’ di interpretare argomenti scottanti lo ha reso una persona normale ed è per questo che a noi piace tanto. Non lo abbiamo mai visto come una rockstar. Ha interpretato il punk e lo ha reso migliore, chi se ne accorge adesso e sfortunato rispetto a molti come noi che lo hanno amato immediatamente.

D: Centocelle City Rockers resta sempre nei cuori ma questo album è decisamente all’altezza dopo un periodo di down ma che onestamente, riascoltando un po le vecchie produzioni, riscopro delle perle anche in passati lavori, come siete stati accolti con l’uscita di questo nuovo disco?

R: se tper passati lavori ti riferisci a – vita agra – è vero. Sicuramente è un disco diverso dallo stile dei KLAXON per vari motivi. Uno era il batterista diverso, luca mariani che salutiamo. Artisticamente il disco non è immediato ma nel tempo ci ha dato grosse soddisfazioni ed è comunque un disco di crescita musicale ed artistica molto importante, dove ci sono canzoni di diverso livello.A me piacciono – cane rognoso – incubo – la piazza…poi ognuno ha i suoi. Certamente avevamo voglia di centrare il bersaglio e – brutti, sprorchi e cattivi – lo ha fatto ed è stato davvero grande ricevere messaggi di apprezzamento, tutto questo ci ripaga di anni di lavoro e con l’occasione di questa intervista vogliamo ringraziare davvero tutti quelli che amano questo disco e la nostra storia, siamo ancora qui per e grazie a voi.

D: Siete tornati grandemente a suonare live e finalmente sono in molti i kids che vi hanno visto e che certamente vi vedranno, che il Punk sia generazionale ve ne sarete accorti guardando l’eta’ media dei partecipanti ai live anche se non manca qualche buon “vecchio” che vi segue sin dai tempi degli esordi…come vivete questo gap generazionale? siete consapevoli che ora piu’ che mai siete un faro per quei giovani kids che divorano le vostre canzoni e i loro testi?

R: quello che dici è vero, gli strati generazionali che compongono il pubblico dei concerti è molto giovane e ci fa enorme piacere vedere che questo accade, oviamente ci sono molti giovanissimi che amano il nostro genere, questo ci fa sentire comunque attuali e i testi hanno l’effetto di centrare l’obiettivo proprio come ambivamo, del resto sono storie comuni che viviamo tutti, giovani e meno giovani. Cantiamo il nostro stile di vita e speriamo che comunque resti un messaggio ai giovanissimi che vengono e che cìverranno ai nostri concerti. Siamo fari l’uno degli altri, illuminare chi è sotto il palco vuole dire illuminare anche noi stessi.

D: Dalla Gridaloforte, etichetta combattente e Resistente che tanto ha dato alla musica alternativa di strada, siete ora su Raged Records altra etichetta che si pone gli stessi obbiettivi…come mai sempre su Roma? condividete con me che forse sarebbe un po ora di cercare aperture verso altre citta? magari l’asse Roma / Milano ma anche Bologna, Torino, Genova oppure Cremona o anche nelle sperdute Resistenti langhe Marchigiane dalle parti delle terre dei Severini? questa è una domanda provocatoria ma costruttiva, solo per avere una vostra opinione sul tema…ma poi una etichetta non l’avevate gia’? Roma Libera Records?

R: il discorso etichetta è stato chiuso da tempo dopo lunghe discussioni tra noi anche perché oltre alla gridalo forte, con cui abbiamo avuto uno splendido rapporto che fortunatamente continua ancora oggi, ci siamo sempre autoprodotti o appoggiati a piccole etichette di riferimento nella scena. Alla fine abbiamo chiuso per questo disco nuovo con la raged records di roma ed il cd è uscito, non senza difficolta’. Il nostro punto di vista è deciso e netto, non siamo certo facili a compromessi sulle scelte artistiche e grafiche, dopo tanti anni non puo’ essere altrimenti, comunque è andata e il disco è fuori. Questo non esclude collaborazioni con altre etichette che fortunatamente ci sono ancora e di molto interessanti legate sempre alla nostra scena…si vedra’ nel futuro. Circa la – roma libera records – è un progetto di lorenzo tovoli e roberto perciballi il cui scopo è quello di promuovere nuovi gruppi a basso costo ammortizzando tutto con l’uso di un nostro studio certamente adatto a chi vuole registrare una demo.

D: Roma da sempre ha una scena molto animata, non manca nulla, dallo Ska all’HC, Band conosciute oltreoceano che portano avanti tematiche animaliste, ambientaliste, etc etc…ci siete anche voi insieme a tutte queste…questa è roma? o c’è dell’altro?

