KNIVES OUT : Here again

KNIVES OUT : Here again
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KNIVES OUT : Here again

Sapete qual è la cosa che più fa male al punk in assoluto? I luoghi comuni…anche alla musica in generale, ma più ancora al punk; da questo punto di vista questo cd degli svizzeri Knives Out non comincia bene: “I’m here” è il classico pezzo sulle gioie dell’alcool, ora, c’è modo e modo di dire le cose, e non tutti possiamo essere Tyla, Dregen, Mike Ness o i The Bones o chiunque abbia parlato (con classe) di alcool, sbronze, doposbronze, ecc…detto questo, dopo la falsa partenza, devo dire che il cd si immette su dei binari decisamente migliori.
Musicalmente siamo dalle parti di uno streetpunk-rock’n’roll debitore in pari misura ai Backyard Babies e ai The Bones e ai gruppi più Oi…la qualità generale è buona, e a parte qualche scivolone grammaticale su cui però si può sorvolare (niente da fare chi non è inglese madrelingua è destinato a ficcare qualche strafalcione in un testo prima o poi) il disco è godibile.
Il pezzo migliore dell’album è senza dubbio “United we stand”, ottimo ritornello, belle melodie…un po’ paradossale dover parlare ancora nel 2013 di unione tra punks e skins, ma non vivendo io in svizzera non conosco la loro realtà e magari da quelle parti è ancora un tema molto sentito. Molto anthemica anche la conclusiva “Welcome to the crew”.
Dischetto onesto quindi, mi sento di consigliare ai Knives out un approcio un po’ più originale, un po’ più lontano dai temi classici del genere, che per quanto efficaci e sempre sentiti, dopo un po’…stancano.

http://www.nextpunk.ch/~knivesout/

 


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