R: la scena romana è molto animata ma noi ci sentiamo fuori da questa nel senso che viviamo solo la nostra realta’ e riteniamo sia giusto così, del resto la nostra scena è quella degli anni 80, apprezziamo molti delle nuove band che nascono a roma ed in generale, ma il contesto storico odierno non ha prodotto qualcosa di rilevante come allora. C’è troppa approssimazione e mancanza di ideali, in generale i gruppi pensano a fare della loro musica un lavoro, questa non è mai stata la nostra priorita’ ed è per questo che siamo ancora in giro.

D: A proposito di cani neri, sembra l’argomento piu’ gettonato di questi tempi ma forse non tutti sanno che comunque ci sono ferme resistenze attive affinchè questi non si sentalo deliberatamente legittimati a occupare territori, uno di questi è S. Lorenzo ma non solo…che legame avete con questo quartiere con tanta storia dentro al suo cuore?

R: a noi romani dispiace molto vedere un quartiere rosso come s. lorenzo, diventare nero a meta’, è uno shock che coinvolge tutta l’italia ed è un segnale da tenere bel in evidenza da parte di chi è e si ritiene di sinistra e confluisce verso certi ideali. Per noi s. lorenzo è la nostra storia, li abbiamo iniziato tutto a suonare, radio onda rossa che ancora oggi trasmette è un punto di riferimento che difenderemo con i denti, radio proletaria, il forte predestino ancora prima della occupazione, difenderemo con i denti tutto afinche’ s. lorenzo resti sempre e solo rosso.

D: Certamente qualcosa mi è sfuggito ma giusto per chi ci legge voglio dire che i Klaxon nel 2009 hanno suonato al Punkadeka Festival nell’occasione del MEI di Faenza, una occasione per portare la nostra musica fuori dal ghetto e non certo per darle una veste politically correct e farla piacere o sminuendo la sua irruenza primordiale come magari qualcuno ha pensato che fosse dimenticando che il PUNK ha nella sua natura questo spirito di irruzione e le lezioni non mancano…a voi la parola sull’argomento

 


R: il mei è stata una bellissima esperienza ed occasione per frequentare un posto al di fuori del nostro circuito. Per questo ringraziamo punkadeka e siamo aperti a tutte le situazioni poiché la musica è anche aggregazione e se non viene sminuito l’aspetto artistico e il messaggio che si vuole lanciare, ben vengano questi spazi aperti.

D: Personalmente mi è piaciuto moltissimo questo ultimo disco che gia’ dal titolo e la fotografia di copertina ha una valenza rilevante non di poco conto, me lo avete gia’ raccontato ma sarebbe bello che lo raccontiate anche a chi legge queste righe come nasce l’hartwork, lo stesso titolo del disco e il la scelta del singolo che è a dir poco eccezzionale?

R: la copertina del disco è una foto che fece il papa’ di lorenzo tovoli a roma nei primi 60, la foto ritrae bambini romani poveri della periferia tra 100 celle e cinecitta’, zona che a quei tempi era frequentata anche da pasolini. È una foto che rende molto bene l’idea di come eravamo noi italiani, adesso spariamo a zero su chiunque non è socialmente inserito e questa foto è un ricordo molto bello che abbiamo voluto trasmettere a chi vedra’ il disco, una immagine per non dimenticare del fatto che siamo stati umili, una immagine emblematica per questo disco.

D: Quanto aspetteremo un altro bel disco dei Klaxon?

R: abbiamo gia’ molte canzoni nuove da provare, è una questione di tempo ma speriamo che non passi molto tempo, intanto vogliamo suonare dal vivo questo disco nuovo.

D: Se ho dimenticato qualcosa di importante che vi preme raccomandare a chi legge…spazio libero per dire e raccomandare quello che volete

R: vorremmo dire suonate per vivere e dite quello che pensate, ascoltate cio’ che vi emoziona e vi comunica la strada.

D: Un saluto a voi e ci rivediamo presto nella strada che credo preferiamo a questi mezzi telematici…

R: un abbraccio a te fulvio, a punkadeka, a chi legge e a chi ci fara’ suonare, a chi ci ascoltera, a chi ci segue e a chi ci seguira’…a presto GRAZIE!

Si conclude qui una lunga ed intensa chiacchierata con i KLAXON, se avete qualcosa da dire, da chiedere, potete farlo anche da queste pagine, è sempre bello ricevere opinioni, vuol dire che qualcosa si riesce a trasmettere ed è un modo per mantenere viva la nostra realta’ sempre che questa realta’ vi piaccia.

Ringraziamo i KLAXON per la grande disponibilita’ e speriamo di rincontrarli presto nella strada.


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